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Fermo, Seminario: non solo chierichetti, ma anche chierichette

La Grazia del “Servo”

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Fermo, seminario: giornata dei chierichetti

La grazia si è resa tangibile. L’abbiamo sentita presente nei chierichetti giunti nel Seminario di Fermo, sabato 13 maggio, festa della Madonna di Fatima.
L’incontro, preparato e segnalato da mesi, si annunciava deserto. Raggiunti al telefono, alcuni parroci hanno risposto che non sapevano niente, altri che non hanno avuto tempo di organizzarsi in quanto la parrocchia ha altre priorità; altri che si sono dimenticati; altri ancora che conoscevano l’evento ma hanno preferito non dire nulla ai chierichetti. Insomma molti hanno dato forfait.
Ma una trentina di bambini e bambine sono arrivati. Il numero più consistente da Porto S. Giorgio e S. Maria a Mare. Qualcuno da Fermo, da Montegranaro, da Amandola e da Montefalcone. Sono venuti anche alcuni parroci: don Lambert da Montegranaro, don Pietro di Porto S. Giorgio, don Giordano da Montefalcone e don Paolo da Amandola. È importante segnalare questa presenza. I parroci hanno testimoniato ai chierichetti che l’incontro del Seminario era così importante. Non li hanno inviati. Ha detto loro: “Andiamo”.
Chi è il chierichetto? È uno che vuol servire Gesù. Così, Andrea, seminarista del propedeutico, ha introdotto il pomeriggio da trascorrere insieme. Ha detto: “Vedete, tra noi seminaristi e voi chierichetti c’è qualcosa che ci accumuna: è la voglia di servire Gesù; di guardarlo; di volergli bene; di essere suoi amici”.
Poi è iniziata la Caccia al tesoro. Divisi in tre gruppi, dove in ognuno c’era un seminarista, i ragazzi hanno scorrazzato in lungo e in largo dentro e fuori del seminario per trovare le indicazioni che portavano al tesoro.
Ha vinto il gruppo dei rossi che per primi hanno trovato una chiave: quella del tesoro. Tale chiave era la chiave del tabernacolo, il tesoro più importante di chi vuol seguire Gesù.
In cappella, il rettore ha ricordato come in una parrocchia, il tabernacolo dovrebbe essere assicurato con un impianto d’allarme. È il tesoro più prezioso di una parrocchia.
Il tesoro che ha conquistato la squadra dei rossi non è stato un valore esclusivo, solo per loro. Ma un valore inclusivo, lo hanno condiviso con gli altri chierichetti, catechiste, seminaristi. L’eucaristia è un dono da condividere, come la luce, come il lievito, come il sale.
Infatti tutti abbiamo trascorso un po’ di tempo davanti a “quel tesoro” dentro un osensorio esposto nella cappellina del seminario.
Tutti hanno pregato davanti a Gesù Eucaristia. È stato un momento da brivido. Tutti quei chierichetti e chierichette, stretti stretti in un silenzio irreale dove la presenza dell’amico Gesù si è fatta sentire. È stato un momento di Grazia. La Grazia del Servo Gesù che si è donata ai piccoli servitori.
La benedizione finale è stato il gesto con il quale ogni bambino e bambina si è sentito protagonista. Con la Benedizione Gesù ha detto loro: “Grazie perché sei qui. Io dico bene di te. Tu sei bene detto”.
È seguita quindi la merenda a base di nutella, ciambellone, crostata, patatine, popcorn, aranciata, coca e succhi di frutta. Le catechiste hanno sfamato questo esercito affamato. Quindi ancora qualche gioco e poi il saluto finale. Arrivederci a settembre! •

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