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Maura De Carolis artista di forme, colori, espressioni

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Pedaso e una fredda sera d’inverno. Tra luci soffuse della strada Valdaso e bei giardini addormentati, io e mio marito Angelo, arriviamo a casa di Maura De Carolis.
Non c’è parete che non sia ornata da quadri che fanno pensare subito a un’intensa attività d’artista. Accetta volentieri che le chieda alcune notizie sul suo percorso artistico.
È gentile, trasmette calma e serenità, questo ci consente di sentirci a nostro agio. Le chiediamo di mostrarci alcuni suoi lavori. Molte le opere in cui rileviamo quanto la sua pittura, sia descrittiva e surreale fino a condurre lo spettatore a visioni, a paesaggi dove i personaggi hanno forte capacità comunicativa e nello stesso tempo portano all’introspezione interiore. Si percepiscono sentimenti di malinconia legata ad un tempo in cui questa sensibile artista ripercorre la strada della propria infanzia. In principio, la sua poetica espressione pittorica si concentra sul paesaggio per approdare al figurativo ed in seguito ad entrambi ma con occhi nuovi.
Il soggetto preferito è la figura femminile vista con intima dolcezza. Questa ricerca, a tratti inquieta, nasce in Maura da un desiderio di ripercorrere interiormente la propria idea di una femminilità quasi materna e contemporaneamente dallo stimolo che le viene dall’osservazione della natura.
I temi dei ritratti parlano della luce, del buio, della bellezza, dell’armonia tra forme e colori. Il chiarore quasi timido del cielo, nel quadro della donna sulla spiaggia, trasforma le cose, le illumina e le colora senza ombre. La serie di quadri che vediamo alle pareti e che ci mostra, sono ritratti di esistenza veduta e vissuta i cui cambiamenti sono segnati e codificati da un tempo che scorre. Da un lato l’artista condivide l’esperienza comune del ricordo e dall’altro rappresenta un altro significato che esprime la bellezza dall’emergere preciso del colore. Una esperienza pittorica scandita in ogni fase di crescita e che parla dell’esistere, del saper vivere osservando. Le immagini delle maschere, delle donne distese, delle danzatrici e della violinista assorta, si sovrappongono le une alle altre, apparentemente nuove ma tutte protagoniste di uno stesso racconto iniziato quando Maura comincia a sperimentare l’arte pittorica. La sua gratitudine va all’incoraggiamento e all’insegnamento dell’artista Livio Meconi, suo insegnante di Scuola Media.
Nativa di Montefiore dell’Aso, a tre anni si trasferisce a Pedaso. Le sarebbe naturale iscriversi ad un Istituto d’Arte ma il percorso che intraprende è di altro genere: tecnico-scientifico. Il lavoro sembrerebbe distrarla ma la passione per la pittura è più forte. Cerca corsi di perfezionamento nel disegno e nel colore. Dipinge a olio ma non disdegna la ricerca in altre tecniche: carboncino, sanguigna, acquarello. Approda nel mercato dell’arte nel 2010. Conosce il gruppo l’Arca dei Folli e arriva nel 2012 alla sua prima mostra: “Sfumature di donna”. Riprende gli studi artistici sotto la guida di Nunzia Fumagalli. Nelle opere di Maura il soggetto principale è una sorta di memoria autobiografica che rinasce in semplici connessioni e sottolineature tra un passato lontano e momenti di presente consapevolezza.
Una somma di emozioni costruita interpretando e condensando l’esperienza in forme personali e comprensibili per chi guarda. Questo lavoro così caratteristico è una risposta ideale alla propria rappresentazione intima. Una riflessione sull’arte della De Carolis riconduce ad elementi letterari nelle immagini, nelle suggestioni istintive, dettate dalla sensazione dell’osservazione nostalgica. La natura nei paesaggi di sfondo si ripropone continuamente come un ritornello, una mediazione e rappresentazione del suo processo di pensiero. L’autrice rimanda a sentimenti comuni e conosciuti come il colore del mare o del cielo di primavera, lo scorrere dell’acqua, il sinuoso porgere del piede leggero delle ballerine in soffice tulle bianco, consentendo di esplorare il suo mondo, nello spazio e nel tempo. Davvero interessante questa giovane artista. Alcuni suoi dipinti sono contenuti nel libro di poesie “Cento pezzi di cuore” della poetessa fermana Sonia Trocchianesi. Molte le mostre collettive e personali che le riconoscono un buon successo di pubblico e di critica.
Dal 24 al 26 Ottobre 2014 espone all’ ART SHOPPING – Carrousel du Louvre – Parigi con il quadro: “La violinista”.
Dal 6 dicembre al 20 dicembre 2014 partecipa alla Mostra Personale di Castelfidardo – Palazzo Esposizioni
Dal 7 al 22 Marzo 2015 partecipa al Premio Internazionale d’arte LIGURES Città di Sarzana con consegna Premio Speciale Artista Emergente.
Dal 21 Novembre fino al 4 Dicembre 2015 espone una sua opera all’ArtExpo Barcelona Art Fair di Barcellona.
Di una cosa è sicura Maura: sa che il suo impegno continuerà sempre come una sorta di necessità di vita, come il suo stesso respiro. Nel salutarla le auguriamo di continuare ad esprimersi così come sta facendo fino a quando le sarà consentito. Molti i progetti in corso e molti saranno gli ottimi risultati che otterrà grazie alla sua tenace passione. •

About Stefania Pasquali

Stefania Pasquali nativa di Montefiore dell'Aso, trascorre quasi trent'anni nel Trentino Alto Adige. Ritorna però alla sua terra d'origine fonte e ispirazione di poesia e testi letterari. Inizia a scrivere da giovanissima e molte le pubblicazioni che hanno ottenuto consenso di pubblico e di critica. Docente in pensione, dedica il proprio tempo alla vocazione che da sempre coltiva: la scrittura di testi teatrali, ricerche storiche, poesie.

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