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Cronaca di una vacanza intelligente

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campofamigliaSiamo Stefano e Serena, sposati da sei anni con il dono di una figlia di quattro. Desiderosi di investire le ferie estive in esperienze che avrebbero alimentato la nostra fede, siamo venuti a conoscenza da amici che l’Arcidiocesi di Fermo stava organizzando un Campo Famiglie a Cagli. Dopo l’iniziale slancio favorito anche dal tema del campo, “Storie di famiglia”, siamo subito stati investiti da ansie e dubbi.

Ci preoccupava la gestione di nostra figlia che credevamo si sarebbe annoiata, e non da ultimo, da persone comuni quali siamo, eravamo quasi intenzionati a fare una vacanza all’estero, in modo tale da unire la scoperta di nuovi luoghi ad un sano divertimento. Alcuni amici ci tentavano a scegliere la via più facile, poi incalzò sempre più la convinzione che ciò non avrebbe appagato il nostro cuore, e che vivere in comunione con altre famiglie ci avrebbe arricchiti interiormente e sarebbe stato un buon esempio per nostra figlia. La Provvidenza ha fatto il resto, ed alla fine ci siamo trovati a vivere un’esperienza indimenticabile.

Protagonisti del Campo sono state non solo alcune coppie della Sacra Scrittura, ma anche tutti noi, che suddivisi in gruppi abbiamo rappresentato alcune famiglie del mondo televisivo come i Flinstones, i Simpson, i Cunningam e la mostruosa Famiglia Addams. Al nostro arrivo, dopo le prime presentazioni, siamo subito entrati nel clima spirituale con la Celebrazione Eucaristica celebrata da tre Sacerdoti: Don Claudio, Don Giordano e Don Massimo, che ci hanno accompagnato per l’intera settimana. Non conoscevamo i nostri compagni di viaggio ma con sorpresa è stato semplicissimo e naturale familiarizzare con loro, poiché ognuno di noi ha donato qualcosa di sé agli altri mostrando sentimenti di umiltà e collaborazione.

È proprio in questo spirito di dono che abbiamo scoperto che autogestione significava partecipare ogni giorno alla preparazione della tavola per ciascun pasto, alla pulizia delle stoviglie e degli spazi comuni. Inizialmente abbiamo pensato che ciò non si addiceva al clima rilassante di una vacanza, ma poi abbiamo capito che il sacrificio fisico serviva alla santificazione dell’anima.

Infatti, come in una vera famiglia, tutti si sono resi disponibili e proprio durante questi momenti semplici e informali, abbiamo condiviso alcuni dei nostri problemi e trovato insieme, soluzioni che cercavamo da tempo. Ogni giornata era inaugurata dalle lodi mattutine a cui partecipava con stupore anche nostra figlia senza annoiarsi; seguivano poi le catechesi su alcune coppie bibliche del Nuovo e Antico Testamento, le riflessioni di gruppo, le Celebrazioni Eucaristiche e i giochi per grandi e piccini, sapientemente preparati dagli animatori.

Il tutto era intervallato da golose merende che le due cuoche, Grazia e Vilma, come mamme premurose, hanno preparato per l’improvvisata grande famiglia. Le importanti esperienze di ascolto ci hanno entusiasmato e coinvolto molto. L’attenzione che ad ogni catechesi veniva posta su singole parole, pensieri, testi di famiglie bibliche faceva trascorrere le ore velocemente, senza alcuna pesantezza. Ascoltare i relatori con la loro padronanza esegetica ci ha regalato la sensazione di entrare nel testo e di riviverne il periodo storico. Il percorso di catechesi che si è fatto dal lunedì in poi ci ha insegnato l’importanza della preghiera e del donarsi in famiglia, ci ha insegnato soprattutto a non puntare il dito all’offesa, al rancore, alla sofferenza ricevuta, ma passare dall’io al tu. Spostare il punto di vista in un nuovo orizzonte per poter vedere la luce di Dio, perché fino a quando si rimane fermi non ci sarà mai lo slancio verso l’Amore.

Abbiamo compreso che la sofferenza fa parte della vita umana ed è necessario viverla nell’ottica dell’insegnamento evangelico, trasformando l’evento doloroso in una realtà di sperimentazione di Dio nella propria vita, perchè Dio lo si conosce nella sofferenza. Le storie delle coppie bibliche quali Tobia e Sara, Gomer e Osea, Abramo e Sara, Aquila e Priscilla sono state illuminanti per comprendere che la crisi, il tradimento, il conflitto non sono la mancanza di Amore, ma la chiamata a viverlo in modo nuovo e autentico, fino a raggiungerne l’apice attraverso il perdono. Come non ricordare la straordinaria catechesi del Priore di Fonte Avellana con la descrizione della figura di Abramo, in origine approfittatore e guerriero poi accondiscendente alla volontà del Signore, quindi capace di amore fecondo con la sua sposa. Il programma degli interventi previsti per la settimana si è arricchito ulteriormente della presenza di due Vescovi marchigiani: il nostro Arcivescovo Luigi, ed il Vescovo del luogo, Armando Trasarti, i quali hanno sapientemente approfondito la tematica del perdono dal punto di vista sociale ed ecclesiale.

Terminato il campo e rientrati a casa, siamo stati sì nostalgici, come di consueto, dopo la conclusione di un bel viaggio, ma arricchiti da quelle storie di famiglie che, come la nostra, hanno costantemente bisogno dell’Amore di Dio. Questa esperienza ha gettato un seme di fede nel nostro cuore, ossia il desiderio profondo di continuare il percorso iniziato anche nella nostra comunità, aprendo le nostre case alle altre famiglie, e dal microcosmo familiare allargare l’attenzione al prossimo. Grazie di cuore a tutto l’ufficio Diocesano della Pastorale per la Famiglia per l’impegno, la dedizione e la passione con cui hanno organizzato e reso possibile tutto questo.•

Stefano e Serena Tantalocchi

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