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Una ripartenza da record

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Visso: la storia della Svila si è arricchita di un nuovo, drammatico, capitolo.  

image001Questa Svila che per alcuni non è che una fonte d’occupazione, e per altri invece un tesoro prezioso da custodire, questa industria che ciascuno ha visto e vissuto a modo suo, questa Svila di luoghi comuni e fuori del comune, questa industria di maestranze e dirigenze esemplari, questa Svila ha ora una storia in più da raccontare, una foto da usare come un mouse per cliccare avvenimenti reali e virtuali, animare storia e storie, passato e presente. E’ costato una manciata di giorni, tempo incredibilmente breve, il ripristino delle strutture danneggiate, e ora la Svila è di nuovo una fabbrica attiva, un omaggio, un regalo alle maestranze che si vantano sia una delle più efficienti nel suo genere. Sta alle porte di Visso ed è un biglietto d’ingresso che fa da nuova porta della città. Da portale, anzi: sembra proprio un cd-rom da camminarci dentro, usando i piedi come un mouse per cliccare il capolavoro della dirigenza e dell’azionista di maggioranza, Alexander Palermo, un giovane signore che quando si alza la mattina deve decidere per le molte persone che lavorano per lui nelle sue aziende sparse nel mondo. Fortunata Visso che ha trovato in lui l’immagine perfetta di patrimonio e imprenditoria, la persona capace di fare fortemente presa nel cuore della gente e delle maestranze.
Ma vedete, basta una fotografia che ritrae la ripresa della produzione per far saltare fuori le tante storie di una città prigioniera del terremoto. Bisognerà dire ai tecnici di ripartire da qui per iniziare la ricostruzione, perché la Svila, con i suoi venti milioni di pezzi prodotti annualmente, è il perno di un circuito virtuoso e come ogni buon portale ti linka subito a tutto il resto, ti stuzzica voglie di fare e ti dice dove andare a togliertele. Del resto fu Alexander Palermo a dire in un’intervista rilasciataci il 16 aprile 2014 che ha scelto di investire nella Svila non solo per la qualità del prodotto, ma anche per la stoffa della gente che ci lavora dentro. Come ogni storia quella di Alexander Palermo va avanti e indietro, ammicca a se stessa: erano grandi lavoratori i genitori del signor Alexander, hanno affrontato sacrifici e privazioni e hanno trasmesso al figlio il loro abito comportamentale. Due storie generazionali precipitano senza noia sull’oggi, dove però la Svila esita un po’, tace, fa parlare i nastri trasportatori. Le prime fasi del percorso lasciano la parola a Alexander Palermo, Maurizio Crea e Mauro Parretti. Le loro dichiarazioni insistono sulla volontà di ridare speranza alla città e all’intero settore: la Svila si congeda ripiegandosi sull’identità, Visso guarda se stessa come si guardano l’un l’altra le dodici sibille che venerdì 18 dicembre sono uscite dal complesso museale di Sant’Agostino per essere collocate in luogo sicuro. Nei laboratori della Svila la città piegata dal terremoto non appare. La si può far entrare di soppiatto, forse, grazie alle maestranze e alla loro mappa emotiva, una mappa sentimentale tipo Google, sulla quale chiunque può appendere personali sensazioni, immagini, ricordi, speranze. Poi si esce e Visso è tutta lì, ed è tutta vera, pronta alla ricostruzione. •

(Si ringraziano la signora Patrizia Gaggiotti e il signor Sante Basilli per la cortese collaborazione)

Visso. L’azionista di maggioranza Alex Palermo (a destra) e il direttore Maurizio Crea fotografati in occasione di una festa del patrono sponsorizzata dalla Svila
Visso. L’azionista di maggioranza Alex Palermo (a destra) e il direttore Maurizio Crea fotografati in occasione di una festa del patrono sponsorizzata dalla Svila

La Realtà con la maiuscola sa sempre come stupirti. Ad appena dieci giorni dalla terribile scossa sismica del 30 ottobre scorso la Svila diretta da Maurizio Crea conta di riprendere a breve la produzione, con un sintomatico impegno di grande sintesi imprenditoriale e dirigenziale, con un lavoro che elabora, accumula, metabolizza, testimonia e racconta le tante capacità di questa industria, delle sue risorse umane, tecniche, di linguaggi, di divari di operatività, di movimenti di ensemble e di singoli, sia produttivi sia comunicativi. Inizia, questa reazione rapida al terremoto, questa vetrina-esempio per gli esitanti, questo catalogo dal vivo dei non parolai, degli artisti della concretezza più che delle teorie, facendo leva su una compagine di brillanti trascorsi e di serissima consistenza, quella appunto di Maurizio Crea e dell’azionista di maggioranza Alex Palermo. Quest’ultimo ha voluto ergere un tragitto di responsabilità e di competenza affidandosi a Maurizio Crea, il direttore che tutti gli azionisti e tutte le maestranze vorrebbero incontrare. Qualcuno capace di spiegare, tranquillizzare, agire. Per conoscere il pensiero più nascosto, l’obiettivo d’azione più creativo e consociativo, il segno più irripetibile e non di tendenza che sta alla base della rapida riapertura della Svila abbiamo quindi interpellato il direttore Maurizio Crea che ci ha rilasciato una sua personale dichiarazione. “Stando a come procedono i lavori di ripristino della struttura, contiamo di riaprire non più tardi del 18 novembre. Anche l’azionista di maggioranza, Alex Palermo, ha espresso la sua volontà di essere presente alla riapertura. Mi piace annotare che in poco tempo sono stati ripristinati 3000 metri quadrati di controsofitti con relativa impiantistica. Un lavoro che ha dell’incredibile, da ascrivere alle capacità operative della ditta Carlini che intendo ringraziare pubblicamente. Alla mia personale soddisfazione si unisce quella dell’azionista di maggioranza e delle maestranze tutte e quando dico maestranze parlo di dipendenti eccezionali che stimo tutti quanti come grandi lavoratori”. Nelle parole del dottor Crea possiamo cogliere il segreto della vitalità di questa piccola industria vissana. Giovandosi di una leggerezza e di una flessibilità sconosciute ai colossi, la piccola industria vissana non solo è riuscita a scamparla, ma forse è il vero posto dove si inventa e si rinnova, si resiste al luogo comune, si creano gli anticorpi alla massificazione. •

Valerio Franconi, collaboratore de L’Appennino Camerte

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