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Bulimia anoressica

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Oximoron, in greco divina follia. Si fluttua in questo mare senza bussola, si vive una antinomia, una contraddizione insanabile: la schizofrenia del cibo. Da una parte si bandiscono crapule piene di ogni ben di Dio, e il tubo catodico (o il plasma) ci rimanda immagini delle orge gastronomiche con tanto di cuochi muniti di statuto di Masterchef o comunque aspiranti al podio. Cibi e cucine elaborati, pasti per ogni palato ed esigenza, la fantasia e tutto quello che può essere (contrabbandato per) una forma d’arte al potere, perché la cucina è arte riversata in un piatto; e amnistia al popolo che se ne sta lì, incollato al televisore, rincretinito, credendo che siano vere le gloriose gesta di questi personaggi eccellenti e virtuali. Ma tralasciamo un attimo il tema – che pure è scottante – e guardiamo all’altra faccia della medaglia. Alle creazioni dei piatti d’autore si contrappone un tam tam mediatico che impone alle giovani donne di rassomigliare sempre di più a un modello di magrezza (ricordate “Twiggy”, la modella che lanciò negli anni settanta la minigonna?…), perché magro is cool, magro is glam, magro è bello: e in nome di questo credo si arriva al paradosso – anzi, all’abominio – di padre e madre che costringono la figlia un po’ grassottella a seguire diete radicali, minando alle basi un’esistenza fragile e incompiuta. Genitori che allenano i propri figli, perché siano omologati a un cliché, a un diktat scellerato nelle cui spire rischiano di soffocare: perché magro è bello, e non si può derogare alle norme sociali, alla norma agendi, sorta di restyling dell’imperativo categorico kantiano. Si spalanca uno scenario inquietante.
Ci chiediamo sgomenti: come saldare i due poli per ristabilire una medietas, uno stile di vita improntato alla giusta misura?Allo stato dell’arte, difficilmente si potranno ritrovare i punti di equilibrio. La macchina il cui cantiere numera vittime giorno e notte deve far soldi. Questa società dirigista impone un modello da cui non si può di-vertire, e il cui parto è schizoide: ricchi baccanali da un lato, e digiuni off-limits dall’altro. In questa dimensione bipolare non può più essere ricomposto l’io, diviso dalla spada di Salomone. Avranno un bel daffare gli strizzacervelli quando vedranno queste povere larve, adolescenti ridotti in un miserevole stato da adulti frustrati che, per vendicarsi contro un destino gramo, proiettano l’immagine di un ego inutilmente rincorso sui figli, vittime immolate sull’altare del pensiero unico. A meno di un’insurrezione del pensiero, la fermata è ormai prossima.

P.S. Assurdo quanto accaduto di recente in Florida, dove una madre ha costretto la propria figlia non, ancora maggiorenne, ad ingerire alcuni vermi solitari. Il motivo? Voleva far dimagrire la ragazza in vista di un concorso di bellezza(…) •
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