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Pacifico D’Ercoli e Andrea Del Zozzo: quando la passione diventa arte

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Strana coincidenza incontrare Pacifico D’Ercoli e Andrea Del Zozzo proprio nella Giornata mondiale della Fotografia. Mi ricevono cordialmente nella sede della Fototeca di Altidona centro, in via Bertacchini ex Ospedale del paese e successivamente Scuola Materna. Attualmente lo stabile, bello anche dal punto di vista architettonico, ospita alcune Associazioni, tra queste l’Associazione Culturale Altidona Belvedere. Tutto nasce dalla passione per la fotografia, una passione che accomuna molti. È oramai un’attività sempre più diffusa supportata anche da nuovi dispositivi sempre più sofisticati.
Pacifico ed Andrea sono molto occupati, hanno da sistemare la stanza che ospiterà del materiale fotografico in arrivo e molto prezioso ma gentilmente trovano del tempo da dedicarmi. La sala riunioni custodisce armadi a vetro in cui si conservano pezzi unici, alle pareti foto in bianco e nero che sembrano quadri. Ho tante domande da proporre, la prima fra tutte riguarda gli inizi.
L’associazione Culturale Altidona Belvedere apre ufficialmente i battenti nel novembre 2003 anche se informalmente i primi passi li muove alla fine degli anni ’90.
Il come e il perché tutto abbia avuto origine, lo racconta Pacifico quando mi parla dell’incontro con una figura fondamentale della cultura artistica tedesca, Joachim Blueher, prima gallerista e da più di dieci anni direttore dell’Accademia di cultura tedesca “Villa Massimo” di Roma. “Da lui abbiamo appreso i rudimenti della tecnica di allestimento delle mostre fotografiche, le prime realizzate con pochissimi mezzi e molta buona volontà. Grazie al suo interessamento dal 1999 al 2004 è stato possibile dar vita, in collaborazione con il Comune, a un originale progetto che ogni anno ha visto in Altidona la presenza di un importante fotografo tedesco con una sua mostra e la realizzazione di un reportage. Oltre alle cinque personali, i fotografi ospitati hanno reso possibile l’allestimento, nel 2004, di una grande mostra che ha raccolto una selezione delle immagini più significative del territorio e della sua gente”.
Ma i componenti l’Associazione non si fermano e la loro programmazione è attenta a nuove proposte, a nuove idee.
“Dal 2005 si dà l’ avvio ad una lunga serie di Mostre dedicate ai più grandi nomi della fotografia italiana: Uliano Lucas, Letizia Battaglia, Tano D’Amico, Romano Cagnoni, Francesco Cito, Mario Dondero, Ugo Mulas, Monika Bulaj, Fausto Giaccone, Danilo De Marco, Romano Folicaldi. Nel corso degli anni l’Associazione Altidona Belvedere realizza: 16 mostre estive dedicate ai maestri della fotografia italiana e internazionale, 6 mostre su temi sociali inserite nel programma del premio letterario Paolo Volponi, 22 mostre di interesse locale frutto di progetti fotografici, pittura e di altre forme di espressione artistica, 17 corsi di fotografia alcuni dei quali dedicati a studenti delle scuole di ogni ordine e grado, 9 cicli di proiezioni dedicate al cinema, 14 incontri, proiezioni e workshop con importanti fotografi italiani, 6 produzioni di video, documentari e reportages, 13 spettacoli teatrali autoprodotti, 18 serate di proiezioni e incontri tematici, 14 concorsi fotografici in parte destinati ai giovani nell’ambito di progetti di educazione all’immagine.
Nel 2007 l’Associazione è sostenuta finanziariamente dalla legge 75 e avvia un archivio del territorio con l’intento di raccogliere e conservare le fotografie storiche. Su questo embrione nel 2011. La Provincia di Fermo costituisce in collaborazione con il Comune di Altidona e l’Associazione Belvedere, la Fototeca provinciale. Si raccolgono documenti e foto della storia locale e non solo. L’Archivio comprende ben ottocentomila immagini e supporti fotografici ancora da inventariare e catalogare tra cui l’archivio di Mario Dondero. Ci si avvale del volontariato ma anche della preparazione tecnica di professionisti del territorio quali Diego Pizi di San Benedetto del Tronto tecnico della digitalizzazione e del restauro fotografico. La fototeca ha potuto accedere a dei fondi grazie all’interessamento dell’Assessore alla cultura di Fermo prof. Giuseppe Bondonno e alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Fermo. Attualmente i fondi sono momentaneamente in attesa di essere erogati per il passaggio delle competenze dalla provincia alla Regione.
Nel salire alla stanza dove mi trovo sia con Andrea che Pacifico, responsabili dell’Associazione, lungo le scale non posso fare a meno di notare le immagini che si riferiscono alle varie Mostre realizzate e tutte estremamente interessanti. Non posso non citarle anche sommariamente:

