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Un santo contro le onde

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Come da tradizione, il 16 agosto si è svolta in città la storica processione in onore del patrono San Marone con l’uscita in mare dei pescherecci. Il programma dei festeggiamenti si è aperto alle ore 17 con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa di Cristo Re da parte del vescovo Sua Eccellenza mons. Luigi Conti e di tutto il clero civitanovese.

Al termine, l’urna con le reliquie del Santo è stata portata in processione per le vie del centro storico lungo viale Matteotti, via Trento, fino al Molo Sud dove i pescherecci hanno preso il largo per la deposizione della corona di fiori, in ricordo di tutti i marinai defunti, periti in mare. Al ritorno, il corteo ha percorso via Trento, corso Umberto I, via Buozzi, via Cecchetti e via San Marone fino al santuario, dove sono state deposte le reliquie. La processione in mare in onore di San Marone si può considerare una della tradizioni popolari più sentite ed anche affascinanti della città. I pescatori hanno sempre avuto una profonda venerazione per San Marone, patrono di Civitanova. In passato era un evento che richiamava un gran numero di persone, un evento dove l’aspetto religioso e quello spettacolare, in piena estate, si intrecciavano senza prevalere l’uno sull’altro. La zona del porto e le vie circostanti si riempivano per la processione; i motopescherecci venivano addobbati di fiori e nastri e sfilavano dal porto verso il mare ove veniva deposta una corona. Dopo il rito religioso, i civitanovesi si recavano in piazza per assistere allo spettacolo dei fuochi pirotecnici.

La tradizione si è poi perpetuata solo nella città alta, per difficoltà di ordine tecnico e di sicurezza che rendevano difficile la processione in mare. Dal 2008 la tradizione è stata però riscoperta dietro spinta proprio dei pescatori civitanovesi anche a Civitanova Porto.

In Città, presso le famiglie marinare, il culto di San Marone è assai diffuso. Molti portano il nome di Maretto, Marone. È il patrono di Civitanova Marche, ma anche il protettore della gente di mare, gente rotta a tutte le fatiche, esposta ai rischi del mestiere. Certo, oggi, con i moderni pescherecci, la vita a bordo è sensibilmente migliorata, stando a quanto mi racconta chi fa il lavoro del pescatore. Una volta la pesca veniva praticata con le famose “lancette”, piccole barche a vela che venivano spinte con la forza del vento. Capitava spesso imbattersi, in alto mare, con burrasche violentissime.

L’approdo al porto rifugio era molto difficile. In qui frangenti era d’obbligo affidarsi a San Marone. Nel Santuario che porta il suo nome esistevano tanti ex voto lasciati da madri, spose, sorelle, che erano state esaudite nelle loro preghiere dal santo, perché in occasione di naufragi, tempeste improvvise, i loro mariti, figli, fratelli erano riusciti a toccar riva sani e salvi. Oggi, questi ex voto si trovano nella chiesa di San Paolo a Civitanova Alta. La chiesa di San Marone era una semplice pieve di campagna, retta da un rettore. È stata eretta a parrocchia solo nel 1951 con l’arrivo dei Salesiani. Il culto a San Marone era l’espressione della fede popolare, intesa nel suo senso classico, come fiducia nell’intervento miracoloso del Santo. Se una persona incontrava un’altra, non era raro il caso che alla domanda “come stai”, l’altro rispondesse con un “Grazie a Dio, sto bene”.

Era tutta una scuola che iniziava in famiglia, proseguiva in parrocchia, continuava a volte anche a scuola. A fame, a bello, a tempestate, libera nos Domine. Liberaci o Signore dalla fame, dalla guerra e dalla tempesta. Erano le preghiere innalzate nel corso delle rogazioni per la benedizione delle campagne. Contadini di terra, contadini di mare, come era stato scritto tempo fa su una rivista locale, a proposito dei marinai. I primi voltavano e rivoltavano le zolle per avere di che vivere. I secondi solcavano il mare per riportare a casa il pescato e rivenderlo con l’aiuto delle proprie mogli nel mercato locale. Mani rattrappite, volti arsi dalla salsedine, cotti dal sole. Davanti alle forze della natura che si scatenavano improvvise il pensiero andava ai propri cari che erano ad attenderli in spiaggia e questi pregavano per loro. Anche oggi questa fede popolare è rimasta ancora intatta in chi ha avuto dei morti in mare.

Capita spesso di incontrare donne di una certa età, che dopo essere state in chiesa, per partecipare alla messa del mattino presto, si recano poi nel vicino cimitero di Porto Civitanova a pregare sulla tomba di chi non c’è più. Hanno ancora tanto da insegnare a tutti: ragazzi, giovani, adulti, anziani, tanto distratti da altri messaggi che invitano a dimenticare Dio e la sua presenza in mezzo a noi. Solo Lui dispone del nostro tempo. Il tempo, questa categoria dentro la quale si dipana la nostra vita quotidiana, non appartiene a noi, ma a Dio.

Eppure, in una società particolarmente secolarizzata, cosa non si fa per esorcizzare la morte: assicurazioni sulla vita, ricorso al parere di veggenti. Non si accetta nemmeno che la vita faccia il suo corso. Si vuole rimanere eternamente giovani e fino ad una età avanzata. “Dio vede e provvede”. “Quel che Dio vuole”. Sono espressioni dal sapore antico ma sempre attuali e valide in ogni tempo. •

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Un commento

  1. San Marone martire.
    Le più antiche notizie rinviano al tempo in cui a Roma sul trono imperiale sedeva Domiziano (81-96), della dinastia dei Flavi. Apparteneva alla famiglia dei Flavi anche Domitilla, giovanissima cugina dell’imperatore, “pecora nera” nella famiglia imperiale, perché cristiana. Promessa sposa, già da bambina, ad Aureliano, di nobile famiglia senatoria, venne dissuasa dalle nozze da Marone, insieme ai suoi amici Eutiche e Vittorino, cristiani anch’essi. Aureliano spinse così l’imperatore a condannarla all’esilio sull’isola di Ponza. Accompagnarono Domitilla, per curarne la formazione, anche i tre amici cristiani Marone, Eutiche e Vittorino, che agli occhi di Aureliano apparvero come i responsabili del rifiuto da parte di Domitilla. Marone fu condannato ai lavori forzati e inviato sulla Salaria, a 130 miglia da Roma, dove morì nell’anno 100. (Avvenire)

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