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Pescatori di uomini sulle rive del Mare Adriatico

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Chi cercate? Non c’era domanda migliore per iniziare un’esperienza così intrigante ma non meno ricca come quella che abbiamo fatto prima dell’inizio del nuovo anno accademico. Pochi giorni dopo la visita del Papa a Loreto del 4 ottobre, dove ha affidato a Maria l’Anno della Fede e i lavori del sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione, la comunità dei seminaristi ha vissuto una settimana di missione centrata sulla domanda di Gesù rivolta ai discepoli di Giovanni: “Che cosa cercate?” (Gv 1,38).

Preceduta il sabato 6 ottobre da una preghiera con i giovani presso la Scala Santa di Loreto, la missione è iniziata con l’annuncio, fatto dai seminaristi stessi, il mattino della domenica in alcune parrocchie della vicaria di Porto San Giorgio. Inviati due a due, come già Gesù fece con i discepoli, abbiamo percorso le strade della città del mare, alla ricerca dei giovani, nella certezza che anch’essi sono più o meno consapevolmente “in ricerca”. La nostra proposta era un confronto riguardo alla fede, a cui faceva seguito l’invito a partecipare agli appuntamenti che avevamo organizzato.

Dal punto di vista organizzativo questa missione ha coinvolto tante strutture. Anzitutto, avevamo come punto di riferimento la cappella delle Suore di San Gaetano nel centro della città, da cui prendeva avvio con una preghiera comune ogni pomeriggio alle ore 17 “l’evangelizzazione di strada”, e in cui ci ritrovavamo per la preghiera liturgica serale insieme alle suore, ai giovani della parrocchia di Gesù Redentore e ad alcune famiglie. Sempre in quella cappella si sono tenuti i due nostri incontri con i giovani il venerdì intorno alla parola di Dio, il sabato con la celebrazione della messa e l’adorazione eucaristica. La bellezza della chiesa e la posizione centrale hanno suggerito l’opportuna scelta di questo luogo di preghiera.

Ma il nostro “campo base” sono stati i locali della parrocchia di Marina Palmense, resi generosamente disponibili da don Tony, dove ci siamo potuti ritrovare ogni giorno per gli incontri di pianificazione e di verifica, nonché per condividere i momenti di convivialità del pranzo e dei tempi di ricreazione. Per l’alloggio siamo stati ospitati da calorose famiglie, con cui abbiamo condiviso l’inizio e la fine delle nostre giornate. Dopo la colazione partivamo da esse dandoci tutti appuntamento per la preghiera delle lodi a Marina Palmense; al termine iniziavamo i vari incontri di scambio di impressioni e di preparazione della giornata. Nel pomeriggio ci spostavamo al centro di Porto San Giorgio, cuore della nostra missione, per poi ritornare nelle famiglie e condividere con esse l’esperienza della giornata intorno alla cena. Sono stati dei momenti bellissimi e importanti per tutti noi, perché ci hanno permesso di toccare con mano la realtà del nostro tempo e di preparaci di conseguenza. I “segni dei tempi” ci dicono che è giunta l’ora di rompere gli indugi e di “uscire dal tempio” per incontrare la gente là dove vive e annunciare senza timore il vangelo. •

Seminaristi di Fermo

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