1999 Ulrich Weichert: “Il vuoto dell’inizio”

Subito dopo l’abbattimento del muro di Berlino il Governo Tedesco incarica Ulrich Weichert di realizzare un reportage sulla Germania dell’Est. Dopo dieci anni le foto più significative sono state presentate nella mostra organizzata nell’estate del 1999 ad Altidona

2000 Thomas Rabsch: “Ritratti recenti”

Opere originali di un fotografo di grande talento impegnato oltre che nei reportage dai punti caldi del mondo, in un’intensa attività come ritrattista. Originale e creativo, è conosciuto anche come produttore di immagini per cover di cd e come fotografo di scena dei set cinematografici.

2001 Jaro Poncar: “Panorami”

Fotografo internazionale, di origine ceca è molto stimato. Le sue fotografie panoramiche sono state esposte in alcune tra le più importanti gallerie europee e americane e sono state oggetto di numerose pubblicazioni. Ha svolto e svolge attività di documentazione fotografica per organismi mondiali come l’Unesco.

2002 Martin Classen: “Da Palermo a Venezia”

E’ un fotografo specializzato in paesaggi e architetture. Dalla fine degli anni ’80 realizza alcuni reportage in Italia. Molto significative sono le fotografie scattate in Sicilia negli anni 1995 – 1997 dove documenta l’abbandono di monumenti di grande valore artistico e realizza delle mirabili immagini dei luoghi del terremoto del Belice.

2003 Benjamin Katz: “Vita d’artista”

Artista nella Bruxelles e nella Berlino dei tardi anni ’50, diviene gallerista a Berlino negli anni ’60. Nei primi anni ’70 sceglie di fare il fotografo. Quarant’anni di intenso lavoro fotografico hanno contribuito a creare un significativo corpus di riprese. Noto a livello internazionale, in cui tutti, proprio tutti i più noti artisti della nostra epoca sono ritratti in momenti particolarmente significativi della loro vita.

2004 Ulrich Weichert, Jaro Poncar, Martin Classen, Benjamin Katz: “Entrare in Altidona o giriamoci intorno”

In collaborazione con l’Amministrazione Comunale, i quattro fotografi sono stati ospitati in Altidona dove hanno realizzato, negli ultimi cinque anni, una grande quantità di immagini sia degli abitanti che del territorio. La mostra, che ha ottenuto tra l’altro il patrocinio dell’Ambasciata Tedesca di Roma, ha raccolto una selezione delle immagini più significative. L’iniziativa ha avuto un gran numero di visitatori e articoli sulla stampa locale e nazionale.

L’associazione culturale Altidona Belvedere ha avviato nel 2005 un nuovo progetto dedicato ai grandi fotoreporter italiani e internazionali. L’iniziativa si realizza con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale e della Pro Loco. Giunta alla diciassettesima edizione ha ospitato negli anni scorsi grandi nomi del fotoreportage.

2005 Uliano Lucas, “La vita e nient’altro”

una selezione di 60 immagini scattate dal grande reporter italiano che documentano i momenti salienti degli ultimi trent’anni della storia nazionale e internazionale.

2006 Letizia Battaglia, “Siciliana”

Letizia Battaglia, fotografa di livello internazionale è stata la prima donna europea a ricevere nel 1985, il prestigioso Premio Eugene Smith. Tra i tanti riconoscimenti il premio Mother Johnson Achievement for Life,  tributatole nel 1999. Passione, giustizia e libertà sono tre parole che riassumono assai bene l’immagine di Letizia Battaglia, palermitana, fotografa, giornalista, editrice, assessore nella Giunta di Leoluca Orlando. 2007 Tano D’Amico, “Memoriale”

Memoriale, titolo preso in prestito da una famosa opera di Volponi. La mostra ha offerto un interessante spaccato del lavoro artistico di Tano D’Amico, uno tra i più qualificati fotoreporter italiani, fotografo di forte impegno civile, che ha particolarmente documentato le esperienze dei movimenti di contestazione, di solidarietà e per i diritti. Le fotografie esposte sono state suddivise in due sezioni: una dedicata agli anni

Settanta e, in particolare, al ’77 e una seconda dedicata al lavoro e ai giovani tra gli anni ’90 e il 2000.

