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Un educatore racconta

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Massa Fermana: un percorso di iniziazione cristiana. Esperienze e attività

Domenica 12 Giugno, a Massa Fermana, 4 ragazze e 3 ragazzi hanno ricevuto il sacramento della Confermazione durante una bellissima celebrazione presieduta da Don Nicola del Gobbo, inviato dal Vescovo. La gioia di tutti era palpabile e si è avvertito il vero senso della comunità cristiana che fa festa intorno a questi suoi 7 figli che vivono una tappa così importante nel cammino della fede.
Siamo arrivati a questo giorno grazie a tutti i catechisti che hanno formato i ragazzi e alle famiglie che hanno condiviso e appoggiato la formazione dei loro figli alla fede, ma partiamo con ordine dall’inizio di questo ultimo anno.
Anche quest’anno ho accettato con gioia l’incarico del catechismo, ma siccome un adagio popolare dice: “le parole se le porta il vento”, ho pensato che dovevo vivere con rinnovato impegno la mia vita cristiana personale per poter essere, prima di tutto, un testimone. Il mio atteggiamento è stato quello di amare i ragazzi semplicemente, ad esempio cercando con loro il momento più adatto per il catechismo o dando la mia disponibilità per andare a prenderli e riportali a casa. Li ho ascoltati, cercando di cogliere le cose belle ma anche le ansie, le preoccupazioni e le contraddizioni che sono tipiche della loro bellissima e tormentata età. In questo modo ho potuto ritagliare il catechismo su misura per loro, dando tutto attraverso una formula e un linguaggio che li stimolasse a “vivere” per poter sperimentare quella gioia profonda del cuore che Gesù promette a chi lo segue autenticamente.
Dopo alcune settimane, abbiamo pensato di fare una cena in parrocchia per conoscerci meglio. La proposta è stata accolta con gioia e addirittura un babbo si è offerto di preparare un primo – la sua specialità – insieme ai ragazzi, valenti aiutanti. Tutto è stato fatto insieme: dall’apparecchiare al giocare alla fine della cena proprio come una vera famiglia. E’ stato un bel momento, decisamente “alternativo”.
Abbiamo anche partecipato alla convocazione diocesana delle Palme a Sant’Elpidio a Mare con il Vescovo. In quell’occasione ci siamo sentiti parte integrante della grande famiglia della Chiesa. Infatti alcuni ragazzi hanno incontrato, piacevolmente sorpresi, svariati compagni di classe provenienti da altri paesi. Una ragazza, a nome di tutti, ha orgogliosamente preso la palma da riportare in parrocchia per la celebrazione del giorno successivo.
L’anno è trascorso bene e il catechismo è stato frequentato assiduamente e, mi sembra, con interesse. Infatti, in molteplici occasioni, sono nate spontaneamente discussioni, domande, dubbi sul senso della fede e sul rapporto tra questa e gli avvenimenti che accadono attorno a loro. Ho privilegiato questi momenti preziosissimi, perché sgorgati spontaneamente dai loro cuori, accantonando il programma che mi ero prefissato (recuperato in seguito) e cercando di dire una parola, fiducioso nell’aiuto dello Spirito Santo.
L’ultima tappa di avvicinamento al giorno della Cresima è stato il ritiro spirituale che abbiamo fatto al Santuario della Madonna dell’Ambro il 7 Giugno. Giunti a questo punto del cammino, cerco sempre di trovare una formula adatta ai ragazzi che ho affidati e devo confessare che questa volta, dopo tanto e tanto pensare, non riuscivo a trovare una situazione che mi sembrasse congeniale. Proprio in un momento in cui stavo facendo tutt’altro mi arriva un’idea precisa: “Padre Gianfranco”. Subito ho avuto la percezione che questa fosse la giusta soluzione e una “ispirazione” visto anche come si era manifestata. Questa mia impressione si è rafforzata perché Padre Alessandro, il nostro parroco, ha approvato con entusiasmo l’idea e Padre Gianfranco (conosciuto anche come Frate Mago) si è detto subito disponibile e felice di aiutarci.
Appena arrivati al Santuario, Padre Gianfranco ci ha invitati a riflettere su alcuni temi, tra cui l’importanza degli incontri con le persone: attraverso di esse Dio ci parla. A tal proposito ci ha anche raccontato la storia della sua vocazione. Quando abbiamo iniziato a prepararci per la confessione, Padre Gianfranco si è interrotto ed è corso in sacrestia a prendere la sua borsa magica. Ha iniziato ad armeggiare con tre cordicelle colorate e, attraverso un gioco di prestigio, ci ha spiegato il senso profondo di questo sacramento. Che sapienza disarmante in quel gioco che resterà impresso nelle nostre menti per sempre!
Sicuramente anche grazie a questo clima, un ragazzo si è sentito spinto ad avvicinarsi di nuovo al sacramento della riconciliazione dopo quasi due anni, cioè dalla morte di un sacerdote a cui era molto legato e che era stato il suo unico confessore.
Dopo il pranzo in quel meraviglioso scenario naturale, siamo rientrati nel Santuario per un ultimo momento di dialogo e per la benedizione. La conclusione della giornata è stata a dir poco fantasmagorica, con Padre Gianfranco che ci ha deliziato con il suo talento magico, lasciandoci di stucco tra risate e urla di sorpresa.
Traspariva chiaramente dalle impressioni dei ragazzi, mentre si tornava in macchina, che era stata proprio una bella giornata, difficile da dimenticare. A maggior ragione, anche perché si sono unite a noi per il ritiro, 3 ragazze di Monte Vidon Corrado con la loro catechista e alcuni genitori. Siamo diventati subito amici, e abbiamo partecipato, successivamente, gli uni alla Cresima degli altri.
E siamo così arrivati al fatidico giorno: una celebrazione solenne grazie alla “regia” attenta di Padre Alessandro e molto partecipata grazie a Don Nicola che ha coinvolto padrini, madrine e ragazzi in alcune riflessioni durante l’omelia. La festa è stata allietata dal coro che è sempre una presenza di amore, forse proprio perché i suoi membri cercano di viverlo reciprocamente “ante omnia”, affinché poi il canto ne sia una espressione.
In conclusione la mia esperienza è ogni volta quella di rimettermi in gioco per superare gli oltre 30 anni di differenza che mi separano dai ragazzi. A volta capita che arrivino momenti di scoraggiamento, allora mi “appoggio” alle persone con cui condivido il mio cammino di fede e insieme si riparte e si va avanti.
Chiedo a Dio di darmi la luce per poter essere un Suo piccolo strumento imperfetto che aiuti i ragazzi a camminare verso la felicità vera. Insomma ogni volta faccio l’esperienza di lasciarmi sorprendere da come Lui riesce sempre a inventare modi nuovi per portare avanti le cose secondo i suoi disegni e, mentre Lo ammiro nella Sua azione, cerco di mettere il mio 0,1% nella Sua opera di salvezza. •

Simone Ciccioli

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