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È l’abbraccio di chi mi vuol bene, è la camomilla che mi prepara prima di andare a dormire

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L’altro giorno ho chiesto a mia cugina di cinque anni di disegnarmi. Si è armata di matita e colori e l’ha fatto. Ma nel momento di fare la bocca, l’ha fatta all’ingiù. Le ho chiesto come mai mi avesse rappresentata triste e mi ha risposto: “Tu non sei mai felice”.
La percezione della felicità è insita in noi sin dalla nascita. Persino il mio cane, se sono giù di morale, sembra compartecipare alla mia tristezza. La felicità e la sua ricerca sono dappertutto attorno a noi. Sono al cinema, in televisione, nei libri e anche nella musica leggera. Esistono persino manuali che ci vogliono insegnare in poche mosse come essere felici Allora mi chiedo che cos’è la felicità? Esiste? E se esiste, come la può trovare una persona depressa?
Sarebbe facile ridurre tutto ad una questione di serotonina e endorfina. Se così fosse, se fosse solo una questione chimica, basterebbe solo una pillola per essere felici. Ma sappiamo bene che così non è. In commercio ci sono centinaia di tipi di antidepressivi e tuttavia la maggior parte della popolazione non si dichiara felice.
Forse perché, per alcuni, la felicità rappresenta il vedere soddisfatti tutti i propri bisogni. Nel qual caso io parlerei di sazietà. Una sazietà che non è mai appagata del tutto.
Non è colpa nostra se non riusciamo a essere felici. Siamo purtroppo immersi nella società del consumo. Ci sarà sempre un’auto migliore, un telefonino migliore o una promozione migliore. È così che perdiamo di vista la felicità sostituendola con la ricerca dell’irraggiungibile.
Per me la felicità è l’abbraccio della persona che amo, o il semplice poter tenerla per mano quando camminiamo. È la tachipirina che mi prepara quando sto male, o la camomilla che mi prepara prima di andare a dormire.
Diciamo “se avessi più soldi sarei più felice”, “se avessi più salute sarei più felice” e ci dimentichiamo che la felicità è proprio accanto a noi, magari dorme al nostro fianco.
Nei piccoli e nei grandi gesti, nelle parole di conforto, negli sguardi sorridenti di chi incontriamo. Siamo circondati dalla felicità solo che non riusciamo ad afferrarla. A rendercene conto. •

Giulia Girotti

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