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Mario Polia

Tema: la vertigine

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Le Parole della Montagna: il Festival a Smerillo dal 16 al 24 Luglio.

Tetide Un oceano tra Africa ed Europa.
Una mare caldo copriva la nostra montagna. Poi, un sommovimento tellurico. Dell’altro mondo. Dieci milioni di anni fa. Permiano, Miocene, Pliocene: i periodi. Si sollevano le Alpi, si formano gli Appennini, si alzano i Sibillini. L’acqua sprofonda, la terra schizza in alto. A Smerillo, c’è una spaccatura nella roccia. La chiamano “La Fessa”, la fessura. Ci sono impronte di conchiglie. E’ stretta. Consente il passaggio di una persona per volta. Era in acqua. È monte. Il solo pensarci è vertiginoso. Vertigine del basso. Vertigine dell’alto. Vertigine a Smerillo. Per la storia. E per le parole. Le Parole della Montagna, il Festival che quest’anno dal 16 al 24 luglio proporrà come filo rosso proprio la Vertigine. Domandandosi e domandando quale sia oggi e se ancora essa esista al di là di uno sbandamento fisico. Vertigo è ruotare il capo, vedere l’ambiente rivoltato: quello che è monte era mare, quello che era mare ora è monte. Forse è guardare diversamente anche se stessi. In un mondo liquido e sfuggente, forse qualche appiglio, qualche roccia, occorre per vivere. Risponderanno in tanti alla chiamata del direttore artistico Simonetta Paradisi. Risponderanno filosofie moderne e tradizionali. Religione, Fede ed Esoterismo. Occidente e Oriente. Pratiche Yoga e nuovo forme di funambolismo. Sincretismo? Ricerca sicuramente, e confronto. Si ascenderà la montagna ascoltando Mario Polia: antropologo, cattolico, studioso del Graal, della Cavalleria medievale, dello Sciamanesimo, quasi eremita a Leonessa, una vita spesa a cogliere i nessi e ricercare il cuore unificante della Tradizione. Si camminerà sul filo immaginario nel racconto di un filosofo-funambolo (sul serio) qual è Andrea Loreni. «Inizio a ripetermi sono vento sono vento sono vento… perché è inutile cercare di opporsi, come si fa a combattere il vento?». Lo ha scritto nel suo blog, guardando «il cielo negli occhi». Non è un nuovo principio di Dinamica. E’ il sentirsi unito con cielo e terra. Tutt’uno. «Ogni uomo è uno specchio: – ricordava Santa Hildegarda di Bingen – il corpo è collegato con il cielo, con il bosco, con le pietre, con il fiume…». Macrocosmo e microcosmo che s’abbracciano. Andrea Bianchi cammina a piedi nudi. Il silenzio dei passi, dei suoi e degli altrui passi, è diventato un libro e un video. I piedi senza scarponi o calzari captano e assorbono l’energia della terra e la ridistribuiscono lungo la nostra corteccia. Terra Madre, Terra Sorella. Creato. «O Pietra scintillante, – scrive la Sibilla del Reno – tu puro gioiello del Sole, Zampillante sorgente di Vita, Che da cuore del Padre è scorsa in te». La vertigine dell’amore inconfessabile sarà invece la lezione-spettacolo su Soren Kierkegaard di e con il filosofo Cesare Catà e Pamela Oliveri. Mentre Paolo Crepet affronterà Abisso e passioni: la vertigine dell’anima.
Tra il gruppo dei filosofi, spicca il ritorno di Davide Rondoni. Smerillo è luogo dell’anima e del corpo. E la poesia, disse un giorno il poeta bolognese, forse più di altri, penetra l’uomo nella sua integralità e nel suo bisogno. Dovrebbero far governare il mondo ai poeti.
Ma è maledizione il solo pensarlo. •

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