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Formare una famiglia: ci vuole la vocazione!

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La vostra vocazione non è facile da vivere, specialmente oggi, ma quella dell’amore è una realtà meravigliosa, è l’unica forza che può veramente trasformare il cosmo, il mondo. Davanti a voi avete la testimonianza di tante famiglie, che indicano le vie per crescere nell’amore. Sono le parole di papa Benedetto XVI alle famiglie radunate a Milano domenica 3 giugno 2012 per il VII Incontro Mondiale delle Famiglie.

Il Concilio Vaticano II dice che deve essere la famiglia, il «primo seminario» e «la prima scuola delle virtù sociali». Il momento che sta attraversando la società non è facile e ci si rende conto delle enormi difficoltà che vive il rapporto uomo-donna e, di conseguenza, la famiglia. Per questo bisogna promuovere una visione di speranza. L’avvenire dell’umanità passa attraverso la famiglia! È, dunque, indispensabile ed urgente che ogni uomo di buona volontà si impegni a salvare e a promuovere i valori e le prerogative della famiglia. Un ulteriore impegno a questo riguardo è richiesto a tutti i cristiani… Essi devono amare in modo particolare la famiglia. E questa è una consegna concreta ed esigente… Bisogna ridare alla famiglia cristiana di oggi, spesso tentata dallo sconforto e angosciata per le accresciute difficoltà, ragioni di fiducia in sé stessa, nelle proprie ricchezze di natura e di grazia, nella missione che Dio le ha affidato. I percorsi per fidanzati hanno lo scopo di preparare le coppie alla chiamata al matrimonio cristiano, alla riscoperta di una vocazione che è opera di Dio.

La vocazione al matrimonio si manifesta fin dal principio nell’incontro fra due persone, lei/lui, nell’innamoramento e successivamente nella volontà e responsabilità di condividere tutta la propria vita, di costruire insieme una famiglia, testimoniando la bellezza dell’amore di coppia come Amore di Dio al mondo. Fin da principio, e in ognuno di questi momenti, Dio è presente e parla al cuore degli sposi, li sollecita verso la direzione giusta, che è quella dell’amore donato, inteso come partecipazione alla Sua stessa Vita Trinitaria. E’ fondamentale che la persona sia attenta all’ascolto della Parola di Dio, se ne nutri, ne segua le indicazioni sempre rivolte alla libertà dell’individuo e che richiedono un’adesione consapevole e volontaria al progetto di Dio.

L’amore infatti non si impone ma si propone, è vero solo se cresce nella libertà: un amore “obbligato” non sarebbe infatti autentico. Dio stesso, è sommamente rispettoso della libertà dell’uomo tanto da preferirla alla sua stessa salvezza. La chiamata all’amore verificata anche attraverso gli incontri con i formatori dei percorsi dei fidanzati, trova poi nel matrimonio la massima espressione ed esige dunque un attento discernimento, una predisposizione ad attualizzare le parole del Signore nei fatti della vita, nelle persone che incontriamo, nell’intimità della preghiera e dell’ascolto, ma soprattutto nella profondità del proprio cuore, abitazione dello Spirito Santo che incessantemente parla. Il discernimento vocazionale è fra le opere più importanti della pastorale della Chiesa per orientare i giovani alla scoperta del progetto di Dio su di loro.

Da questo discernimento comincia la preparazione al matrimonio, la quale non può limitarsi ad alcuni incontri immediatamente prima della celebrazione sacramentale, ma deve partire da lontano, puntando soprattutto a valorizzare la dimensione vocazionale. Solo una solida base vocazionale può essere garanzia di un matrimonio stabile, che faccia maturare nella coppia il convincimento di sposarsi “nel Signore” e nella “Chiesa”, ossia di rispondere ad un preciso progetto di salvezza. Ma cosa è il matrimonio? “Che bella coppia formano due credenti che condividono la stessa speranza, lo stesso ideale, lo stesso modo di vivere, lo stesso atteggiamento di servizio! Ambedue fratelli e servi dello stesso Signore, senza la minima divisione nella carne e nello spirito, insieme pregano, insieme si inginocchiano e insieme fanno digiuno. Si istruiscono l’un l’altro, si esortano l’un l’altro, si sostengono a vicenda. Stanno insieme nella santa assemblea, insieme nella mensa del Signore, insieme nella prova, nella persecuzione e nella gioia.” (Tertulliano) •

Stefania Pasquali e Angelo Talamonti

About Stefania Pasquali

Stefania Pasquali nativa di Montefiore dell'Aso, trascorre quasi trent'anni nel Trentino Alto Adige. Ritorna però alla sua terra d'origine fonte e ispirazione di poesia e testi letterari. Inizia a scrivere da giovanissima e molte le pubblicazioni che hanno ottenuto consenso di pubblico e di critica. Docente in pensione, dedica il proprio tempo alla vocazione che da sempre coltiva: la scrittura di testi teatrali, ricerche storiche, poesie.

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Un commento

  1. LETTERA DI SANT’AGOSTINO ALL’UOMO PER AMARE UNA DONNA IN PIENEZZA E PER SEMPRE
    Giovane amico, se ami ,questo è il miracolo della vita.
    Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo.
    Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo.
    Ama la tua donna senza chiedere altro all’infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori.
    Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire. Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le sicure promesse del vostro domani. Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi, le anime si vedono nelle sventure.
    Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi.
    Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura.
    Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio.
    Questa sposa, tua compagna di quell’ignoto cammino che è la vita, amala e difendila, poiché domani ti potrà essere
    di rifugio.
    E sii sincero giovane amico, se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere.
    Amala come il sole che invochi al mattino.
    Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore.
    Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te, ringraziate insieme Dio, che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita!
    (S. Agostino)

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