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Di buone intenzioni lastricato

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In margine alla giornata sull’autismo e dintorni

Se ne parla con una disinvoltura da pazzi: roba da far vergognare anche il più incallito dei lestofanti, da insolentire il più frigido degli abitatori del pianeta. Accendo distrattamente la radio e casualmente – ma guarda caso… – m’imbatto in una trasmissione popolar-demenziale sulle “diverse diversità”, o, come si usa dire con un sintagma di conio (esclusivamente) italico – but politically correct, of course! – sui “diversamente abili”, per non dire – a tutela delle anime belle delicate e “offense”!… – handicappati.
Così – quasi testualmente lo speaker tutto frizzi e lazzi (idiota patentato, ma chi ti ci ha incollato, mi chiedo, a quella consolle?…) all’interlocutrice ridanciana – e sicuramente belloccia -: hai saputo della questione della spiaggia dove non ci sono nemmeno passaggi per le carrozzine utilizzate dai diversamente abili?…e quella mamma che non sapeva dove mettersi le mani?… e di rimando, parlandosi addosso: ma non c’è problema, qualcuno prima o poi ci penserà, per intanto passeranno altrove (e risatina di sottofondo, che definire odiosa è indulto celeste)!… Ed ora lo stacco pubblicitario con una bella ballata di country americano!… e si riprende la carrellata delle oscenità via etere: tocca a lei, stavolta, tutta sorrisi e ammicchi: io invece mi trovavo in treno quando ho visto un tale che straripava dalla carrozzina e, non essendo state abbattute le barriere, il povero cristo è dovuto rimanere appiedato(si fa per dire, anzi, beceramente, per ridere, a mo’ di sfottò…).
Sì, questi sono gli episodi che caratterizzano l’Italia. E allora, “di rincalzo”, all’esito di una resipiscenza che odora di grazia: ma ci vorrebbe più solidarietà (l’acqua calda? che scoperta grandiosa!…), non è possibile così, eppure… e si continua, imperterriti.
Bene, adesso intervistiamo l’esperto su quelle che sono le condizioni meteo, sta per fare l’ingresso trionfale la nuova stagione!… e un altro bello stacco musicale eccetera eccetera e bla bla bla. Niente di nuovo sotto il sole, ammonisce l’Ecclesiaste.
È forse la coda più disonorevole della giornata sull’autismo, il culmine dell’ipocrisia: si fanno le leggi senza la copertura finanziaria, si inneggia a una coscientizzazione che non c’è tanto per lavare i panni sporchi in casa altrui e pulirsi la coscienza.
Il giorno dopo i lumini sono già spenti, nessuno pensa più a nessuno: è la dura “legge del menga”. È quel che si nomina solidarietà, vessillo e vanto di un Paese che ha perso ogni direzione, valoriale ed estetica, ma prima di tutto “politica”, nel senso nobile e nobilitante del termine.
Chi non rispetta il prossimo nelle sue peculiarità e anche nella sua patologia – sempre che di patologia si possa parlare…: dei due, chi è il più “malato”?…- non è degno di essere chiamato uomo; soprattutto chi specula e chi irride a certi valori buttandoli come merce “tabaccosa” sulla bancarella dei vucumprà (e offendiamo questi poveri diavoli…) in un gioco al rialzo (o al ribasso, a seconda che prevalga il toro o l’orso…) dei gusti e della disponibilità delle tasche.
Una cosa da gridare vendetta al cospetto d’Iddio. Ma per le teste vuote basta parlarne soltanto perché si faccia “tana libera tutti” – ossia si decreti amnistia plenaria -, e ci si scrolli di dosso la fuliggine di un precipitato (peso etico) per poi, profumati di bagnoschiuma, girare la faccia e pensare alle proprie cure (al proprio stomaco, per non andare di grana grossa). Allora, in barba a questo valzer di falsità borghesi e genetliaci melati, guardiamo in faccia una volta per tutte la realtà: dite che ve ne fregate, signori “per bene”, è meglio per voi, molluschi in tight: la lacrima “appiccata” di Pierrot non ha mai guarito nessun male, il medico “pietoso” fa soltanto danni.
Qui c’è di peggio: carità pelosa pietisticamente paludata e inneggiata, patetismo da quattro soldi.
Incommensurabili se falso, nella specie autenticamente falso. Dateci invece una mano, scuotetevi da un immobilismo cieco che tracima di imbecillità recidivante, e rimboccatevi le maniche, invece di sbandierare un buonismo che fa ridere i polli.
Fa’ l’omo, avrebbe detto puntando il dito mio nonno: nel senso meraviglioso e ormai perduto nelle secche dell’insignificanza di “martire”, testimone di verità. Razza di scribi e farisei, che “sanno” quel che fanno. •

studiolegale.fedeli@gmail.com

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