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Lavoro: uno su mille ce la fa! Già è qualcosa

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A fine settembre si sono presentati 440 candidati alla selezione per 30 posti in un nuovo supermercato che un noto marchio aprirà a Porto San Giorgio il 3 dicembre. È stata l’ultima ammucchiata di disperazioni e speranze, illusioni e amarezze. Qualche mese prima il super-affollamento c’era stato per le assunzioni in Provincia e un concorso per vigili urbani.

La fame di lavoro è sempre più grande anche nel Fermano, dove si va verso un autunno molto difficile. La vertenza sindacale più importante e che si trascina da lungo tempo è quella dei lavoratori dell’ex zuccherificio, che a dicembre esauriranno l’ultima forma di ammortizzatore sociale a disposizione e si ritroveranno senza niente in mano perché la riconversione della Sadam è rimasta soltanto un progetto. I politici hanno velocemente recepito le istanze dei comitati e dei cittadini, che non gradivano la centrale a biomasse a Campiglione, ma procedono tuttora a passo di lumaca per trovare una soluzione alternativa capace di reinserire gli ex operai dello zuccherificio nel circuito del lavoro.

I sindacati stanno monitorando da mesi anche la situazione dell’azienda alimentare Visagro di Monteleone di Fermo, dove gli operai hanno passato l’estate a reclamare il pagamento degli stipendi arretrati e maggiori certezze occupazionali. Futuro difficile anche per i dipendenti dell’ex Ciet, azienda di installazioni telefoniche rimasta senza l’appalto di Telecom e nelle secche di un settore con scarse prospettive. In questo quadro così preoccupante ecco che ogni occasione di trovare la prima occupazione o di ottenerne una più stabile e sicura, viene sfruttata con quell’ansia che trasforma una selezione in una sorta di assalto alla diligenza del lavoro.

Tra gli aspiranti commessi del nuovo supermercato sangiorgese c’erano chi sta lavorando in settori completamente diversi da quello più affine al diploma conseguito, il giovane che cerca un posto perché ha genitori ‘esodati’, il 30enne diventato bamboccione per forza perché mai assunto e coppie vicine alla soglia dei 40 anni (età massima per partecipare alla selezione) già senza lavoro e con figli piccoli da crescere.

Sul nero cielo occupazionale restano, comunque, alcuni squarci di sole. Come, ad esempio, la storia di Pierpaolo Settembri, un 32enne che ha lasciato Amandola, ha sopportato qualche sacrificio ed ora lavora alla Comunità europea, occupandosi dell’organizzazione dei G8 e arrivando a stringere la mano addirittura al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. O la storia di due ragazze fermane, Francesca Censi e Fiorenza Valeriani, che hanno vinto una borsa di studio finanziata dalla Fondazione Marche per specializzarsi in America nel campo della medicina molecolare, per poi riportare le loro competenze nella nostra regione. Giovani che credono ancora nel futuro e che vogliono contribuire a renderlo migliore, come i tre studenti del corso di chimica dell’Iti ‘Montani’ che hanno addirittura inventato il ‘naso elettronico’ per individuare le contraffazioni dell’olio.

Certo, sono piccoli segnali, ma che devono spronare i giovani a non perdere la fiducia, in modo che non vada sempre come recita il ritornello di una famosa canzone di Gianni Morandi e a farcela siano, finalmente, molti più di uno su mille.

Stefano Cesetti

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