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“Io vi sono vicino. Sono con voi”

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Papa Francesco porta la speranza ai terremotati di Arquata del Tronto 

“Io vi sono vicino. Sono con voi” così il Papa ha salutato  i cittadini ed i bambini della tendopoli di Arquata del Tronto colpita dal sisma del 24 agosto. Circa duecento piccoli ad attenderlo davanti all’ingresso della scuola allestita all’interno di una tenso-struttura che ospita le aule-tenda delle medie ed elementari.
Un blitz quello del Papa ad Arquata del Tronto che non era poi così inatteso visto che le notizie del suo possibile arrivo ad Amatrice in mattinata avevano fatto ben sperare la popolazione nella imminente visita privata anche sul versante marchigiano colpito dal terremoto. Alle 14 e 30 di martedì 4 ottobre la bella notizia confermata dal gran movimento di forze dell’ordine schierate davanti alla mensa da campo e dall’arrivo di una golf nera dai vetri oscurati. “È il Santo Padre” urlano a gran voce i tanti che speravano in un suo arrivo. Il Papa scende dall’auto e si dirige subito verso i cittadini ansiosi di abbracciarlo o sfiorarlo. L’armonia dei flauti suonati per l’occasione dai piccoli studenti ha scandito il lento susseguirsi dei passi i Papa Francesco che si è subito diretto verso le sede scolastica provvisoria realizzata grazie alla prodigiosa operosità degli Alpini che hanno tirato sù l’impianto in pochi giorni dopo il sisma.
Il quel percorso transennato per i tanti cittadini giunti da ogni dove alla notizia del suo imminente arrivo Papa Francesco ha voluto salutare una ad una le tante persone del posto che lo attendevano con emozione come a voler stringere in un unico simbolico abbraccio anche tutti i cittadini scomparsi sotto alle macerie in quella fatidica notte. Una stretta di mano per ognuna di quelle nonne e mamme che in queste settimane stringono i denti per non lasciar trasparire davanti ai loro nipoti e figli il timore di essere dimenticate insieme alle loro famiglie non appena i riflettori della ribalta nazionale lasceranno con telecamere e microfoni questa terra martoriata dalle scosse della terra e dell’anima. La sua mano ha sfiorato più volte molte delle persone che hanno perso tutto.
Una signora in ginocchio ha atteso il suo passaggio davanti al cordone di forze dell’ordine giunte sul posto per garantirne la sicurezza. Una nonnina di 94 anni, la barista storica del paese lo ha atteso per molto tempo sotto il sole con grande entusiasmo. Attesa ripagata da un piccolo dono di papa Francesco: un rosario. Occhi in lacrime e sguardi pieni commozione al tempo stesso nel momento in cui Papa Francesco, soffermatosi davanti alla scuola, ha salutato tutti al microfono. “Buon pomeriggio a tutti voi. Io ho voluto esservi vicino in questo momento e dire a voi che vi porto nel cuore e so, so della vostra sofferenza e delle vostre angosce e so anche dei vostri morti e sono con voi e per questo ho voluto oggi essere qui. Adesso preghiamo il Signore perché vi benedica e preghiamo anche per i vostri cari che sono rimasti lì… e sono andati in cielo”. Poi l’invito a recitare insieme l’Ave Maria e la benedizione ai presenti. “E coraggio, sempre avanti, sempre avanti. – Ha concluso Papa Francesco – I tempi cambieranno e si potrà andare avanti. Io vi sono vicino, sono con voi”.  La golf nera si avvicina e Papa Francesco visibilmente provato da questa giornata iniziata prima ad Amatrice Rieti ed Accumuli e ancor prima dal lungo viaggio in Azerbaijan si conclude tra le lacrime e la speranza. •

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