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Dal terremoto… solidarietà e comunione!

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Fermo: le benedettine di Monte S. Giusto trovano casa

“Madre Cecilia, ci sono le vostre consorelle di Monte San Giusto con il monastero inagibile: potreste accoglierle?”.
“Charitas urget nos”: è il movente per una risposta veloce a don Giordano che si attiva immediatamente e con lui anche noi, alla ricerca di un’immediata sistemazione per le care consorelle che arrivano di sera “disfatte” per la paura, la stanchezza, la sofferenza nell’abbandonare il proprio monastero e la gente del posto che ha per loro una sorta di “venerazione”. Gli abbracci sono veramente sentiti da ambo le parti: si trasmette calore per incoraggiare ; ci si scarica delle tensioni, trovando riparo nell’accoglienza.
È passata poco più di una settimana da quel fatidico 30 ottobre che ha fatto tremare la terra!!!!
Dopo l’inevitabile smarrimento per il sisma, possiamo veramente dire che il Signore sa trarre dal male il bene: un vero salto di qualità nella carità fattiva che fa di due comunità diverse per etnìa e tradizioni, il luogo dell’incontro, dello scambio, dell’arricchimento reciproco, luogo dove tutti siamo ospiti perché la nostra comune casa ha il sapore della carità, come quel pane spezzato e fragrante che rilascia il buon profumo di Cristo, profezia dei beni futuri che “non si vedono, ma si sperano”.
Ed un ponte è gettato fra cielo e terra costruito dalle istituzioni, Caritas, Banco alimentare, Il Ponte e dalla solidarietà del popolo fermano che ha messo mano all’opera dopo l’SOS lanciato da sacerdoti durante la Messa. Grazie!
La nostra riconoscenza per chi si è fatto strumento della Provvidenza diventa preghiera incessante!

Madre M. Cecilia Borrelli
Monastero delle Benedettine
Fermo

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