2008 Francesco Cito, “Oltre lo sguardo” e “Cartoline da Napoli”

L’esposizione, divisa in due sezioni, ha presentato un centinaio di fotografie dedicate a due temi molto cari a Francesco Cito: i reportage di guerra (Afganistan, Guerra del Golfo, Albania, Iraq) e Napoli con i suoi problemi sociali. Famosi sono i suoi reportage su Napoli. Ha collaborato e collabora con i maggiori giornali italiani e internazionali.

2009 Romano Cagnoni, “Ad ampio raggio”

E’ uno dei più importanti fotografi italiani, conosciuto e apprezzato a livello internazionale. L’esposizione di cinquanta immagini suddivise in quattro sezioni che hanno proposto i reportage realizzati in: Cecenia, in Yugoslavia, e in Vietnam del Nord. Un quarto capitolo, intitolato Con brio, conteneva immagini con tematiche sociali più leggere.

2010 Mario Dondero, “Senza confini”

Foto note e inedite riguardanti reportage realizzati in varie parti del mondo, ritratti di artisti, scatti che ripropongono momenti del Sessantotto in varie città d’Europa, volti di gente comune in cinquant’anni di viaggi, impegno civile e sociale, di incontri con donne e uomini straordinari. “L’intellettuale dell’immagine” così è stato recentemente definito Mario Dondero sul National Geographic.

2010 Uliano Lucas, “Le forme del lavoro”

Cinquanta immagini di Uliano Lucas, che da più di trent’anni rappresenta con impegno e sensibilità le realtà italiane del lavoro registrandone le trasformazioni, nell’ambito del Premio Letterario Nazionale “Paolo Volponi”, Letteratura e Impegno Civile.

2011 Ugo Mulas, “Dall’est all’ovest, Russia 1960, America 1964”

Una delle figure più importanti della fotografia internazionale del secondo dopoguerra. Noto come “il fotografo degli artisti” è stato anche un grande fotografo di moda, gioielli, teatro e architettura.

2011 “Clear Light”

La mostra CLEAR LIGHT curata da Giovanna Calvenzi, Melina Mulas (che da anni collabora con il governo tibetano in esilio) e Laura Serani, che comprende cinquantacinque opere di altrettanti fotografi italiani, tra i più noti a livello internazionale e tra i più rappresentativi del panorama artistico in Italia, dal dopoguerra ad oggi.

2012 Monika Bulaj, “Gente di Dio”

Un viaggio nel sacro dell’Est Europa, tra il Baltico, il Mar Nero, Il Caspio e il Mediterraneo, alle frontiere della spiritualità orientale, in bilico fra cristianesimo, islam ed ebraismo.

2012 Luca Gavagna, “Otto ore”

Otto sono le ore che le persone di molti paesi dedicano ogni giorno al lavoro. Otto sono le ore che molte persone vorrebbero poter dedicare al lavoro. Otto sono le ore che le persone di alcuni paesi ritengono essere eccessive da dedicare al lavoro.

2013 Fausto Giaccone, “Tracce di storia”

Con una cinquantina di immagini Tracce di storia propone alcuni dei temi raccontati da Fausto Giaccone nel suo lavoro artistico: Sicilia, Sardegna, il ’68 a Roma, l’Isola di Wight, il Portogallo e la Rivoluzione dei Garofani, alcune immagini tratte dai vari reportage realizzati in giro per il mondo, fino agli ultimi lavori:  sul paese veneto di Cavallino Treporti e “Macondo”, un reportage realizzato sui luoghi di Gabriel Garcia Marques.

