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Crisi e nuove povertà

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giovaniAnche nel fermano la crisi porta con sé situazioni di difficoltà e povertà di fronte alle quali il volontariato è, se possibile, sempre più mobilitato e determinato a lavorare in rete per amplificare la propria capacità di intervento. A dimostrarlo sono i risultati del progetto “Giovani energie del Fermano” promosso dalla onlus Il Ponte in rete con altre 9 associazioni (Centro Solidarietà Cdo Marche Sud, Confraternita di Misericordia, Centro Solidarietà dei Monti Sibillini, Esci Cvm, Auser provinciale Fermo, La Liberata, Ggv Porto San Elpidio, Il Samaritano e La Strada) e le Caritas Parrocchiali, realizzato con il contributo del CSV Marche e la collaborazione degli Ats XIX, XX e XXIV, che sono stati illustrati nel seminario conclusivo, svoltosi nei giorni scorsi presso la sala della Società Operaia a Porto San Giorgio.

Sorprendenti i dati diffusi nell’occasione dal coordinatore del progetto Stefano Castagna, intervenuto insieme al direttore regionale del CSV Alessandro Fedeli e al prof. Ugo Ascoli, docente di sociologia economica presso l’Univpm. Nel primo semestre di quest’anno sono state oltre 800 le famiglie cui sono stati distribuiti complessivi 17.390 kg di alimenti. 80 le persone assistite dal servizio mensa e 60 i pasti giornalieri preparati nelle due mense attive nel territorio per un totale di 13.130 pasti. I volontari sono stati impegnati per 2904 ore, le ore degli operatori nel servizio mensa (cuoco/aiuto cuoco) sono state invece 1320. Tantissimi anche gli altri servizi di aiuto assicurati: servizio ascolto, vestiario e guardaroba – 2035 le persone che ne hanno usufruito -, orientamento per il lavoro e corsi di cucito, servizio di ascolto telefonico e di trasporto sociale. Particolarmente significativo è stato il coinvolgimento del mondo della scuola: alla raccolta solidale del “Donacibo” hanno partecipato 67 classi per un totale di 1427 alunni, ai laboratori sui temi del non spreco e la solidarietà hanno aderito 45 classi per un totale di 1.118 alunni. I giovani sono stati uno dei punti di forza del progetto, così come il numero di associazioni e altri soggetti, anche non direttamente impegnati nel contrasto alla povertà, che durante il progetto hanno collaborato, per potenziare la risposta e far fronte alle nuove situazioni di povertà. Le testimonianze hanno evidenziato il valore del corso di cucito e piccola sartoria che è stato realizzato a Lido Tre Archi: un momento formativo, ma soprattutto un’opportunità di socializzazione che ha visto coinvolte 12 donne di 5 etnie diverse. Molto frequentati anche i corsi di italiano per stranieri ed i percorsi di aiuto e orientamento per la ricerca del lavoro, con la partecipazione di esperti, consulenti e psicologi. Nel suo intervento finale, il prof. Ugo Ascoli ha sottolineato il valore sociale ed anche economico del volontariato, che operando in rete come in questo progetto, offre servizi di supporto e di pronto intervento, ma soprattutto ha la capacità di rigenerare i legami sociali e la speranza. Come continuare dunque e far evolvere questa esperienza? “Consolidare la rete tra le associazioni – ha spiegato il prof. Ascoli – potenziare la collaborazione con l’Ente pubblico in particolare con i Comuni e gli Ambiti Sociali, creare e sperimentare nuove alleanze con il privato sociale ed il mondo delle imprese”. •

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