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Una fede gioiosa e inclusiva

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noemi-robeVogliamo condividere le nostre impressioni di questi primi giorni di missione, le nostre emozioni e le bellissime esperienze che stiamo vivendo… le vogliamo condividere magari pubblicandole nel La Voce delle Marche, così da diffonderle in tutta la nostra diocesi, diocesi della quale noi ci sentiamo rappresentanza in questo grande paese. Anche se a volte il nostro mandato rimane nel silenzio dei nostri amici e dei nostri cari, è profondo desiderio del nostro cuore ed è per noi molto importante condividere con tutti voi le bellissime esperienze che stiamo vivendo e le profonde emozioni che queste ci stanno donando, riempiendoci il cuore.

Vorremmo innanzi tutto descrivervi come, in mezzo a questa gente, ci si senta subito accolti e davvero parte della loro comunità. Abbiamo in particolar modo vissuto due celebrazioni molto toccanti, celebrazioni vissute nell’estrema semplicità, ma che colmano di gioia le persone che le vivono, grandi e piccoli, noi compresi. Anche lì dove la predicazione sembra difficile perché ostacolata dalla diversità della lingua, essa si rivela invece capace di colpire le persone, di animarle e di accendere i loro sorrisi. Sabato siamo andati in gita con i bambini di Kofele, viaggiando insieme a loro in un pulmino, per arrivare a Gote, una località dove la chiesa non è ancora presente e tutti i bambini che hanno partecipato sono figli di musulmani non ancora battezzati. Il momento di preghiera è stato animato dai bambini che hanno iniziato la recita del Santo Rosario per poi mettere in scena una rappresentazione che ci ha fatto rivivere l’annunciazione e la natività fino all’arrivo dei magi ed è davvero bello vedere come Gesù è lo stesso, per noi e per loro, anche se con colori diversi della pelle Gesù riesce sempre a parlare ai nostri cuori attraverso i sorrisi e la semplicità dei bambini, basta solamente entrare nel loro mondo.

Per non parlare poi dell’energia e della felicità con la quale i bambini hanno cantato canti religiosi a squarciagola, sia all’andata che al ritorno, trasmettendo una vitalità indescrivibile e davvero contagiosa! Ma il momento che ci ha riempito tutti, nel vero senso della parola, è stato quello conviviale al termine della recita, quando sono stati distribuiti pane, patate ed engera … l’allegria di questi bambini non si può davvero misurare! Durante la celebrazione di domenica abbiamo festeggiato il Battesimo di Gesù, il Battesimo di tre bambini e l’invio di una famiglia che andrà a vivere in una regione dove ancora la chiesa cattolica non è presente.

Nella povertà di questa comunità vedere un gesto di missione così grande è stato davvero significativo, soprattutto perché vissuto come una cosa normale, quotidiana, ordinaria. Il Battesimo dei tre bambini, poi, realizzato per immersione, senza le formalità del rito, ha fatto palpitare il cuore di tutti quanti, specialmente nel momento in cui i bambini venivano tirati fuori dall’acqua ed erano riaccolti a braccia aperte dai genitori, nonché con il forte e gioioso applauso di tutti. Dopo la celebrazione il clima di festa e l’essere chiesa è rimasto vivo anche nel momento di convivialità, c’è stato infatti offerto un tipico pranzo etiope del giorno di festa. Non vediamo l’ora di tornare tra voi per potervi raccontare a voce tutto quello che stiamo vivendo, certi che ci saranno tantissime altre esperienze toccanti che ci riempiranno il cuore e che custodiremo come un vero tesoro.” •

Noemi e Don Mauro

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