Home » voce ecclesiale » Annunciatelo dai tetti

Annunciatelo dai tetti

Stampa l articolo
Don Mauro Antolini è in Etiopia ad Adabaa, cittadina di oltre 20.000 abitanti, nella pianura del West Arsi, ai piedi dei monti Bale, a circa 2.700 metri s. l. m.

Ho concelebrato con p. Angelo Antolini nella piccola chiesa della missione cattolica nella prima Domenica di Febbraio del 2010; erano presenti 7/8 cristiani di quella città, quasi interamente islamica; in quella occasione p. Angelo chiedeva alla Diocesi di Fermo un sacerdote Fidei donum, che potesse occuparsi di quella comunità, un tempo più numerosa, ma poi abbandonata dal sacerdote e che quindi si era dispersa e solo da poco tempo era stata affidata alle sue cure. In cuor mio ero assolutamente scettico su tale possibilità. Domenica 11 Novembre scorso, a distanza di poco più di 2 anni, mi trovavo ad accompagnare d. Mauro, che assumerà il difficile compito di servire questa comunità, e si occuperà anche della vicina Herero, dove la missione cattolica ha già costruito un asilo e sta costruendo una piccola chiesa. Nella chiesa di Adabaa c’erano circa 40 persone; la comunità locale ora è costituita da 25 cattolici, 6 catecumeni; erano presenti anche 2/3 persone che si avvicinavano per la prima volta alla Chiesa cattolica, partecipavano anche alcuni della fiorente comunità cristiana di Kofele.

La celebrazione Eucaristica, in lingua Oromo, è presieduta dal Prefetto Apostolico abba Angelo Antolini e concelebriamo in 3: abba (i preti si chiamano così!) Mauro, abba Vittore (un cappuccino che rimarrà a Robe per 3 mesi) e abba Pietro (il sottoscritto). Seguiamo sul libretto la liturgia in lingua Oromo; il rito è quello latino; non comprendiamo le parole, ma sappiamo quello che stiamo facendo e crediamo che il Signore del cielo capisca. Al termine della Messa riceviamo un grande dono, tipico della cultura Oromo, una grande coperta bianca con striscie rosse, che ci viene posta addosso come un vestito e ci riscalda con il suo calore e il calore di questa piccola comunità.

Segue un pranzo comunitario con menu locale ed infine la “cerimonia del caffè”. La missione di abba Mauro si presenta difficile, soprattutto per la difficoltà della lingua, ma conosciamo la sua forza di volontà e la sua determinazione. Lo accompagniamo con la preghiera, lo affidiamo all’azione dello Spirito Santo, gli saremo vicini anche con la presenza fisica di volontari che nel tempo lo affiancheranno. La collaborazione con la piccola Chiesa della Prefettura Apostolica di Robe, impegnata nella Prima Evangelizzazione, possa essere di stimolo per la nostra Chiesa per rivitalizzare la nostra vita cristiana e la nostra capacità di trasmettere la Fede. •

Pietro Orazi

About la redazione

Vedi anche

Una fede gioiosa e inclusiva

Vogliamo condividere le nostre impressioni di questi primi giorni di missione, le nostre emozioni e …

Rispondi

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: