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RITRATTI: Michela Gionni

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Un invito a cena. Nella campagna di Petritoli. 16 commensali. Un convivio con menù originalissimo e, vicina di posto, in camicia jeans e pantaloni a zampa d’elefante, la «Postina del Parco»: Michela Gionni. A guardarla: carnagione scura, occhi e capelli idem, sembra più sarda che nata ad Amandola e residente, lei preferisce, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Laureata in Giurisprudenza a Macerata, consegna la posta ogni giorno tra Amandola e Montefortino, tra alte colline e borghi. L’Eremo di San Leonardo è nel suo territorio così come Rubbiano, Garulla o il rifugio di Campolungo. Postina dunque, con la pettorina gialla di “Poste Italiane”. D’estate è più dura che d’inverno. «D’estate non si vede il limite oggettivo che, d’inverno, è rappresentato dalla neve. Si vive il proprio limite personale, di fronte agli eventi climatici». Quando è caldo, è parecchio caldo anche sotto i Sibillini. L’auto diventa un forno. Capita che qualche abitante la soccorra proponendo una bibita. Michela preferisce rigorosamente «acqua fresca di rubinetto». D’inverno, lo scenario muta. E si possono incontrare anche i lupi. Le è successo verso Garulla. Le camminava avanti. «L’ho ammirato, emozionata, mentre scappava da me, pur mantenendo il suo passo». Lei s’è fermata, lui se n’è andato, in alto.
Se ne sono andati anche diversi giovani, scegliendo la pianura, la costa, i servizi, quella che pensano una vita migliore. Al loro posto sono arrivati gli «stranieri: non solo inglesi, anche americani, svedesi, sud-africani. Ora anche gli italiani del nord, che decidono di cambiar vita, si ritirano tra i boschi, recuperando casali e anche ruderi, curando, così, un altro angolo di mondo abbandonato». Nelle frazioni di montagna, la postina è sempre attesa. «C’è chi si lascia andare a qualche confidenza, chi vuol condividere una gioia (nascita, laurea…). C’è mi offre il caffè, chi d’inverno si presta nel venirmi incontro, quando la percorrenza è difficoltosa, causa neve». Poi, ci sono i camminatori, che Michela incontra lambendo il Grande Anello dei Sibillini. Chiedono informazioni. «E c’è stata pure una donna che in pochi secondi mi ha raccontato il suo Cile».
In montagna i problemi si stanno aggravando. I servizi vengono ridotti, anche quello postale, «come se le persone della montagna non avessero lo stesso diritto di ricevere la posta, come quelle delle città». Taglio dei servizi significa riduzione dei posti di lavoro. «La famosa banda larga non è proprio di casa e l’accesso ad internet in certe zone è molto difficoltosa se non impossibile».
Soddisfazioni? «L’affermazione di un bambino o il sorriso, se non addirittura la risata, di una persona anziana, che sembrava aver perso la speranza».

Michela-fotoMichela Gionni è nata ad Amandola, il tre febbraio del 1973. Prima della laurea, ha studiato all’ Istituto Tecnico Commerciale “Mattei” di Amandola.
Coltiva l’orto («almeno ci provo»), coltivando anche lettura, pittura e fotografia. Ama la sua Montefortino che definisce «uno scrigno, un bel luogo da visitare almeno una volta nella vita. Perché la bellezza crea emozione, e l’emozione è vita».
E’ convinta che la montagna possa offrire possibilità. Il lavoro non mancherebbe «ma è da creare». Guardandosi allo specchio, si considera «una che osserva e ascolta questi monti cercando di cogliere la loro vita pulsante».

 

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