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Il punto sulla estate fermana

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Non è stata un’estate come tante altre, fatti di cronaca si sono mescolati ad eventi naturali imprevedibili, il meteo ci ha messo del suo e il turismo ha vissuto uno dei sui momenti più incoraggianti, ma in pochi se ne sono accorti.
L’inizio non è stato dei migliori.
Giugno si è chiuso e luglio si è aperto senza una lunga serie di belle giornate che potesse invogliare ad andare al mare. Alcune mareggiate notturne hanno fatto pure il dispetto di sporcare le spiagge, così la prima ondata di turisti è stata accolta da uno spettacolo da dimenticare. Non appena l’estate si è stabilizzata, ecco un paio di notizie di cronaca – la morte del rifugiato politico nigeriano a Fermo e l’arresto dei due anarchici che avevano piazzato le bombe contro le chiese – che hanno catapultato tutto il territorio alla ribalta nazionale, ma in negativo.
Tra metà luglio e ferragosto il Fermano ha dato il meglio di sé in quanto ad ospitalità e iniziative. Sagre per tutti i gusti, rievocazioni come al solito particolarmente fedeli al proprio spunto storico e nutrite di figuranti, belle giornate al mare (per fortuna, anche senza annegamenti), interessanti momenti culturali e, soprattutto, due grandi concerti di livello internazionale, quello dei mitici Deep Purple a Servigliano e di Anastacia a Monte Urano, che hanno proiettato alla ribalta nazionale i nostri due piccoli centri.
A proposito di Monte Urano, poi, va riconosciuto che quest’anno si è distinto per un cartellone coinvolgente che ha attirato migliaia di spettatori e, pertanto, merita lo scettro di re dell’estate, anche se a tutte le località fermane va l’elogio per l’impegno profuso in questi mesi.
Purtroppo, mentre in particolare la zona montana era nel pieno di una stagione turistica soddisfacente, la notte del 24 agosto la terribile scossa di terremoto, tra i tanti effetti negativi, ha prodotto anche quello di stravolgere del tutto l’estate fermana, specialmente dei paesi a ridosso dei Sibillini. La fine di agosto e la prima parte di settembre, che avrebbero dovuto completare il buon andamento turistico, hanno visto svuotarsi la zona montana per via delle tante prenotazioni disdette e della rinuncia dei visitatori ‘mordi e fuggi’. Ancora oggi si contano i danni e si patiscono i disagi causati dall’evento sismico.
C’è stato, dunque, un susseguirsi di eventi che ha cambiato il corso normale da tutti auspicato e ha soffocato quei semi di speranza lanciati per far conoscere il meglio del Fermano. Così si chiude un’estate davvero particolare e difficile da dimenticare. •

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