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Massimo Ripa: orafo stilista di gioielli e quadri-gioiello unici al mondo

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È una calda mattina d’estate e San Benedetto del Tronto affollata di turisti come non mi capitava di vedere da anni, mi accoglie coi suoi suoni, voci e profumi, tipici delle città marinare.
Raggiungo, in un giorno di mercato con parcheggi impossibile a trovarsi, Massimo Ripa al suo atelier: Jouayoux, in via Curzi Mario 45. La vetrina è accattivante e i suoi lavori esposti davvero belli e originali.
Sono da lui per un’intervista nata dalla curiosità di conoscere artisticamente parlando, un artefice originale e poliedrico che crea opere d’arte uniche al mondo nel suo genere: quadri di varie dimensioni che sono allo stesso tempo gioielli da indossare. In tal modo questo talento dell’arte orafa riesce a promuovere e valorizzare una delle più antiche arti della storia dell’uomo, l’oreficeria.
Questo prezioso metallo, l’oro, non da solo ma accompagnato dalle pietre più varie e preziose, fa ripercorrere a chi guarda le creazioni di Massimo, tradizioni, cultura, tecniche, emozioni, storia, di intere società. Il gioiello che prende forma dal nobile metallo, nelle mani e nel suo ideale riesce ad esprimere sé stesso, indipendente da chi l’ha creato.
È come se le pietre, i coralli, i metalli utilizzati avessero un’anima intrinseca ed ancestrale che desidera esprimersi in forme artistiche nuove, autentiche ed irripetibili.
La mia attenzione è catturata completamente dalla bellezza dei quadri gioiello in cui Massimo si sente totalmente libero di esprimere la sua forza comunicativa e dinamica. Interprete del mondo che lo circonda, sa plasmare la materia in messaggi artistici che hanno nomi di composizioni poetiche: “ Il soffio” ad esempio, ne è una, messaggi destinati ad attraversare il tempo nella propria unicità, lavori di alto artigianato impossibile da riprodurre in serie come avviene oggi nella oreficeria industriale dall’anima spesso vuota, distaccata, omologante.
La tradizione non può essere trasmessa da una macchina e questo in Massimo è più che evidente. Solo l’uomo infatti può farlo con il suo modo di essere sé stesso in tutta la sua originale espressività. Questo artista attraverso le sue opere affascina per la forza creativa e le infinite forme alle quali sa dar vita, piegando, modellando, saldando, incastrando il nobile metallo e non solo, con i ferri del mestiere e l’estro del “maestro” conferendo ai suoi quadri e gioielli quell’anima che gli permetterà sicuramente di attraversare il tempo.
Attualmente ricopre la carica di Presidente del Gruppo Orafi del Confartigianato di Ascoli Piceno e di Fermo. Classe 1970, nato a Porto San Giorgio, dopo alcuni anni di attività a Marina di Altidona si trasferisce a San Benedetto del Tronto dove vive e lavora. Il percorso dei suoi studi prende i primi passi all’Istituto d’Arte Preziotti di Fermo. Massimo, incoraggiato dall’intuito di un suo professore di Artistica della Scuola Media di Pedaso, accoglie con consapevolezza ed asseconda la sua vena artistica. A soli diciassette anni inizia in un proprio laboratorio a produrre i primi gioielli. Non li disegna prima di realizzarli ma li crea operando, sull’onda delle proprie emozioni interiori, come un pittore di fronte la tela.
Dal 1988 è designer e creatore di gioielli, realizzati per lo più con la tecnica della microfusione a cera persa. Il suo stile spazia tra la creatività del design e la bellezza semplice ed arcaica del gioiello etnico.
Massimo improvvisa quindi e seleziona le sue “figure artigianali in quadri” riuscendo a far rivivere la tradizione con quel bagaglio culturale utile e necessario che li descrive.
I suoi gioielli e quadri gioiello, che vengono apprezzati per forme, bellezza e precisione a livello nazionale ed internazionale, benché avveniristici e unici, sono realizzati con procedimenti e tecniche artigianali di base dell’arte della migliore scuola orafa percorsa nei secoli passati sino ad oggi e sa ne seguire le tradizioni. Nel suo percorso è affiancato e supportato dalla bravura dell’incastonatrice Luana Trovellesi, sua compagna di vita che fa di questa coppia un duo artistico perfetto. Di sé stesso ha scritto: I miei Quadri Gioiello sono ricerche parallele alle arti così dette maggiori, sono indagini rivolte verso quegli spazi lasciati liberi dalla scultura e dalla pittura.
Il mio obiettivo è fare la mia arte creativa, visionaria, olistica. La passione viscerale e il forte rispetto che nutro per la materia, mi impone di perseguire il cammino attraverso il mio lavoro, è la natura in tutte le sue forme, da sempre fonte di ispirazione. Al centro della mia visione c’è l’esaltazione del gioiello quando esso non è indossato, un momento trascurato che io esalto attraverso la mia opera. Il gioiello è parte di essa e diventa veicolo che spezza la staticità e ci proietta nella dinamicità.
La creatività di Massimo la si coglie nelle sue realizzazioni come vissuta di un piacere intrinseco in cui l’intelligenza la fa da protagonista in tutto il suo divenire. Intelligenza come capacità di capire cosa oltre al bello, può servire alla funzionalità del bello in sé. In fondo è proprio un concetto basilare del design.
Quindi davanti ai suoi “quadri gioiello” la fusione del piacere creativo si coniuga perfettamente con il prodotto finale raggiunto.
Ricchissimo il suo curriculum: Vicenza 2000 Fiera dell’Oro, Milano 2001 Atelier di Corso Venezia, Roma 2002 Oro Capital e Oro di Roma 2003, Castel Sant’Angelo nel 2004, Singapore nel 2005, Livorno 2010 Museo Storia naturale del Mediterraneo, Senigallia Mostra del Gioiello Contemporaneo anno 2010, organizzatore e curatore della Mostra Gioiello Contemporaneo anno 2013, Spoleto nel 2014 Palazzo ex Monte Pietà in “Trasmutazioni”. Dal 30 giugno al 4 settembre 2016, le sue opere, insieme a quelle di altri artisti, restano esposte a Macerata in una Mostra denominata “Gli Ori a Palazzo” Musei Civici Palazzo Buonaccorsi.
Creazioni d’arte a cura del Gruppo Orafi Confartigianato Imprese Macerata, del Comune e della Camera di Commercio di Macerata. L’esposizione è visitabile dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19. L’effetto sorpresa, specialmente nel quadro rappresentante San Sebastiano dal colore rosso sangue simbolo del martirio e il prezioso gioiello incastonato come cuore pulsante, non deluderà il visitatore.
Auguro a Massimo di continuare a rappresentare le Marche nel modo eccellente così come sta già avvenendo e che la sua straordinaria inventiva lo porti a salire le vette del successo che merita. •

About Stefania Pasquali

Stefania Pasquali nativa di Montefiore dell'Aso, trascorre quasi trent'anni nel Trentino Alto Adige. Ritorna però alla sua terra d'origine fonte e ispirazione di poesia e testi letterari. Inizia a scrivere da giovanissima e molte le pubblicazioni che hanno ottenuto consenso di pubblico e di critica. Docente in pensione, dedica il proprio tempo alla vocazione che da sempre coltiva: la scrittura di testi teatrali, ricerche storiche, poesie.

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