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Con Santa Lucia si aprono gli occhi della fede

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santaluciaÈ con il pellegrinaggio che il cammino diventa strumento della rigenerazione spirituale. Un viaggio piccolo o grande che sia per riscoprire se stessi, ma scoprire anche l’altro che con noi condivide la stessa meta. Un po’ come fosse la metafora della vita. E la parola chiave di questo percorso di fede è quella stessa che oggi viene fin troppo abusata nella comunicazione globale: condivisione.

Una condivisione oggi scippata dal vocabolario del mondo dei ragazzi per significare una comunione virtuale di pensieri e parole, ma che colora davvero le sue lettere soltanto assumendo un più vero significato quando quella partecipazione alle idee, ai sentimenti e alle esperienze altrui non viene fatta più solo dietro allo schermo di un computer, ma direttamente sulla strada, camminando, pregando, guardando il mondo. Così il viandante che decide di intraprendere questa faticosa marcia, sa di dover portare con sé uno zaino carico di fede, entusiasmo e coraggio, e la consapevolezza di essere un semplice pellegrino che accetta con umiltà tutte le impegnative incognite che ogni giornata di cammino può riservare, ma anche la scoperta, la scoperta di nuovi aspetti di sé stessi e di chi condivide insieme lo stesso percorso.

È con questo spirito di fede che da due anni è tornato a ripetersi il breve pellegrinaggio tra Campofilone e Montefiore. Una tradizione ripristinata da poco tempo per l’entusiasmo dei fedeli e che affonda le sue radici nel culto di Santa Lucia, patrona del borgo antico di Montefiore. E poco importa se si parte alle prime luci dell’alba, da Campofilone, pian piano, tutti insieme e di tutte le età, tra le strade in salita verso la Chiesa di Santa Lucia. Oltre dieci chilometri immersi nella natura e nella preghiera.

La giornata si rivela così come momento di condivisione tra le due comunità, con lo spontaneo coinvolgimento dei cittadini. “Il cammino fa pensare – ci dice Don Vittorio Rossi, parroco di Montefiore -. È come una riconquista delle esperienze passate, di valori che si sono affermati nella tradizione dei santi patroni. C’è la fatica, il pregare, il cantare, lo stare insieme. Anche le persone che fisicamente non partecipano a questo cammino comunque collaborano alla riuscita della giornata”. In tempi lontani, quando ancora i mezzi di locomozione non permettevano agevoli spostamenti, i devoti della Santa preferivano raggiungere a piedi la Chiesa Collegiata per rendere omaggio alla martire che fu uccisa durante i provvedimenti di persecuzione emanati dall’imperatore Diocleziano contro i Cristiani. Ogni anno l’appuntamento si svolge in occasione delle festività dell’Ascensione. Nel 2015 sarà il 1 giugno. In fondo Santa Lucia ha attirato sempre molti fedeli dai comuni limitrofi e in molti erano soliti intraprendere questo pellegrinaggio autonomamente partendo anche da altri paesi.

Così nel 2012 l’idea di tornare a solcare questo percorso nel segno della preghiera e della storia della santa. Un cammino che si trasforma anche in festa per i tantissimi cittadini che vengono coinvolti nell’organizzazione dell’evento, nel rituale della preparazione, nell’accoglienza dei fedeli lungo il percorso e che a sorpresa hanno deciso di partecipare. In un momento storico in cui si fortificano le barriere sociali tra persone e aumenta la paura di chi non conosciamo, per la crescita del senso di insicurezza e di diffidenza, è proprio il pellegrinaggio e il suo percorso fatto di silenzio, riflessione e preghiera ad essere capace di spalancare le porte alla fiducia, alla solidarietà tra chi si appoggia l’un l’altro e permettere a chi lo intraprende di scoprire la sua vera identità, di confrontare la propria esperienza di fede con quella di un testimone speciale come il Santo, di ritrovare lo spirito del pellegrino di un tempo, che sapeva guardare e contemplare il mondo con gli occhi semplici e disincantati.

Il viandante di questa marcia gioiosa e composta è come se perdesse il senso del tempo, rimescolasse le carte della propria esistenza e magari trovandone nuove attraverso il cammino che diventa momento di rinascita spirituale in cui si riscopre l’amicizia, la fratellanza, la condivisione, l’ospitalità. •

Tamara Ciarrocchi

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