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ITM. Lectio Magistralis del Prof. Nepi: la rilevanza di chi appare irrilevante

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Antonio Nepi è stato chiamato a presentare la sua tesi di dottorato in esegesi biblica nell’aula magna dell’Istituto Teologico di Fermo. La sua tesi verte sul peculiare rilievo che le narrazioni dell’AT accordano ai personaggi secondari e sull’analisi delle loro principali funzioni attoriali.

Il Cap. I, «Rilievo dei personaggi secondari nell’arte narrativa dell’AT ebraico», esamina brevemente le caratteristiche tipiche dell’arte narrativa biblica, che condizionano la messa in scena dei personaggi, in particolare la subordinazione all’azione, l’economia, e la propensione per la mimesi, anziché per la diegesi. Onde delimitare il campo d’indagine, cerca di invenire i criteri formali di una classificazione gerarchica dei personaggi, per una definizione dei «secondari». Ne emerge un supporting cast eterogeneo, democratico e sovversivo rispetto ai canoni dell’ epica antica. Diversamente da questa dove i protagonisti sono esclusivamente gli dèi, gli eroi e gli aristocratici, e si esalta il sublime, l’AT è più affine ai racconti popolari ed introduce agenti ordinari di ogni ceto, colti in gesti ordinari, senza occultare l’ignobile. Poi si approfondisce sul piano formale la necessità scenica dei personaggi secondari, che spariscono dopo averla espletata, scegliendo come specimina, senza pretese esaustive, tre ruoli importanti. Il Cap. II, «Agenti di contrasto», considera il ruolo di foil, finalizzato ad arricchire, per interazione e confronto, la psicologia del protagonista a vantaggio del lettore. Il Cap. III, «Agenti di raccordo», esamina quanti creano connessioni, o disconnessioni, agevolando l’azione, ma anche innescando le reazioni dei destinatari. Il Cap. IV, «Agenti catalizzatori», prende in esame l’ars consilii in Israele che, nelle altre letterature è riservata ad una cerchia istituzionale, mentre nell’AT figura spesso esercitata anche da agenti occasionali di ogni ceto, tra cui spiccano le donne. Tale funzione catalizzatrice ingloba le precedenti dei personaggi secondari. È da qui che nasce il titolo della tesi. Il Cap. V, «I motivi della messa in scena dei personaggi secondari nell’AT», cerca di motivare tale ricorso. I motivi basilari possono sussumersi in tre: a) stilistico, per colmare la «povertà» ravvisata da H. Gunkel; b) ideologico, trascrivendo la nuova Weltanschauung dell’ epoca dell’editore finale, che vede Israele sempre secondario nel corso delle epoche, nonché una concezione paritaria dei membri di Israele nella ricostruzione post-esilica: c) teologico, per cui l’unico eroe resta Yhwh, il quale agisce secondo criteri impensabili, per un popolo la cui forza non sta più nelle armi e nella monarchia, affidandosi proprio ad agenti umani come cause seconde. Il metodo adottato è precipuamente quello sincronico- narratologico del testo canonico, senza rinunciare a quello diacronico di uno studio storico-critico, in presenza di fratture, doppioni spesso inconciliabili, indizi di una tecnica compositiva rispettosa della polifonia delle tradizioni. •

Antonio Nepi

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