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Maria Regina e Madre di tutte le famiglie

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Dalle nozze di Cana di Galilea al compito di rendere la chiesa sposa e madre

Maria modello degli sposati: Regina delle famiglie! Occorre aiutare l’istituto famigliare oggi molto in crisi. A Verona il 38% degli sposati vivono separati. È una piaga. Se si aggiungono le così dette famiglie di fatto, costituite senza un matrimonio religioso, c’è proprio da piangere sullo stato di tante famiglie di gente battezzata che non vive cristianamente. Urge una pastorale familiare d’intensa preparazione! La famiglia nasce dal matrimonio che forma la coppia. Maria ha vissuto questo stato, come sposa di Giuseppe, e con un matrimonio verginale.

Il matrimonio è lo stato più comune delle persone. C’è possibilità che lo Spirito Santo oggi possa fare nuovo anche il matrimonio così sciupato dei nostri tempi e risuscitare dalle ceneri quello di tante coppie. Il matrimonio è all’inizio del progetto di Dio. Egli ha creato le persone differenziate: maschi e femmine perché fossero aperti gli uni agli altri e al mondo, creati con la tendenza all’altro, aperti all’altro sesso, verso Dio.
Come Gesù ha rinnovato il matrimonio? Lo ha elevato alla dignità di sacramento, segno di un mistero e progetto divino. Nella lettera agli Efesini (5,21ss), san Paolo ha riassunto dei principi fondamentali: “Nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai mariti …e voi, mariti amate le vostre mogli …”. Maria si abbandona a Gesù, come la Chiesa si abbandona a Gesù: il matrimonio è segno dell’amore di Dio. Gli sposati hanno un carisma. Dio è dono, si fa dono per noi, e il matrimonio è farsi dono reciprocamente. Così il progetto di Dio; però il peccato è passato sopra e lo ha oscurato. Adamo ed Eva, dopo il peccato, vestiti fuggono dalla presenza di Dio. Il peccato ha rovinato il matrimonio. L’uomo è diventato peccatore: da farsi dono è diventato un appropriatore egoistico e vizioso. Sopraffazione verso la donna: lui il più forte verso la più debole.
Il male più radicale è il divorzio che Gesù ha condannato ed ha ribadito il grande principio di unione: “Quello che Dio ha unito, l’uomo non lo divida”. Quanti trasgressori tra gli uomini e le donne! Oltre il divorzio diciamo ‘legale’ c’è pure quello del cuore: avviene di due coniugi che pur stando insieme, vivono senza amarsi, in litigio, con freddezze e tradimenti. E questo, pure, è di tanti! È immagine dell’inferno! Oggi fa strage la sindrome di AIDS e questa è una deficienza immunologica. Esiste anche nelle famiglie che non hanno più le difese immunologiche da vari aggressori esterni: carriera, lavoro, mancanza di amore, nuove simpatie, magie e altro.
Come questa bella invenzione di Dio, così rovinata, può tornar a fiorire? C’è il rimedio! Ne parla il Vangelo nell’episodio delle nozze di Cana. Maria ha rimediato alla figuraccia di quegli sposi novelli restati senza vino. Sarebbe stato un brutto ricordo per tutta la vita di quei due sposi, se Maria per mezzo di Gesù non vi avesse provveduto. Per Maria è stato salvato! Così ogni matrimonio potrà avvertire la mancanza di vino che è segno di amore, di stima, di collaborazione … di pace! Il rimedio è invitare Gesù e Maria nella propria famiglia con la preghiera e l’imitazione delle virtù. Con l’acqua delle nostre povere qualità fare il vino nuovo. Così l’amore erotico viene elevato con l’agape della carità più squisita! Ed ecco il miracolo di Cana che si ripete per le famiglie in crisi … e l’amore si guarisce. Occorre migliorare l’agape: tanto amore da scoprire l’uno per l’altro con gesti belli. Cosa c’è da fare di nuovo, sia da parte del marito che ancor più da parte delle mogli? C‘è più gioia nel dare che nel ricevere? Amare come ama Dio che ama per dare la pienezza della felicità alle sue creature. Nella terra di Gesù ci sono due laghi (o mari) molto diversi fra loro. Uno è ‘morto’, molto salato, privo di pesci perché riceve l’acqua, ma non la comunica. L’altro è pieno di vita e di pesci, perché riceve l’acqua e la comunica. Così è l’amore: quando si comunica, cresce.
Quali sono i mezzi per migliorare certe povere situazioni familiari? San Paolo dice che la donna deve essere obbediente al marito ed il marito deve amare la moglie; non per un po’ di tempo, ma sempre: nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia. Non solo essere disposti a farsi dei doni per simpatia; ma pure a soffrire per la persona amata nelle varie difficoltà. L’esperienza ci dice che la colpa dei vari fallimenti matrimoniali con la violenza, il nervosismo, le arrabbiature, spesso, è della donna: Dio sarà giudice tra i due sposi in crisi, “giudice tra te e la donna della tua giovinezza”. Cosa ne ha fatto, sia l’uno che l’altra, del primo amore? San Paolo diceva: “Come Dio ha perdonato così tra voi dovete perdonarvi”. Quando c’è un po’ di attrito, mettere l’olio lubrificante perché il motore non vada a fuoco. Così nel matrimonio ci vuole il perdono che elimina i vari attriti! Perdonarsi alla fine di ogni giorno purifica il cuore, rasserena gli spiriti e tutto torna alla normalità per la gioia di vivere insieme! Ancora la Parola di Dio ci ammaestra: ”Non tramonti il sole sopra la vostra ira”. Alla sera perdonarci per rinnovarci.
Terza cosa: bisogna essere umili: quando un giovane chiede la mano ad una ragazza per il desiderio di sposarla e farla sua metà nella vita, si umilia quasi ad inginocchiarsi, ma cresce e si rinnova con altri gesti di umiltà; con la superbia si sfascia! Entrambi hanno bisogno di questi gesti ogni giorno! L’umiltà salva! Non ammala il matrimonio come diceva uno pseudo filosofo. È tutta manna per loro e per i figli che li fa vedere nell’amore e nella serenità: amanti e uniti. Il più bel spettacolo!
La famiglia nasce nell’amore, il sacramento le procura le grazie necessarie per rinnovare questo amore e divinizzarlo; la preghiera fatta insieme in famiglia le garantisce la forza dall’alto. Bella la scena (nel dipinto) dell’Angelus, nella quale vediamo i due coniugi che sospendono il lavoro e pregano. Pregare in certe ore in famiglia dà luce, forza, risurrezione e vita. Lo Spirito Santo rinnova la famiglia che prega.
Tertulliano sposato e con figli ha cantato questo amore cristiano di due sposi ben uniti. Bello il giorno di due sposi che sono animati da una stessa volontà: una sola carne e un solo spirito sono uniti nelle gioie e nei sacrifici. Nessuno dei due si allontana dall’altro. A vedere queste famiglie bene unite, Cristo gode e ne sta insieme. Dove c’è lui non c’è il maligno. Ci sono le sue benedizioni e le sue gioie! •

Fra’ Alfonso Schiaroli

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