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Prova di coraggio al buio

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Grotto, un altro film marchigiano girato dentro le Grotte di Frasassi

Convento francescano di Massa Fermana. Monte Stalio. Anni fa. La botola che portava alla cripta ed oltre fu aperta. Ignoti si infilarono nelle viscere del tempio portando in superficie ossa umane.
Chiesa di San Francesco a Montegiorgio. Anni ‘60. Un’altra botola. Un altro percorso sotterraneo, altre ossa.
Fermo: un arco romano e una pavimentazione nel sottosuolo della sede centrale della Carifermo. Senza citare poi l’intrico di tunnel e grotte del centro storico.
E poi Osimo e Camerano, e altre cittadine marchigiane: c’è un mondo sotterraneo che affascina.
E che dire delle grotte naturali?
Ne esistono diverse sui Sibillini. Ne è grande esperto Sandro Polzinetti, «appassionato esploratore di occulti segreti», scriveva di lui Febo Allevi. Sono migliaia le diapositive in suo possesso e c’è un libro in testa, sempre promesso e mai pubblicato.
Cambiamo argomento. Un tempo, per i ragazzini, entrare nei clan, nel gruppo degli amici più grandi, significava sottoporsi ad una vera prova iniziatica. Poteva essere una piccola croce incisa sull’avambraccio, un esporsi su un balcone senza parapetto, un calarsi in una fossa oppure in una grotta, un violare un cimitero di notte. Chi superasse la sfida, diventava grande di diritto: entrava nella «tribù» a pieno titolo.
C’è un film italiano che riprende alcuni di questi spunti.
È Grotto, uscito giovedì 21 Aprile, in programmazione al Super8 di Campiglione di Fermo. Ha richiamato molte scuole. È una «pellicola» che sottende valori alti, dove rientra, anche se tangenzialmente, il tema del bullismo e il modo per batterlo.
Un gruppo di ragazzini costringe un compagno di classe ad entrare in una chiesa abbandonata per recuperare un teschio. È la prova di coraggio, necessaria per ottenere stima e rispetto. Una voragine inghiotte però il giovanissimo. Gli altri starebbero per fuggire, se non fosse per una bambina che li sgrida, spingendoli nel tentativo salvare l’amico. Si calano così nel ventre buio del tempio, entrando in una serie di caverne naturali. Ma non se la caverebbero se non incontrassero Grotto, una stalagmite parlante, un esserino saggio, una sorta di ET terracqueo.
Iniziazione, bullismo, egoismo: atteggiamenti che emergono negli adolescenti ma che vengono superati dal senso d’amicizia, dal bisogno di compagnia, grazie al protagonismo buono di una ragazzina.
Il film, vincitore al Giffoni Festival, firmato dalla regista fabrianese Micol Pallucca, è stato girato nelle Grotte di Frasassi. Un nuovo segno di come le Marche, per la loro suggestione e bellezza, stiano diventando ambite location cinematografiche. Di qualche settimana fa, ad esempio, il Come saltano i pesci di Alessandro Valori, filmato tra i Sibillini e la costa sangiorgese.
Non solo. Ma sembra emergere un’attenzione cinematografica ad un messaggio pulito e vero.
In una società per certi versi impazzita e frantumata, si avverte la necessità di sentimenti profondi e saldi.
Altro elemento: l’impatto sulla gastronomia. La Pasticceria Totò di Sant’Elpidio a Mare ha creato un dolce a mo’ di stalagmite. Lo offrirà agli studenti nell’incontro del 27 aprile al Multiplex 2000 di Macerata.
A servirlo, ragazzini con il caschetto da speleologi. •

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