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Ogni vita è “consacrata”

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cappuccineL’anno della vita consacrata è un tempo prezioso per noi religiosi, perchè ci offre l’occasione di ricomprendere la nostra consacrazione a Cristo, di riflettere e meditare sulle gioie che ne derivano per riappassionarci ed essere ancora profezia, sapore, attrazione per tutta la Chiesa. Infatti la nostra consacrazione a Dio è un espressione più profonda, più intima, più generosa della comunione con Cristo e tra noi che costituisce il cuore e l’anima della Chiesa, per questo è motivo di gioia.

Mi attendo, ci scrive Papa Francesco, “che svegliate il mondo”… perchè “è questa la priorità che adesso è richiesta: «Essere profeti che testimoniano come Gesù ha vissuto su questa terra»… Il profeta riceve da Dio la capacità di scrutare la storia nella quale vive e di interpretare gli avvenimenti: è come una sentinella che veglia durante la notte e sa quando arriva l’aurora. Conosce Dio e conosce gli uomini e le donne suoi fratelli e sorelle. È capace di discernimento e anche di denunciare il male del peccato e le ingiustizie, perchè è libero, non deve rispondere ad altri padroni se non a Dio, non ha altri interessi che quelli di Dio. Il profeta sta abitualmente dalla parte dei poveri e degli indifesi, perchè sa che Dio stesso é dalla loro parte”.

La nostra consacrazione a Dio è fondata sulla consacrazione radicale, fondamentale, essenziale, insostituibile, cristiana, che è la consacrazione del Battesimo. Ogni battezzato è morto e risuscitato con Cristo, morto al peccato ma vivo nella vita nuova della Grazia, quindi ogni persona battezzata è sacra, appartiene a Dio, è sua figlia, in lei abita la SS.ma Trinità insieme agli angeli e ai santi che la glorificano continuamente. Nella Chiesa, attraverso la Professione Religiosa, la nostra consacrazione a Dio è uno sviluppo, una conferma della nostra consacrazione battesimale. Un modo più facile, più efficace di rendere più viva e significativa la consacrazione operata in noi dal Battesimo. Non appartenendo alla Chiesa gerarchica, ma alla Chiesa carismatica, il Concilio, nella Costituzione Dogmatica della Chiesa Lumen Gentium, ha posto i religiosi dopo il capitolo sui Laici (IV) e tra la chiamata universale alla santità (V) e la vocazione escatologica della Chiesa (VII).

Questo non vuol dire che siamo migliori, ma che abbiamo ricevuto la missione di ricordare a tutti che ogni uomo appartiene a Dio, che ogni vita è sacra, che quaggiù non abbiamo stabile dimora, che il bene più grande è Lui e la comunione tra gli uomini; che il Signore ci attende e che vale la pena vivere bene! Vista così la nostra consacrazione ci pone al centro della vita della Chiesa e ci apre innumerevoli relazioni che sono il motivo della nostra gioia. Infatti ci lega a Dio, a Cristo, alla Chiesa, a Maria, madre di Gesù, a noi stessi, all’umanità, alla vita eterna. Ci lega a Dio, perchè consacrandoci abbiamo voluto offrire la nostra vita in sacrificio per Lui; liberamente e con semplicità abbiamo rinunciato a qualcosa di grande valore, che naturalmente ogni persona ama, come la famiglia. Lo abbiamo fatto per un amore più grande, perchè ci sembrava che Lui ce lo chiedesse per essergli più vicino e per essere la sua lode a nome di tutti gli uomini.

Ci lega a Cristo, perchè la nostra consacrazione ci rende simili a Lui povero, casto, obbediente al Padre. È Gesù che ci ha chiamato, ha voluto incontrarci e ci ha chiesto di seguirlo con un amore appassionato, e di dimorare con Lui per vivere e attuare il suo Vangelo: “per me il vivere è Cristo… non sono più io che vivo ma Cristo vive in me”. (cfr san Paolo) Ci lega alla Chiesa perchè con la consacrazione i religiosi, quando con sincerità si dedicano e partecipano alla vita profonda di Cristo, rendono visibile la sua verginità e la sua fecondità. La Chiesa riama così, anche attraverso i religiosi il suo Sposo, Cristo che ha dato se stesso per lei, sacrificando se stesso per renderla pura, senza macchia, perchè fosse irreprensibile ai suoi occhi. Nella Lettera ai consacrati, papa Francesco così si esprime: “La vita consacrata è dono alla Chiesa, nasce nella Chiesa, cresce nella Chiesa, è tutta orientata alla Chiesa.

Per questo, in quanto dono alla Chiesa,non è una realtà isolata o marginale, ma appartiene intimamente ad essa, sta al cuore stesso della Chiesa come elemento decisivo alla sua missione, in quanto esprime l’intima natura della vocazione cristiana e la tensione di tutta la Chiesa Sposa verso l’unione con l’unico Sposo; dunque appartiene… irremovibilmente alla sua vita e alla sua santità”. Ci lega a Maria, perchè la nostra vita religiosa imita Maria, per imparare da lei e con lei a seguire Gesù nel suo mistero di redenzione. Papa Francesco ancora ci esorta: “La Vergine dell’ascolto e della contemplazione, prima discepola del suo amato Figlio… a Lei, figlia prediletta del Padre e rivestita di tutti i doni di grazia, guardiamo come modello insuperabile di sequela nell’amore a Dio e nel servizio al prossimo”. (n. 5). Ci lega a noi stessi, perchè la nostra consacrazione a Dio è un cammino di liberazione dall’egoismo, dalle paure da ogni ostacolo, dai pesi che intralciano il compimento della carità. Ci offre la possibilità di cominciare a servire il Signore con il cuore unito, intero, non diviso; una maggiore libertà non soltanto sul piano apostolico, ma sul piano psicologico che è più profondo, perchè ci dona una maggiore libertà nella vita dello spirito.

Ci lega all’umanità, alla società, agli altri, perchè l’amore di Cristo “ci spinge”… è inseparabile dall’amore del prossimo. Come amare Dio e non sentire il grido dei dolori, delle miserie, delle necessità della società umana: “C’è un’umanità intera che aspetta: persone che hanno perduto ogni speranza, famiglie in difficoltà, bambini abbandonati, giovani ai quali è precluso ogni futuro, ammalati e vecchi abbandonati, ricchi sazi di beni e con il vuoto nel cuore, uomini e donne in cerca di senso della vita, assetati di divino… Non ripiegatevi su voi stessi, non lasciatevi asfissiare dalle piccole beghe di casa, non rimanete prigionieri dei vostri problemi. Questi si risolveranno se andrete fuori ad aiutare gli altri a risolvere i lori problemi ed annunciare la buona novella. Troverete la vita dando la vita la speranza dando speranza,l’amore amando.” (ivi 4)

Ci lega alla vita eterna (la relazione escatologica), perché la nostra consacrazione a Dio annuncia già nel tempo e pregusta quello che sarà nell’eternità, quando Cristo sarà tutto in tutti, e potremo goderlo insieme. •

Sr Veronica Bonfigli e le Sorelle
Cappuccine di Fermo

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