Home » arte&cultura » La "Vellezza" » Gilberto Carboni: professore, artista, scrittore, poeta

Gilberto Carboni: professore, artista, scrittore, poeta

Stampa l articolo
Prima di incontrarlo ho contattato Gilberto Carboni telefonicamente incrociando le dita e sperando in una sua risposta positiva che mi permettesse di intervistarlo. Di carattere riservato, lontano dagli “applausi”, lo sento forse più a suo agio con i “suoi ragazzi”. Conosco e stimo Gilberto, da diversi anni, tuttavia soltanto in questa occasione riesco ad avvicinarlo con calma, per scoprire attraverso alcune mie domande iniziali il suo percorso di vita e da dove provenga la sua forte passione nel far scuola in maniera differente dai soliti schemi.
Ancora oggi a distanza di tempo i suoi ex alunni lo ricordano con gratitudine e lo cercano per ritrovare quel fil rouge di anni ricchi di sperimentazione, in cui la ricerca di nuove metodologie e nuovi contenuti rendono ancora oggi il “mestiere” di docente, il più affascinante del mondo.
Nasce a Ripatransone Gilberto, in campagna, figlio di mezzadri. Conosce fin da piccolo, guardando i suoi genitori, la fatica del lavoro nei campi e la bellezza della terra lavorata e ricca di messe, gli entra indelebile nel cuore.
Il suo percorso scolastico lo conduce all’Università di Urbino dove consegue la laurea in Lettere. Nel 1972 il primo incarico è a Calcinato in provincia di Brescia. Qui, precorrendo i tempi, propone al Preside della scuola in cui insegna, un laboratorio di fotografia con tanto di camera oscura. Gli alunni, da subito, lo seguono con passione. Dopo quattro anni ritorna nella sua amata terra di origine: le Marche.
Il suo stile ha avuto e conserva ancora, un ruolo chiave nella vita di chi è in classe con lui. Considera i propri alunni compagni di viaggio con cui apprendere facendo insieme e alla pari. Mentre lo ascolto scopro un sottile senso dell’umorismo, il che non guasta. E’ una qualità importante questa, che coinvolge, sdrammatizza i momenti di tensione e rende l’insegnamento più avvincente. Il risultato porta ad un buon lavoro di squadra, nel quale nessuno resta in disparte e si perseguono obiettivi comuni e condivisi.
La passione per ciò che si fa è elemento fondamentale e Il professor Carboni diventa per chi ha l’opportunità di conoscerlo, l’insegnante che tutti hanno nel cuore. Con passione infatti, non solo è in grado di motivare i propri studenti ma riesce a trasmettere loro un metodo significativo che costituirà un’eredità preziosa, utile per poter affrontare le necessarie e ineludibili scelte della vita.
L’esperienza poco felice dei suoi primi anni di Scuola Elementare, in cui le regole erano rigide e spesso senza troppe spiegazioni, gli hanno suggerito di diventare una figura docente simile a quella di un direttore d’orchestra in cui gli studenti, come strumenti musicali, tutti diversi fra loro, sappiano mettersi in armonia scoprendo e valorizzando le reciproche potenzialità.
Come professore, non è né permissivo né frettoloso, anzi, sa trovare l’equilibrio perfetto tra autorevolezza e flessibilità. Questo è quanto affiora dai ricordi dei suoi ex alunni. Le loro parole sono di sano orgoglio per averlo avuto nel proprio percorso scolastico. E’ e rimane un amico da non dimenticare nonostante il tempo che scorre.
Di lui mi dicono che al di là dei programmi e delle nozioni abbia curato molto l’aspetto della comunicazione. Era attento in modo particolare nei confronti di chi tendeva a farsi da parte. L’atteggiamento di stimolo e di incoraggiamento è ciò che ha fatto la differenza e i risultati non hanno tardato ad arrivare.
Da ex colleghi, ripercorrendo gli anni di scuola, ritorniamo col pensiero e la nostalgia a figure straordinarie e significative del mondo educativo. Non potevamo non ricordare don Milani, straordinario parroco di Barbiana, del quale condividiamo il suo percorso pedagogico. La scuola per lui, doveva anche essere scuola di vita: per questo motivo un insegnante dall’atteggiamento positivo e propositivo non può che avere un’influenza fondamentale, donando risorse inestimabili quali entusiasmo, coerenza verso sé stessi, sana ironia verso le “faccende” di un mondo in cui i valori economici prevalgono sui valori umani. Solo così si può avere uno stile di apprendimento sereno e un ambiente in cui le regole vanno condivise e “l’obbedienza non è più una virtù”.
L’incontro con Gilberto si fa sempre più piacevole. Di lui scopro altro, le sue poesie, i racconti brevi e le pubblicazioni d’arte. Autore di altissimo livello, delicato e profondo mostra di sé in forma schiva e quasi timida, una rara leggerezza propria delle grandi persone.
Mi ritorna in mente il suo percorso, da me conosciuto, durante gli anni in cui ha insegnato nella Scuola Media di Pedaso.
Ero al corrente di cosa stesse dando vita con i suoi alunni, i “ragazzi del mare”. Mi riferisco a quel laboratorio della carta e della stampa, in cui ha realizzato vere e proprie opere d’arte. Al suo fianco artisti di primo piano quali: Mario Luzi, Tonino Guerra, Arnoldo Ciarrocchi, Eugenio De Signoribus e tanti altri ancora che, nel corso del tempo, hanno collaborato e stretto amicizia con lui. Attualmente Gilberto è in pensione ma continua il suo splendido lavoro a Scuola a titolo gratuito. Ciò che auguro a Gilberto Carboni è di continuare a vivere il suo tempo tra i tavoli dei suoi laboratori perché è necessario credere ancora nella “buona scuola”, quella fatta di “maestri” appassionati, di amicizie, di ricordi indelebili e di foto da guardare con commozione.
Nonostante tutto, il compito di chi accompagna questi ragazzi, se ben svolto, potrà aiutarli a diventare persone libere e forti, per dare il proprio contributo nel mondo con la vita e l’ esempio. Concludo con le parole dello stesso Gilberto, scritte in una relazione scolastica di fine anno 1992 e quanto mai attuali: ”E non vedremo sbocciare un mondo migliore finché non ci saremo costruiti dei giovani che vibrino di dolore pensando alle ingiustizie , giovani capaci di vivere al centro del momento storico che attraversiamo, al di fuori dell’ingiustizia dell’io, al di sopra delle stupidaggini che tanto vanno di moda”. •

About Stefania Pasquali

Stefania Pasquali nativa di Montefiore dell'Aso, trascorre quasi trent'anni nel Trentino Alto Adige. Ritorna però alla sua terra d'origine fonte e ispirazione di poesia e testi letterari. Inizia a scrivere da giovanissima e molte le pubblicazioni che hanno ottenuto consenso di pubblico e di critica. Docente in pensione, dedica il proprio tempo alla vocazione che da sempre coltiva: la scrittura di testi teatrali, ricerche storiche, poesie.

Vedi anche

Sfoglia il numero 14 del 2016

[real3dflipbook id=”15″] Visualizza e sfoglia il numero 13 direttamente online! È possibile ingrandire l’immagine cliccando …

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: