Home » prima pagina » Da undici anni in Italia ad annunciare il vangelo

Da undici anni in Italia ad annunciare il vangelo

Stampa l articolo
Trovare un’occasione per rileggere i vari eventi della propria vita con gli occhi della fede è molto determinante per capire il senso dell’incontro con gli altri. Nell’esperienza cristiana l’incontro diventa la possibilità di attualizzare le parole di Gesù “ dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro”( Mt18,20). Questo stare insieme in Cristo crea l’identità nuova nella quale si riceve la gioia di vivere la presenza che orienta verso l’uscita per raccontare il contenuto di questa gioia. Una gioia contagiosa che, in fondo, rivela quella atmosfera dell’annuncio della risurrezione di Cristo, che hanno vissuto gli apostoli e via di seguito tutti i missionari che lungo le vie del mondo hanno portato la gioia del risorto. “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,9).
È in questa prospettiva della gioia del Risorto, che si vive nella dimensione missionaria, che colgo quest’occasione per condividere gli aspetti dell’esperienza in cui sono inserito in quanto la diocesi di Bururi, da dove vengo e l’arcidiocesi di Fermo hanno stabilito una cooperazione tra le chiese.
In effetti, da undici anni vivo nella diocesi di Fermo dove ho completato la mia formazione in vista del sacerdozio. Dopo l’ordinazione, l’accordo tra le due diocesi mi ha permesso di svolgere un impegno pastorale nelle comunità di Corridonia e Colbuccaro. Inoltre, ho colto anche l’opportunità per proseguire i miei studi presso l’università di Macerata nella facoltà di Filosofia. Questi studi, che sto finendo, mi hanno aperto gli occhi all’universo accademico in cui ho potuto vivere importanti e vitali incontri con studenti e professori. Inoltre, il tempo trascorso in parrocchia vivendo a tempo pieno la vita sacerdotale è stato un vivere l’esperienza missionaria. E mi veniva in mente il volto di quei missionari che avevo conosciuto nel mio paese quando ero piccolo, i quali hanno gettato il seme del vangelo nella mia terra, il Burundi. Ogni giorno è stato colto come opportunità per vivere nel contesto nuovo imparando a servire, cercando di integrarmi nella cultura italiana. È stato di aiuto il fatto di stare insieme con gli altri pensandoli come miei fratelli e sorelle che il Signore mi ha fatto incontrare per rendere feconda la mia vocazione al ministero sacerdotale. La vita pastorale, giorno dopo giorno, è diventa impegnativa in quanto le due comunità sono vive e profondamente radicate in alcune tradizioni che hanno accompagnato la crescita dei fedeli lungo la storia. Qui è stata un’altra scuola per entrare pazientemente nell’organizzazione pastorale. Ovviamente, volere corrispondere al proprio dovere significa anche sentirsi provato nella proprio umanità. A volta la stanchezza, la nostalgia della propria terra, le incomprensioni con gli altri e via dicendo tutto ciò tracciava un quadro abbastanza difficile da affrontare. Ma grazie a Dio, le soluzioni si trovavano in quanto il confronto fatto con gli altri faceva nascere una luce di speranza. Oltre al confronto, l’accoglienza goduta presso i fedeli suscitava la gioia di servire e quindi di lodare il Signore anche durante le prove.
Quest’esperienza mi ha aperto tanto gli occhi su come il Signore guida la storia della sua chiesa. In questi ultimi dieci anni, la diocesi di Fermo ha approfondito la cooperazione con la mia diocesi donando così accoglienza un gruppo di 8 sacerdoti. Per noi, è un segno forte di fede e di comunione che ci fa capire come i frutti dell’opera missionaria, compiuta a suo tempo da coloro che sono partiti per le terre di missione, raccogliendosi si entra in quella sintonia che soltanto l’Amore di Dio può generare. La mia voce in fondo raggiunge quella dei miei confratelli che pure loro sono soddisfatti del loro servizio. In quanto ci è possibile cerchiamo di ritrovarci per aggiornarci e condividere gli aspetti della nostra esperienza nelle varie parrocchie dove svolgiamo i nostri impegni pastorali. Tali incontri fatti, quasi una volta a settimana, ci permettono di conoscerci tra di noi nonché di sentirci in comunione con la diocesi che ci ha inviato.
Inoltre, gli incontri organizzati da don Mauro Antolini, quale sacerdote incaricato del servizio missionario nella diocesi di Fermo, ci confortano perché attraverso questi incontri percepiamo quanto la diocesi che ci ha accolto ci accompagna nel nostro percorso di integrazione. In più, il servizio missionario diocesano mette in confronto tutti sacerdoti accolti in diocesi per uno scambio delle esperienze. Tale scambio crea una conoscenza reciproca. Durante questi incontri siamo nutriti dalla parola di Dio facendo una lectio divina in cui le varie meditazioni dei partecipanti arricchiscono il nostro patrimonio spirituale e permettono anche di fare calare il messaggio di Cristo nel nostro vissuto quotidiano guardando le nostre comunità rispettive per assaporare la parola e condividerla con il gruppo.
Non posso concludere senza rinnovare il mio ringraziamento all’arcivescovo Luigi Conti che ci ha accolto e ci ha sempre incoraggiato perché possiamo svolgere i nostri impegni nello spirito giusto della cooperazione tra le chiese. Possa il Signore benedire i frutti di questa iniziativa dei nostri pastori affinché continuiamo ad essere testimoni fedeli e gioiosi dell’amore di Dio nel mondo. •

Don Pasteur Manirambona

About la redazione

Vedi anche

Inascoltato precursore dei tempi

Un inedito di Romolo Murri riapre l’indagine sul cattolicesimo del ‘900 La pubblicazione dello scritto …

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: