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Nodi della vita nell’educazione

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Papa Francesco scopre un altro titolo della Madre di Dio. È colei che “scioglie i nodi”. La verità è che nell’America latina è molto diffusa e conosciuta e venerata con questo titolo con una bella immagine di S. Maria che ha in mano una corda intrecciata e cerca di snodarla. I devoti le si rivolgono nella speranza che i vari e attorcigliati nodi del vivere quotidiano con situazioni sconfortanti in famiglia o anche in affannosa ricerca di lavoro possano trovare in Lei la migliore soluzione.

Altrimenti a chi rivolgersi? La grande devozione mariana popolare, i tanti e grandiosi santuari sparsi per ogni dove accolgono le lacrime e certamente ricaricano i pellegrini che spesse volte si sottomettono a lunghi viaggi a piedi, spesso digiuni, o anche facendo gli ultimi tratti strisciando in ginocchio con il rosario in mano. Perché tanto parlare di Maria “sciogli-nodi”?

Perché ho in mano il periodico dal titolo “Il Nodo dei nodi, scuole in rete” che presenta i numeri precedenti dal 1997 al 2013, ove oltre settanta professori, a turno, di varie università italiane illustrano, in forma sempre più aggiornata, riflettono sulla realtà della pedagogia, della psicologia e della didattica che vive la nostra società, offrendo al lettore una ricerca innovativa di scoprire novità esperienziali. Per saperne di più è opportuno dialogare con il professore don Mario Ferracuti, fondatore e promotore di tale iniziativa, il quale ha coinvolto i suoi migliori amici e colleghi di università, per la realizzazione e la promozione di questa “carica” educativa e culturale.

“Il nodo” è per cercare di capire la “corruzione” che esiste da molto tempo nella educazione, che invece di migliorare, sta diventando sempre più subdola e più azzardata in quanto carente di educatori capaci di trasmettere e far vivere all’educando una sempre più globale ricerca dell’uomo come persona e non come oggetto. “Il nodo” quindi, è un valido strumento per aiutare l’educatore a far diventare l’educando non un semplice uomo di successo, ma un uomo di valore dove l’entità della sua interezza è sopra tutto; diventa un prezioso compagno di didattica e di comportamento per vivere nella società con una marcia in più. È un valido sostegno per coloro che non sanno sorridere, in quanto l’esperienza didattica riportata nelle varie testimonianze della rivista sottolineano e promuovono la vitalità della conoscenza umana, da questo l’espressione che la vita è gioia, quindi sostegno per coloro che sono tristi, senza speranza perché un sorriso spesso è più di una medicina.

È una rivista densa, piena di spunti per riflettere sul modo di vivere oggi i valori a cui tendere, non come ideali o sogni, ma come estremamente necessari alle nuove generazioni. Sono spunti pedagogici di cui c’è sempre tanto bisogno ma ancor più nei nostri tempi. In una situazione attuale e in una confusione di soggettivismo esasperato, nella realtà di calpestare tutti pur di arrivare ad essere qualcuno, senza nessuna morale oggettiva ma solo soggettiva, i vari articoli che compongono la rivista, possono e vogliono dare una direzione verso la verità dell’essere umano in un mondo che cambia, tanto rapidamente. •

Daniela De Angelis e don Francesco Leonardi

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