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Volontari da 18 a 80 anni

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La Caritas di Morrovalle, della parrocchia di San Bartolomeo Apostolo, nasce alcuni anni fa con il parroco don Luciano Montelpare ma prende realmente il via con il suo successore don Giordano Trapasso e ora ha come direttore don Luigino Marchionni. Il gruppo, giovane, inesperto e senza tradizione alle spalle ma desideroso di affiancare il parroco con il proprio servizio, intraprende un cammino di formazione e di studio del territorio. Ne scaturiscono come prime attività il progetto di Servizio Civile Volontario parrocchiale (prima esperienza nelle marche) e il Centro di Ascolto.

Per noi il primo dono della Carità è la trasmissione del Vangelo ai giovani e il secondo donare il nostro tempo, magari con un sorriso, a chi vive nella solitudine, nella sofferenza e nell’emarginazione. I progressi sono lenti ma è stato portato avanti fino a oggi il progetto “Le radici e le ali” che offre un servizio specifico agli anziani dando così l’opportunità a ben 12 giovani (in sei anni) di fare questa esperienza. Si seguono circa 250 persone sostenendole con alimenti, vestiario e mobili. Da due anni collaboriamo a un progetto dell’Ambito Sociale XIV per combattere la povertà estrema sostenendo famiglie con bambini o con persone malate contribuendo a spese farmaceutiche (acquistando latte per neonati), pagamento di bollette ecc.

Lo sforzo maggiore che viene fatto, oltre ovviamente alla gestione del centro, è quello di stare in rete con i servizi sociali del nostro Comune e con le figure che professionalmente entrano in contatto con le realtà di fragilità (medici, infermieri, farmacisti ecc.) con l’obiettivo di far crescere tutta la nostra comunità nella solidarietà, nel rispetto delle diversità e nell’attenzione ai più deboli, in una parola a far nostro il messaggio del Cristo. Siamo una piccola realtà, il gruppo di volontari si aggira sulle quindici persone ma sono molti altri gli amici che collaborano con noi e tutti insieme abbiamo incontrato molti casi, molte storie, ci siamo avvalsi di consulenze legali, del servizio Antiviolenza della Provincia, abbiamo accompagnato malati in fase terminale, accudito anziani, organizzato feste per le badanti, feste multietniche ma la gioia più grande è quando possiamo essere vicini alle giovani famiglie con bambini accompagnandoli verso una maggiore serenità. La ricchezza del nostro gruppo è che è molto eterogeneo: si va dai 18 a più di 80 anni. Questo ci permette di avere occhi per tante realtà, ma nello stesso tempo si fa più fatica a mettere insieme tante esigenze.

La cosa che però unisce tutti è la motivazione: l’amore per gli altri e la disponibilità a rendere un servizio gratuitamente. Ogni anno inventiamo iniziative nuove sia per “animare alla carità” la parrocchia coinvolgendo gli altri gruppi sia per vivacizzare la vita dei nostri anziani: gite, giochi, pranzi pesca di beneficenza ecc. La centralità del nostro lavoro, come vuole il cuore della Caritas è la persona, non solo con l’aiuto materiale ma soprattutto con la vicinanza e l’accoglienza. La crisi si fa sentire moltissimo e la maggior richiesta di aiuti da parte di italiani lo testimonia, le risposte che possiamo dare sono pochissime soprattutto di lavoro ma quello che illumina gli occhi delle persone che avviciniamo sono la nostra presenza e il prenderci cura di loro.

È difficile descrivere con le parole e in poche battute quello che per noi è il vivere quotidiano, le emozioni che si provano difronte a volti tristi e spauriti che hanno pudore di raccontare la povertà, di volti che ci riportiamo a casa perché la sofferenza di un fratello non si cancella chiudendo una porta…. È per questo che vogliamo rivolgere un invito ai nostri sacerdoti e alla Chiesa tutta, di stare uniti per aiutarci reciprocamente, perché questo momento storico ci offre una grande sfida: testimoniare come la fede può fare la differenza e di come la Parola di Dio può incarnarsi nel nostro quotidiano diventando pane spezzato per la edificazione del Regno. Per tutto quello che accade nel nostro servizio ringraziamo il Signore anche perché abbiamo un grande sostegno dall’equipe diocesana e possiamo incontrare molti giovani; pensando a loro non possiamo non rivolgere un pensiero alla nostra amica Giuseppina Porfiri, di Corridonia, che per i giovani e la Caritas ha dato il meglio di sé. •

Giuliana Zacconi

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