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Grandi manovre per la sanità delle Marche

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«Un nuovo modello di sanità, non più organizzato in base ai territori, ma secondo i servizi». Luca Ceriscioli, da pochi mesi governatore delle Marche, sta dando una forte accelerata alla riforma del sistema sanitario regionale.
Ha iniziato con l’annunciare l’intenzione di ridurre le liste d’attesa, ha poi individuato scelte precise per i prossimi investimenti (il nuovo Inrca all’Aspio di Ancona e il nosocomio di Fermo a Campiglione), successivamente ha lanciato la riduzione dei punti nascita e negli ultimi giorni ha fatto capire che si dovrà arrivare a un ospedale unico per provincia.
Per la verità, inizialmente ha sottolineato che in alcune zone, tipo il Maceratese e l’Ascolano, si sarebbe dovuto scegliere tra Macerata e Civitanova e tra Ascoli e San Benedetto, poi ha corretto il tiro, indicando l’obiettivo di un nuovo ospedale unico per provincia, magari costruendolo ex novo.
I programmi della Giunta Ceriscioli si inseriscono su un percorso già tracciato negli ultimi anni, con le reti cliniche – sgangiate dagli ambiti territoriali – che dovrebbero andare a sostituire completamente le attuali cinque Aree Vaste. Secondo alcuni, la stessa previsione del nuovo ospedale di Fermo a Campiglione viene vista proprio nell’ottica dei servizi di rete, che potrebbero portare a delle branche specialistiche in comune anche con territori confinanti, tipo Macerata o Civitanova, distribuendo unità operative e primari un po’ da una parte e un po’ dall’altra.
Intanto, però, c’è da gestire la situazione attuale, con il ‘Murri’ di Fermo che non potrà rimanere privo di servizi fondamentali fino a quando non sarà realizzato il nuovo nosocomio.
Vista, ad esempio, la popolazione anziana in crescita nel Fermano e nel Maceratese, quanto meno necessita un rafforzamento dei reparti e delle attrezzature di Cardiologia e Neurologia, in quanto l’integrazione da parte dell’Inrca non è certo sufficiente a provvedere alle varie esigenze cliniche. Come pure, urge chiarire meglio compiti, organici e strutture per le Case della salute, una già avviata a Montegiorgio e un’altra in arrivo a Sant’Elpidio a Mare, perché i due ex ospedali non dovranno ridursi ad ospitare solo 20 posti letto, ma andranno attivati tutti i servizi indicati sulla carta.
Insomma, in attesa della grande riforma Ceriscioli, che ci sia più attenzione per le piccole esigenze sanitarie quotidiane. •

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