2013 – “Decennale, immagini del Volponi”

Il premio, per il fermano, oltre ad essere un fatto letterario è stato anche occasione di incontro, aggregazione, socialità. I fotografi fermani hanno documentato eventi, personaggi, incontri di un percorso culturale collettivo, fatto di impegno, valori, emozioni. La mostra, che la fototeca ha realizzato, è memoria di tanti e di un territorio che, nel nome di Paolo Volponi e della cultura, non si ritrae dalle contraddizioni della realtà e dalla battaglia per realizzarla.

2014 Danilo De Marco, “Terre del finimondo”

Uomini, donne, anziani e bambini colti dall’occhio partecipe di un maestro che prima di fotografare osserva, ascolta, condivide frammenti di vita per catturare, con rispetto ed umiltà, le infinite suggestioni e gli echi di questa variegata umanità di India, Cina, Messico, Zanzibar, Brasile, Congo, Colombia.

2014 Ennio Brilli, Italia profonda, viaggio dentro la crisi del Sulcis

Questi villaggi del Sulcis ricordano quelli inglesi descritti da Cronin e da Orwell, gli inferni di Montsou raccontati da Zola, cuore nobile e antico del proletariato.

2015 Romano Folicaldi, ” A tutti quelli che… se non ci fossero mica stati loro, queste fotografie non le avrei fatte, oh yes! Cinque ricordi di Romano Folicaldi”

In questi anni Altidona Belvedere ha promosso più di una iniziativa nelle Scuole con l’obiettivo di giungere a una migliore integrazione tra la specificità della parola e quella dell’immagine fotografica. La mostra di Romano Folicaldi, articolata in una serie di ricordi in cui, le parole e le immagini strutturano, anche emotivamente, il mondo della memoria condividendola con il visitatore. I luoghi  sono le Valli di Comacchio, Venezia, Macerata e Fermo.

2016  le Marche di Mario Dondero

La mostra è stata prodotta dalla Fototeca Provinciale di Fermo in collaborazione con l’Associazione Terroir Marche. Raccoglie 55 scatti inediti realizzati da Mario Dondero nella nostra regione. E’ un percorso che si arricchisce grazie al lavoro di riordino e inventario sul quale la Fototeca sta lavorando da un paio di anni.

Dal 2011 al 2015 l’Associazione ha realizzato, in collaborazione con l’associazione “In-divenire” di San Benedetto del Tronto, cinque edizioni del concorso di Narrativa Breve destinato agli Istituti d’Istruzione di secondo grado delle province di Ascoli Piceno e Fermo. “Riflessi di scrittura” ha avuto un clamoroso successo: nell’ultima edizione ha raccolto quasi 300 iscrizioni e il 23 febbraio 2015, giorno della prova del concorso, ha visto nelle varie sedi, la partecipazione effettiva di più di 200 studenti. La premiazione è avvenuta all’Auditorium di S. Benedetto del Tronto con più di 200 presenti oltre ad autorità della politica, della scuola e della cultura. Da due anni l’Associazione Altidona Belvedere e la Fototeca Provinciale di Fermo sono tra i fondatori della Rete Fotografica Marche che raccoglie le più importanti e attive associazioni regionali del settore fotografico. Con l’associazione Blow up di Grottammare ha organizzato nel 2015 la prima edizione di “Il corto vive”, rassegna di cortometraggi di autori marchigiani. Con l’Ecomuseo della Valle dell’Aso nel progetto di valorizzazione storica e culturale del territorio di competenza. Con l’associazione Tandem ha realizzato la terza edizione del concorso fotografico “Riflessi di fotografia” destinato agli studenti degli istituti d’istruzione superiore delle province di Ascoli Piceno e Fermo e Macerata.

Di cose da dire ancora ce ne sarebbero davvero tantissime e richiederebbero maggiore spazio.  Ringrazio Pacifico e Andrea per il tempo dedicatomi e invito chiunque ami il bello e l’arte a visitare le Mostre che si terranno in futuro non solo ad Altidona ma in giro per l’Italia.

 

About Stefania Pasquali

Stefania Pasquali nativa di Montefiore dell'Aso, trascorre quasi trent'anni nel Trentino Alto Adige. Ritorna però alla sua terra d'origine fonte e ispirazione di poesia e testi letterari. Inizia a scrivere da giovanissima e molte le pubblicazioni che hanno ottenuto consenso di pubblico e di critica. Docente in pensione, dedica il proprio tempo alla vocazione che da sempre coltiva: la scrittura di testi teatrali, ricerche storiche, poesie.

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