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Il cuore grande di Daniele

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È nelle sue radici di famiglia la sensibilità che sento vera e tangibile. Non ha paura di mettersi in gioco, sente fortemente il bisogno di alleviare per come può, le difficili condizioni delle popolazioni colpite, una mano per consolare il dolore di chi è stato preso dal sisma. Daniele conosce questo stato di emergenza, mi racconta il suo vissuto di volontario e di come ogni necessità in questi casi si protrae nel tempo per cui è importante che vi sia una programmazione sia nei primi giorni che in quelli a venire.
Il terremoto insegna e bisogna imparare a sapersi gestire nel caso ci si trovi ad affrontarlo. Nessuno può dirsi immune da paura o stati di panico. Le domande si susseguono. Si sta bene in compagnia del gestore del “Nido di Alice”, il profumo della marmellata fatta in casa ci raggiunge sotto il gazebo che ci copre dal sole di un’estate ancora calda. Tanti gli argomenti, tra questi lo scautismo, un esempio educativo e di solidarietà. L’argomento è quindi attinente. Faccio una rapida ricerca e scopro che ben quattrocento milioni di persone in tutto il mondo hanno fatto parte degli scout. Nasce oltre un secolo fa come  movimento cattolico passando indenne tra fascismi, dittature, guerre e rivoluzioni senza modificare la sua pedagogia. Attualmente conta oltre quaranta milioni di iscritti.

Presente in 216 Paesi è la struttura educativa non formale di giovani, più longeva, numerosa e multiculturale del pianeta. Un cuore di scout resta per sempre tale, il segreto di Daniele che accorre e soccorre chi è nel bisogno, è tutto qui. Mi fa visitare il suo Bed and breakfast che ha  messo a disposizione. Evita i miei complimenti: “Ti ringrazio ma non ho fatto nulla di eccezionale. Ho offerto la mia struttura. Mi ha chiamato una tipa della Prefettura e ho ribadito la mia disponibilità. Ho comunicato all’Assessore di Arquata e alla mia amica Paola Petrucci che opera in zona, la mia possibilità di accoglienza. Tutto qui. Da scout, di terremoti me ne sono fatti tanti, per cui per me è naturale aprire le porte di casa mia”.

Grazie Daniele anche per la naturalezza con cui sai affrontare valori che oggi non sono più così scontati, quali il farsi prossimo senza tornaconto. Parlare con te è una bella lezione di vita. Mi spiace per la tua marmellata che intanto si è bruciacchiata. Mi sento un po’ in colpa, il tuo “non fa niente” mi conforta. Ci lasciamo da buoni amici, come lo fossimo da vecchia data. Tornerò a trovarti magari parlando ancora seduti davanti un buon piatto dei tuoi che di tanto in tanto pubblichi sul tuo profilo. La campagna al ritorno mi avvolge con i suoi colori e profumi. Il paesaggio è fantastico fra terra, cielo e mare in lontananza. Un senso di gratitudine a Dio mi assale come un’onda sonora, e canto. •

About Stefania Pasquali

Stefania Pasquali nativa di Montefiore dell'Aso, trascorre quasi trent'anni nel Trentino Alto Adige. Ritorna però alla sua terra d'origine fonte e ispirazione di poesia e testi letterari. Inizia a scrivere da giovanissima e molte le pubblicazioni che hanno ottenuto consenso di pubblico e di critica. Docente in pensione, dedica il proprio tempo alla vocazione che da sempre coltiva: la scrittura di testi teatrali, ricerche storiche, poesie.

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