Home » fermano » Pandemia diabetica

Pandemia diabetica

Stampa l articolo

Fermo: allarme lanciato in un convegno promosso dalla Società Operaia

Un allarme! Un allarme per l’enorme diffondersi del diabete. Lo ha lanciato il dr Ugo Brancaccio, già medico e dirigente dell’Asur di Como. Da qualche anno residente a Porto San Giorgio. Lo ha fatto nel corso del convegno di sabato 4 giugno, organizzato a Fermo dalla Società Operaia. A tema: stili di vita, alimentazione, buone pratiche agricole, e cultura.
Il dr Brancaccio è intervenuto dopo le puntuali relazioni di due suoi colleghi medici: Paolo Foglini e Lando Siliquini. E ha parlato di una vera e propria pandemia diabetica entro il 2025. Un dramma per molta parte della popolazione, una spesa considerevole per le istituzioni. Un dramma che le classi dirigenti sembrano però ignorare o, quanto meno, tenere segreto. Qualcosa uscì sulla stampa nel 2013 per poi tornare nel silenzio.
Da Fermo, invece, dalla provincia laboriosa, parte l’appello forte a prendere in seria considerazione il problema e dare risposte immediate. Tre anni fa, i dati contenuti nel rapporto IDF Diabetes Atlas 2013 facevano intendere che nel 2035 sarebbero stati «592 milioni i casi di diabete e 471 milioni quelli di insufficiente tolleranza al glucosio, lo stato di pre-diabete che espone comunque a un piu’ elevato rischio cardiovascolare».
Nel convegno di ottobre scorso a Torre di Palme, in occasione della Giornata nazionale del Diabete, i medici del Centro anti-diabetico del Murri parlavano di circa ottomila iscritti al loro registro. Un numero destinato a raddoppiarsi nei prossimi venti anni. L’aumento è già in atto: ad oggi gli iscritti sono 8.445.
Un problema, aveva evidenziato il dr Paolo Foglini, che riguarda da vicino gli immigrati che subiscono le conseguenze dal cambio di alimentazione: dai cibi poveri dei loro paesi ai cibi carichi di grassi e zuccheri delle nostre città.
I dati del 2013 ricordavano che «Il diabete riduce l’aspettativa di vita di 5-10 anni ed è responsabile di complicanze serie ed invalidanti: ogni 7 minuti una persona con diabete ha un attacco cardiaco, ogni 26 minuti una va in insufficienza renale, ogni 30 minuti una ha un ictus, ogni 1,5 ore una subisce un’amputazione, ogni 3 ore una entra in dialisi».
Di Pandemia silente e di emergenza sanitaria, sociale ed economica, aveva parlato il dr Antonio Nicolucci, Capo Dipartimento di Farmacologia Clinica e Epidemiologia, del Consorzio Mario Negri Sud, in una audizione al Senato. «La prevalenza del diabete mellito cresce a velocità vertiginosa in tutte le regioni del mondo, a causa dell’adozione sempre più diffusa di stili di vita inappropriati (eccessivo introito calorico alimentare, sedentarietà) che stanno determinando in tutte le fasce di età un aumento incontrollabile dell’obesità e del sovrappeso».
Nell’incontro alla Società Operaia fermana, Siliquini e Foglini hanno riproposto la Dieta mediterranea come deterrente. Ne faranno una comunicazione a Milano il 7 e 8 luglio, a Palazzo Lombardia, in occasione  della prima Conferenza mondiale sulla Dieta mediterranea, organizzata dall’Ifmed (International Foundation on Mediterranean Diet). Titolo «Revitalizing the Mediterranean Diet», rivitalizzare la dieta tricolore. Come il Laboratorio Piceno sta facendo da tre anni a questa parte. •

 

About Adolfo Leoni

Vedi anche

Tutte le diete… portano a Montegiorgio

La Dieta Mediterranea nasce dallo Studio dei Sette Paesi da quale è scaturito il concetto della …

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: