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Triplicati gli abusi sui minori

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Nonostante gli sforzi e la maggiore sensibilità, i minori sono sempre più vittime di violenze e abusi che dal 2006 ad oggi sono triplicati. Quali sono le ragioni di questa escalation? I motivi sono molteplici. Tra questi la fragilità delle famiglie, la crisi economica e i tagli all’assistenza, come sostiene Ernesto Caffo, presidente di Sos Telefono Azzurro Onlus:

«Non si possono tagliare dai bilanci dello Stato risorse destinate ai bambini. Occorrono strumenti adatti e risorse adeguate: se non ci sono i servizi, i bambini non possono chiedere aiuto e nelle situazioni di emarginazione, violenza e devianza si interviene con difficoltà e in ritardo. È indispensabile cogliere immediatamente i segnali di sofferenza dei minori e unire le forze all’interno della comunità di riferimento tra servizi pubblici e privati. L’aumento dei casi di abuso fisico nasce dalla fragilità delle famiglie, accentuata dalla crisi economica e dall’assenza dei servizi di sostegno».

Di quanto sono aumentate le violenze? Telefono Azzurro ha presentato in Senato il «Dossier 2012 sull’Emergenza infanzia in Italia e nel mondo». Sulla base delle telefonate ricevute al numero 114 destinato alla denuncia e all’ascolto di casi difficili, in media arrivano quattro richieste d’aiuto al giorno, di cui il 17% è per maltrattamenti o percosse. Nel 2006 le segnalazioni di questo tipo erano solo il 5,2% del totale denunce. In pochi anni le segnalazioni di violenze sono quindi cresciute in modo esponenziale, passando all’11,3% nel 2010 e al 13,2% nel 2011, e solo nei primi otto mesi del 2012 sono aumentate del 3,9% rispetto all’anno precedente.

Dal 2006 al 2012 è inoltre raddoppiato il numero di denunce per casi di grave trascuratezza, passando dal 5,7% al 10,4%. Ci sono differenze nelle varie regioni d’Italia? Il 42,1% delle richieste di intervento è pervenuto da tre realtà regionali: Lombardia (15%), Lazio (14,5%) e Campania (12,6%). La maggior parte arriva dal Nord Italia (42,8%); percentuali inferiori, ma significative, provengono dal Centro (23,4%) e dal Sud Italia (23,8%). Nel 10% dei casi il 114 viene contattato dalle Isole. Chi chiama per chiedere aiuto? Nella maggior parte dei casi si tratta di un adulto: solo nell’11,1% delle fattispecie a chiamare è il bambino-adolescente coinvolto nella situazione di emergenza.

«È evidente come la decodifica di una situazione di emergenza non sia semplice per un bambino e come sia necessario, a maggior ragione per situazioni che coinvolgono bambini di età fino a 10 anni, il coinvolgimento di un adulto per la richiesta di aiuto», spiega Telefono Azzurro. Quali bambini hanno avuto più bisogno di assistenza? Il disagio è lievemente superiore per i maschi (il 51,6%). Le richieste di intervento hanno riguardato prevalentemente i più piccoli (nel 64,2% dei casi), vale a dire bambini di età compresa tra 0 e 10 anni. Nel 20,6% si è trattato di minori di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, e nel 15,2% di ragazzi tra i 15 e i 18 anni.

Ma le richieste pervenute al Servizio non riguardano soltanto minori di nazionalità italiana: il 19,6% dei bambini-adolescenti segnalati al 114 è infatti straniero. Quali violenze subiscono? La maggior parte delle richieste riguarda situazioni di abuso e violenza (32,3%): sia quelle in cui il bambino è vittima diretta (abuso fisico 10,8%; abuso psicologico, 7,5%; abuso sessuale, 3,6%; patologia della cura 4,8%), sia situazioni di violenza-conflittualità tra componenti del nucleo familiare di cui il bambino-adolescente è testimone (5,6%). È rilevante anche la percentuale di segnalazioni di situazioni caratterizzate dalla presenza dei cosiddetti «fattori di rischio» a livello familiare (19,5%).

Una percentuale abbastanza significativa dei bambini per cui si chiede aiuto vive solo con la madre. Che cosa significa? A volte il disagio conseguente alla separazione tra i genitori rappresenta una motivazione frequente con cui viene contattato il Servizio 114 (8,1%): queste situazioni possono rappresentare eventi molto stressanti se ci sono dispute per la custodia, conflittualità, rivendicazioni tra i genitori e tentativi di strumentalizzazione del bambinoadolescente coinvolto, come confermano anche recentissimi casi di cronaca. I dati evidenziano anche la presenza di un malessere psicologico del bambino-adolescente, nelle sue diverse manifestazioni (che viene riportato nell’ 8,5% dei casi), oltre a difficoltà relazionali, che rappresentano il 6,9% dei casi.

«Se è vero che alcune difficoltà relazionali o forme di disagio psicologico possono caratterizzare, in modo fisiologico, certe tappe evolutive, lo è altrettanto che alcune situazioni possono contribuire a accentuarle – afferma Telefono Azzurro -: ci riferiamo in particolare a dinamiche di violenza familiare o tra coetanei, che sempre più spesso trovano modalità di eespressione attraverso Internet».

Viviana Verdecchia

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