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Virgulti di speranza che spuntano dal tronco di Iesse

L’ottimismo delude, la speranza no

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Francesco ha iniziato un ciclo di catechesi sulla speranza

“L’ottimismo delude, la speranza no”. Con queste parole, pronunciate a braccio come gran parte dell’udienza di oggi, svoltasi in Aula Paolo VI di fronte a circa cinquemila persone, Papa Francesco ha iniziato un nuovo ciclo di catechesi, sul tema della speranza cristiana. “Ne abbiamo tanto bisogno, in questi tempi che appaiono oscuri, in cui a volte ci sentiamo smarriti davanti al male e alla violenza che ci circondano, davanti al dolore di tanti nostri fratelli”, ha proseguito Francesco: “Ci vuole la speranza! Ci sentiamo smarriti e anche un po’ scoraggiati, perché ci troviamo impotenti e ci sembra che questo buio non debba mai finire”. Alla fine, un doppio appello: “Combattere la corruzione” e “promuovere i diritti umani”, in prossimità delle due Giornate dedicate dall’Onu a questi temi.

“Non bisogna lasciare che la speranza ci abbandoni, perché Dio con il suo amore cammina con noi”, l’esordio. “Io spero, perché Dio è accanto a me: questo possiamo dirlo tutti noi. Ognuno di noi può dire: ‘Io spero, ho speranza, perché Dio cammina con me’. Cammina e mi porta per mano. Dio non ci lascia soli”. E allora, in particolare in questo tempo di Avvento, “è importante riflettere sulla speranza”, iniziando con il profeta Isaia, “il grande profeta dell’Avvento, il grande messaggero della speranza”.

“L’esilio era stato un momento drammatico nella storia di Israele, quando il popolo aveva perso tutto: la patria, la libertà, la dignità, e anche la fiducia in Dio”, ricorda il Papa. Ma proprio quando “si sentiva abbandonato e senza speranza, ecco l’appello del profeta che riapre il cuore alla fede”: “Il deserto è un luogo in cui è difficile vivere, ma proprio lì ora si potrà camminare per tornare non solo in patria, ma tornare a Dio, e tornare a sperare e sorridere”.

“Quando noi siamo nel buio, nelle difficoltà – il commento a braccio – non viene il sorriso, ed è proprio la speranza che ci insegna a sorridere per trovare quella strada che conduce a Dio”. E ancora: “Una delle prime cose che accadano alle persone che si staccano da Dio è che sono persone senza sorriso.
Forse sono capaci di fare una grande risata, ne fanno una dietro l’altra, una battuta, una risata… ma manca il sorriso! Il sorriso lo dà soltanto la speranza: è il sorriso della speranza di trovare Dio”.

“La vita è spesso un deserto, è difficile camminar dentro la vita, ma se ci affidiamo a Dio può diventare bella e larga come un’autostrada”, assicura Francesco: “Basta non perdere mai la speranza, basta continuare a credere, sempre, nonostante tutto”.

Come quando ci troviamo davanti ad un bambino: “possiamo avere tanti problemi e tante difficoltà, ma ci viene da dentro il sorriso, perché ci troviamo davanti alla speranza: un bambino è una speranza!
E così dobbiamo saper vedere nella vita il cammino della speranza che ci porta a trovare Dio, Dio che si è fatto Bambino per noi. E ci farà sorridere, ci darà tutto!”.

“Noi non possiamo negare che il mondo di oggi è in crisi di fede”, afferma il Papa tracciando un parallelo tra il “deserto” di Isaia e quello di oggi, in cui si dice: “Io credo in Dio, sono cristiano, io sono di quella religione, ma la tua vita è ben lontana dall’essere cristiano; è ben lontana da Dio!”. Per invertire la rotta, bisogna “tornare a Dio, convertire il cuore a Dio e andare per questa strada per trovarlo. Lui ci aspetta. Questa è la predicazione di Giovanni Battista: preparare. Preparare l’incontro con questo Bambino che ci ridonerà il sorriso”.

“La vera storia, quella che rimarrà nell’eternità, è quella che scrive Dio con i suoi piccoli: Dio con Maria, Dio con Gesù, Dio con Giuseppe, Dio con i piccoli”. Perché “la speranza è la virtù dei piccoli. I grandi, i soddisfatti, non conoscono la speranza, non sanno cosa sia”.
“Lasciamoci insegnare la speranza”, la consegna del Papa per prepararci al Natale: “Attendiamo fiduciosi la venuta del Signore, e qualunque sia il deserto delle nostre vite – ognuno sa in quale deserto cammina – diventerà un giardino fiorito. La speranza non delude!”. •

M.Michela Nicolais

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