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Un chicco di grano caduto in terra, se muore, produce molto frutto

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Il gesto di un folle ventisettenne ha ucciso lo scorso 11 giugno la giovane cantante Christina Grimmie, 22 anni appena, ex concorrente di “The Voice” negli Usa. Al termine di un concerto al Plaza Live Theatre di Orlando (Florida), un suo fan, Kevin James Loibl le ha sparato mentre firmava autografi. Poco dopo il ragazzo si è tolto la vita. Nello stesso giorno e nella stessa città era avvenuto il massacro alla discoteca gay Pulse. E’ inevitabile quindi che il fatto abbia portato alla ribalta ancora una volta il tema delle armi facili in America. Ma c’è di più e in questi giorni se ne parla davvero tanto. Per molti questo omicidio sarebbe legato alla fede cristiana della cantante, tanto che la polizia avrebbe trovato nel computer del killer diverse email di odio verso i cristiani.
Di sicuro Christina aveva una fede forte e convinta, che non teneva assolutamente nascosta, presente anche nei testi di molte sue canzoni. Ne è un esempio il brano In Christ Alone dove canta «Solo in Cristo si trova la mia speranza. Lui è la mia luce, la mia forza, la mia canzone, questa pietra angolare, questa terra ferma. Il mio Consolatore, il mio Tutto in tutto, qui nell’amore di Cristo, io sto». Addirittura alcuni suoi colleghi a “The Voice” ricordano che amava parlare maggiormente della sua fede e dell’amore per Gesù. Colpiscono poi alcune frasi da lei scritte sul suo sito: «Credo che difficilmente le persone che ci sono vicine riescano a percepire che siamo cristiani, in America abbiamo dimenticato del tutto cosa significa essere “seguaci di Cristo». E ancora: «C’è da ricordare che la fede cristiana è l’unica religione al mondo incentrata non su una serie di regole, ma su una relazione personale. Mentre le altre religioni dicono ‘fa’ questo’, ‘obbedisci a quello’, ‘sacrifica quello’ in modo da trovare la verità e la luce, Gesù dice soltanto: io sono la via, la verità e la luce. Il cristianesimo si basa una persona. Il cristianesimo è una relazione, non una lista di cose da fare». Su una pagina scrive anche quella che si è rivelata una profezia: «Anche se dovessimo perdere la nostra vita, non c’è nulla di più importante che seguire Gesù come siamo capaci».
Può l’odio per un’idea, o, come in questo caso, per l’incontro con una persona, Gesù Cristo, portare a commettere un gesto simile? Non sarebbe nemmeno la prima volta. E’ lo stesso odio che ad esempio in Inghilterra ha motivato il bullismo verso uno studente cattolico costretto ad essere legato ad una croce appesa al muro e umiliato con scritte blasfeme sul corpo. Oppure in Cile, dove dei ragazzi hanno distrutto un grande crocifisso dalla chiesa della “Gratitud Nacional” di Santiago. Né possiamo dimenticare il fatto di Madrid, dove pochi giorni fa degli studenti sono entrati nella cappella dell’Università Autonoma e hanno scritto sui muri frasi inneggianti all’aborto, al femminismo e all’educazione laica.
Quello che è certo è che la giovanissima Christina Grimmie aveva perfettamente colto la radicalità della fede. Anche questa volta, pur nella tragicità degli eventi, il miracolo di Dio c’è e si vede: con la sua morte la sua testimonianza sta certamente facendo il giro del mondo arrivando a milioni di giovani. Ancora una volta trova compimento la Parola di Gesù: “se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.

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