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Montegiorgio: il presepe di casa Liberati

Una vellutina particolare

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Il primo dono a Gesù: una tazzina di caffè

Il mio incontro col presepio ha origini lontane. Nell’aula scolastica dell’edificio di Piane di Montegiorgio dove insegnava mia madre e noi risiedevamo, c’era una presepio costruito dagli alunni di allora ed io, appena in grado di esprimermi, ricordo chiaramente che pretesi di offrire una tazzina di caffè, bianca con le decorazioni azzurre, al bambinello Gesù, e fui accontentato.
Sempre un presepio ha accompagnato i miei periodi natalizi e la raccolta del muschio ha costituito per tanto tempo un impegno importante. Doveva essere in grandi pezzi, pulito, lucente e con i fusticini lunghi ed ordinati.
Il muschio bianco, nascosto ai piedi di un a grossa pianta nella “Selva di Vecchiotti” è stato per molti anni il fiore all’occhiello dei miei presepi nei confronti di quelli dei miei amici, tenuti rigorosamente all’oscuro della provenienza del prezioso ornamento, del quale il mio compagno di banco Vincenzo R. mi aveva messo a conoscenza.
Dopo un periodo dedicato alle grandi costruzioni in Parrocchia, negli ultimi tempi, dopo varie collocazioni, il mio presepio ha assunto una forma pressoché definitiva, con la triplice scansione del classico presepe napoletano
Il mio presepio attuale, infatti, è costruito sulla base di uno scoglio originale acquistato appositamente a Napoli, in un tipico negozio nella zona di San Gregorio Armeno.
Dopo i miei figli, ormai grandi ed autonomi, sono i miei nipoti che mi danno una mano per la costruzione e per il collocamento dei personaggi, che di anno in anno si trovano situati in posizioni fantasiose ed anche alquanto improbabili.
Però, anche ora che sono piuttosto “maturo” confesso la mia grande soddisfazione di vedere le lucine accese, i pastori dritti nonostante il muschio e le pecorelle ben salde nei loro difficili pascoli.
E il Bambino Gesù, messo delicatamente in culla dopo la Messa di Mezzanotte, pare che ci sorrida e sicuramente ci benedice. •

About Mario Liberati

MARIO LIBERATI Nato a Montegiorgio (AP) nel 1938 . Maestro. Attualmente è Diacono Permanente della Chiesa di Fermo. E’ stato Consigliere Provinciale della Provincia di Ascoli Piceno dal 1985 al 1995, e per sei anni ha ricoperto l’ incarico di As­sessore Provinciale alla Cultura. Ha fatto parte del Consiglio Nazionale delle Federazioni Regionali degli Ospedali (FIARO). Ha fatto parte del Consiglio Nazionale dell’ Unione Province d’ Italia (UPI) ed ha fatto parte della Commissione Nazionale UPI per la scuola e la cultura. Nel 1985 ha vinto il Premio di Cultura locale “Giovanni Ginobili”. E’ autore di pubblicazioni, tra cui: MONTEGIORGIO insieme con Germano Liberati (1974),MEDICINA POPOLARE. (1985) MONTEGIORGIO NELLA TOPONOMASTICA (1991), VICENDA AMMINISTRATIVA MONTEGIORGESE (1991, 1° vol. e 1992 2°vol.), LE SCELTE ALIMENTARI A MONTEGIORGIO DAL 1770 ALLO STUDIO DEI SETTE PAESI insieme con Flaminio Fidanza. (2009) Ha curato e collaborato tra gli altri alla stesura e pubblicazione dei seguenti libri MONTEGIORGIO nella Storia e nell’Arte (2008), IL TEATRO ALALEONA DI MONTEGIORGIO (2013). Ricopre la carica di Presidente del Comitato di Redazione della collana “I Quaderni Montegiorgesi”.

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