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Di fede in fede

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copertina-25L’anno della fede. L’anno di papa Benedetto e di papa Francesco. L’anno della Porta fidei, della Lumen fidei e della Evangelii gaudium. L’anno per rifondare e rinsaldare la sequela. In effetti più di un anno è ormai passato da quando Papa Benedetto XVI (ora Pontefice Emerito) annunziò alla Chiesa Universale l’indizione dell’anno della fede. Era l’11 ottobre 2012 e le motivazioni che indussero il Pontefice a proclamare questo “Momento di Grazia” erano fondamentalmente due: celebrare il 50° Anniversario dell’Apertura del Concilio Vaticano II° e fare memoria del 20° Anniversario della Promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, donato dal Beato Papa Giovanni Paolo II. E di fatto quest’anno, “veramente straordinario” per la vita della Chiesa, ci ha regalato sorprese e momenti veramente intensi di vita cristiana. La prima cosa che lasciò sorpreso il mondo e tutta la Cristianità, furono le “inaspettate dimissioni di Papa Benedetto”.

Fu come “un fulmine a ciel sereno”. Dopo molti secoli, un Pontefice della Chiesa Cattolica “rimetteva il suo Mandato Apostolico nelle mani del Signore” e motivava la sua scelta, riconoscendo “i suoi limiti fisici, e il venir meno del suo vigore” nel compiere il Magistero Petrino. La sera del 28 febbraio 2013, Papa Ratzinger lasciava il Vaticano a bordo di un elicottero bianco e si avviava alla residenza privata e provvisoria di Castel Gandolfo. C’era un senso di smarrimento e di tristezza nel cuore di tutti, ma capivamo che il suo gesto non era una “rinuncia” ma un “far posto ad un’altro” che con rinnovata energia avrebbe preso in mano “il timone di Pietro”. E ciò, avvenne la sera del 13 marzo successivo, dopo un brevissimo Conclave al quinto scrutinio, i Cardinali scelsero il nuovo Vescovo di Roma come lui stesso subito si definì, era l’Argentino Card. Mario Bergoglio e subito stupì tutti con la scelta del suo nome: “Mi chiamerò Francesco, in onore di S. Francesco D’Assisi”.

Erano esattamente da poco passate le 20,15 quando il “Neo Eletto” si affacciò alla Loggia delle Benedizioni per presentarsi al mondo, e subito salutò la folla riunita in Piazza S. Pietro con un cordiale “buonasera” e invitando poi tutti a pregare per il suo predecessore e per il servizio che lui come “Nuovo Pastore” si apprestava a compiere. E da quel giorno, una “rinnovata primavera dello Spirito” ha cominciato a donare alla Chiesa e al mondo i suoi frutti, l’Anno della Fede come “il seminatore”del Vangelo spargeva il suo seme in ogni angolo della terra fiducioso un domani di una “messe abbondante”. E già i primi germogli, timidamente cominciano a spuntare e altri ancora copriranno interamente “il buon terreno dando il centuplo e oltre”.

Non dimentichiamoci l’estate scorsa il grande evento della G. M. G. di Rio de Janeiro, con le folle oceaniche di giovani che hanno “accolto e ascoltato le Parole di Papa Francesco” alla veglia e consecutivamente alla S. Messa celebrata nella spiaggia di Copacabana. Esortandoli all’impegno missionario verso la Chiesa e la società intera così Papa Francesco affermava: “Andate senza paura per servire!! Gesù Cristo conta su di voi, la Chiesa conta su di voi e anche il Papa conta su di voi”!! Tante sfide ancora ci attendono, e l’Anno della Fede appena concluso è solo l’inizio di un nuovo cammino che il Signore ci chiama a percorrere con “responsabilità e impegno” da parte di tutti noi battezzati. Ognuno, come spesso dice papa Francesco “deve svolgere un compito” nel disegno di Dio. Siamo peccatori? Non dimentichiamo che Cristo ci perdona “sempre”.

È più facile che noi ci dimentichiamo di chiedere perdono a lui! Ricorriamo al sacramento della Confessione, il Papa giorni fa ci ha detto che lui si confessa ogni due settimane, perchè come ogni uomo è peccatore e bisognoso della “misericordia di Dio”. E ci ha proposto anche una speciale medicina per poter curare le nostre continue “ricadute” si chiama “Misericordina” e non si trova nelle farmacie ma bensì nella recita del S.Rosario alla Madonna, che con il suo “Essere Madre” ci accompagna con la sua tenerezza.

Anche l’Arcidiocesi di Fermo vissuto intensamente l’anno della fede iniziandolo in Cattedrale. Lo ha concluso con le altre diocesi delle Marche a Loreto con il Convegno Regionale Alzati e va’. Ogni parrocchia, ogni movimento, ogni associazione, come ha suggerito loro lo Spirito, hanno dato vita ad incontri, momenti di preghiera, approfondimenti, pellegrinaggi alla tomba dei testimoni della fede. Attraverso la preghiera, lo studio della parola, l’insegnamento della Chiesa, si è potuto comprendere il significato della lumen fidei. Avere fede significa infatti essere illuminati dalla logica divina. Significa comprendere e riconoscere che tutte le cose, quindi anche noi, le nostre persone, i nostri beni, le realtà con cui ci relazioniamo nella nostra vita, senza Gesù Cristo non hanno valore.

A conclusione di questo itinerario dunque ogni battezzato ha (dovrebbe aver) riacceso quella luce della fede. Ha imparato ad accogliere questo grande Dono, ma ovviamente con la chiusura dell’anno della fede non termina il cammino. È tempo, invece, di essere uniti a Cristo come il tralcio alla vite e trasmettere la fedeltà al “mio Signore e mio Dio”. Ed è per continuare il cammino che papa Francesco ha donato a tutta la chiesa l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium. Cinque capitoli, 288 paragrafi, più di centotrenta pagine.

È la prima esortazione apostolica di Papa Francesco, considerato che la Lumen Fidei uscita a giugno era la rielaborazione di un testo già scritto in gran parte da Benedetto XVI, Evangelii Gaudium, consegnata simbolicamente in occasione della chiusura dell’Anno della fede, è un testo programmatico. A dirlo è lo stesso Francesco, nelle prime righe del testo: “Ciò che intendo qui esprimere ha un significato programmatico e delle conseguenze importanti”.

L’auspicio, aggiunge il Pontefice, è “che tutte le comunità facciano in modo di porre in atto i mezzi necessari per avanzare nel cammino di una conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno. Ora non ci serve una semplice amministrazione. Costituiamoci in tutte le regioni della terra in uno stato permanente di missione”. •

Nicola Del Gobbo

About Nicola Del Gobbo

Direttore de La Voce delle Marche

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