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C come coppia e C come cooperazione. Due coniugi si raccontano

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Siamo due coniugi impegnati in un’attività lavorativa a favore delle persone disabili, anziane e svantaggiate. L’area in cui operiamo comprende Civitanova Marche e il circondario. La crescita economica e l’espansione della zona hanno spesso provocato nelle famiglie la rottura dei legami affettivi e coniugali, con il conseguente aumento di separazioni, divorzi, alcolismo, tossicodipendenza, disorientamento e disagi di ogni tipo. Di questi cambiamenti hanno risentito maggiormente anziani, minori e disabili.

Di fronte a tale situazione, il comune e le altre istituzioni pubbliche hanno ritenuto opportuno affidare gran parte dei servizi di educazione e assistenza a una cooperativa sociale, che disponesse di personale qualificato e sensibile ai bisogni del territorio. Noi siamo soci lavoratori della cooperativa ormai da diversi anni. Io mi dedico ai giovani e agli adulti disabili (autistici, ciechi o con problemi cognitivi, mentali, ecc.), mentre mia moglie presta servizio a domicilio, prendendosi cura di anziani e famiglie disagiate.

La cooperativa ci assegna annualmente i soggetti da assistere e, in caso di nostra assenza, provvede spesso a sostituirci (viceversa, quando sono assenti i nostri colleghi, ci può chiamare a prendere il loro posto per un certo periodo di tempo). Il nostro trattamento lavorativo è equiparato a quello di altri dipendenti di imprese private o pubbliche (a parità di livello e qualifica) per quanto riguarda tutti gli aspetti (ferie e permessi compresi), anche se la nostra retribuzione è a base oraria.

Al momento dell’assegnazione delle persone alle quali prestiamo assistenza, il coordinatore di zona considera sempre le nostre attitudini e le esperienze maturate negli anni, poiché ogni soggetto ha esigenze diverse da chiunque altro. Inoltre, dato che il comune assegna ad ognuno un determinato numero di ore settimanali di assistenza, noi lavoratori abbiamo la facoltà di distribuire queste ore nei vari giorni della settimana, tenendo conto delle esigenze degli utenti e delle loro famiglie.

Nel caso particolare dell’assistenza scolastica agli alunni disabili, l’orario settimanale viene stabilito anche in relazione a quello dell’insegnante di sostegno, della classe e di eventuali attività a loro favore (ippoterapia, nuoto, ecc.). Come si evince da queste righe, il nostro rapporto con i responsabili della cooperativa è franco ed equilibrato, poiché spesso concordiamo insieme i servizi che ci vengono assegnati. Inoltre, siamo tenuti ad annotare tutto ciò che emerge di rilevante nel nostro lavoro: eventuali progressi e “successi” conseguiti dagli utenti, problemi subentrati, eventi imprevisti, particolari attività svolte, ecc.

La riservatezza dei dati che scriviamo è, ovviamente, sempre assicurata: tutto questo materiale resta in cooperativa e nei testi noi non possiamo nominare i nostri utenti. Infine, è generalmente collaborativo il rapporto tra noi e i colleghi: spesso ci scambiamo pareri ed esperienze (soprattutto all’inizio di un nuovo servizio, consultiamo l’assistente che ha seguito prima di noi l’utente di cui ci occuperemo) e tra di noi, almeno fino ad ora, non ci sono mai stati sentimenti di invidia. Talora, casomai, sorgono discussioni e problemi con altri (personale scolastico, insegnanti, responsabili delle strutture dove lavoriamo). •

Nazareno e Anna Maria

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