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La preghiera e l’eucaristia sorgenti della mia vita

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Il Movimento dei Cursillos di Cristianità nacque in Spagna, nel 1944, da un gruppo di giovani laici. La Spagna di quegli anni, appena uscita dalla guerra civile, in cui la Chiesa era stata oggetto di una crudele persecuzione che aveva causato migliaia di morti, era attraversata da una forte reazione anticlericale, che portò ad un lento processo di laicizzazione della società.

Di fronte a questa situazione gli ideatori del Movimento capirono che era necessario inventare uno strumento pastorale capace di suscitare la fame di Dio e di presentare, in modo vivo e credibile, le verità fondamentali del Cristianesimo mediante un Vangelo di primo annuncio. Nacque così, precisamente a Mallorca, il Movimento dei Cursillos di Cristianità.

A Fermo il primo Cursillo si tenne nel 1963, per iniziativa di un giovane di Montegiorgio, Alberto Quinti, che, studente a Roma, aveva partecipato ad un Cursillo tenutosi a Rocca di Papa nel 1961. Recatosi poi in Spagna per approfondire la conoscenza del Movimento, al suo ritorno in Italia riuscì a suscitare l’interesse di alcuni sacerdoti della diocesi di Fermo che, con il consenso del Vescovo, lo impiantarono nella diocesi. Un testimone di questi primi passi del Movimento dei Cursillos nella diocesi di Fermo è Alberico Tarulli, di Montegiorgio.

Alberico, classe 1927, ci accoglie con entusiasmo nella sua casa alla periferia del paese e ci mostra felice il panorama che si vede dal suo terrazzo: i campi coltivati, le montagne sullo sfondo e le luci dei paesi vicini che iniziano a brillare nelle prime ombre della sera. A lui chiediamo un racconto della esperienza fatta nel Cursillo e dell’influenza che essa ha avuto sulla sua vita. “Ho partecipato – ci dice- al 5° Corso di Cristianità della diocesi di Fermo nel 1965. Il Corso è stato per me un approfondimento della fede e uno stimolo maggiore a credere. Ai miei tempi generalmente Dio era visto come qualcosa di lontano, mentre i santi erano più vicini a noi. Ho scoperto invece la persona di Gesù che è accanto a noi e in questo mi ha aiutato molto la preghiera che nel Corso si fa davanti al tabernacolo. Ho capito quindi che l’amore di Dio verso di noi è insuperabile.

L’esperienza del Corso mi ha aiutato a vivere l’amicizia con gli altri, a superare le contrarietà e i problemi di vita e di salute che ho incontrato.” Siamo colpiti dalla vivacità e dalla vitalità di Alberico e perciò gli chiediamo anche che cosa lo fa essere così entusiasta e perché frequenta ancora le riunioni dell’ultreya, nonostante l’età e gli inevitabili acciacchi. Ecco la sua risposta: “Continuo ad andare agli incontri perché, anche se partire mi costa fatica, dopo provo sollievo, dato che ho modo di parlare della mia esperienza e di confrontarla con gli altri. Io non sono migliore di tanti altri, anzi sono peggiore, ma a volte sembro così vivo perché riesco a dire ciò che ho dentro e le parole mi vengono, non sono mie. Sono felice di aver incontrato Dio perché mi dà qualcosa che il mondo non mi sa dare perché non ce l’ha. Sento questo soprattutto nella S. Messa e nell’Eucarestia e capisco che Cristo supplisce alle nostre manchevolezze e mediocrità.” Grazie, Alberico, di ciò che ci hai detto. Certamente la giovinezza non è solo un dato anagrafico!… •

Bruna Marziali

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