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Mauro Postacchini Artista della materia trasformata

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È da tempo che l’artista Mauro Postacchini proprio per la sua pagina facebook: “Maurin artista”, mi incuriosisce e mi interessa specialmente per l’originalità delle sue opere. Ho potuto incontrarlo, impegni di entrambi permettendo, per conoscerlo più da vicino.
Nasce a Fermo nel ’64 dove attualmente risiede. Trascorre l’infanzia vicino ai nonni dai quali impara l’arte del fare con la mente e con le mani. Inizia a riprodurre piccoli utensili, smonta tutto ciò che gli capita e che gli è permesso, è curioso, vuol capire come funziona. È attento ai suoni, agli odori, alle forme del mondo rurale specialmente quando gli capita di seguire nei campi il nonno Luigi, nativo di Monterubbiano, che fra le altre cose, è un valido rabdomante.
Ed è proprio dall’esperienza della vita naturale e semplice del mondo contadino, che Mauro Postacchini impara ad amare e ad assemblare materiali poveri che finiscono per diventare portatori di messaggi importanti seguendo sempre una propria traccia che nell’artista si fa soprattutto colloquio interiore.
Crescendo, l’amore per l’Arte lo vede frequentare l’Istituto Preziotti di Fermo che abbandona dopo due anni ed entra nel mondo del lavoro come cementista. Segue un lungo periodo di silenzio artistico. Dura per quasi nove anni. A 27 anni si iscrive al Liceo Artistico “Licini” di Porto San Giorgio. Lo frequenta e conclude con rinnovato entusiasmo fino al termine dell’anno integrativo. Nel ’93 pratica un Corso di Mosaico a Ravenna. Nel ’95 vince il primo premio a un Concorso di pittura e murales a Pedaso. Nel ’97 si specializza in grafica e realizza copertine. Si appassiona alla fotografia e collabora con sue opere alla pubblicazione di libri di Poesia.
Nel 2015 ritorna a Pedaso con una collettiva di artisti e si iscrive ad un corso di Disegno perfezionandosi nella ricerca delle linee e dei chiaro scuri. Ma l’attrattiva maggiore di questo poliedrico artista è per i materiali. Li colleziona, li studia, li trasforma in opere d’arte interessantissime. Nel 2016 partecipa alla Biennale d’Arte e Poesia a Carassai ed è un vero successo. Si aggiudica il primo premio per la sezione Arte con l’opera “Scudo”. La motivazione che ne riceve da Sandria di Monte è la seguente: “L’opera dimostra il concetto filosofico dell’arte. Nella realizzazione della grande lastra metallica vissuta (onduline) denominata scudo, riecheggia simbolicamente il passato dove la Rocca Montevarmine era difesa contro gli attacchi nemici. Quindi scudo come difesa, come rocca, come salvezza. La corda intorno è intesa come diritto di appartenenza del territorio Marche.”
Le opere di Mauro Postacchini trasmettono emozioni. Il colore dà l’idea del movimento, la materia porta sensazioni di luci e ombre che cambiano come i colori dei mattoni di terracotta delle vecchie case dei nostri borghi marchigiani. Pittura e scultura sono un tutt’uno, accolti in tele di iuta, nelle forme del cuoio, nelle tridimensionalità delle lamiere spesso con ruggine e nell’esposizione di colori primari che ama particolarmente e che utilizza quando dipinge.
L’Arte che lo rispecchia è apparentemente casuale, esplode nel legno, nel ferro, nelle pietre seguendo regole proprie.
Deframmenta i materiali cercati e lasciati spesso per lungo tempo a “decantare”, dando loro senso e significato in una continua ricerca e studio.
Il sogno di Mauro è avere un proprio Atelier dove accogliere artisti con cui confrontarsi. L’opportunità attualmente gli è data da due sue opere: “Scudo” e “Clone” esposte in una Mostra Collettiva a San Galgano dal primo al 30 aprile.
Mi piace riportare una sua definizione di “assemblaggio” apparsa di recente per la presentazione di una sua opera e che ritengo particolarmente originale:
“L’assemblare è un’espressione innata. Se ci si fa caso, i bambini giocando assemblano oggetti, scovandoli ovunque: scarpe, cucchiai, rocchetti, ecc. Facendo installazioni e strutture di ogni genere, al fine di interpretare e appagare le sensazioni del momento. Da adulti si continua ad assemblare arredando la propria casa, acquistando oggetti.
Si comunica inconsciamente agli altri il proprio modo di essere e il proprio gusto e così facendo ci si esprime come artisti di sé stessi. Come diceva Mondrian:
“L’equilibrio è la legge più importante dell’arte. L’arte sparirà a mano a mano che la vita avrà un equilibrio. Allora non avremo più bisogno di pitture e di sculture perché vivremo circondati dall’arte.”…
Quindi ognuno di noi è artista, capace di esprimersi come meglio crede, nella pittura, nella scultura, nel collage, nella fotografia. Basta sapersi riconoscere. L’arte dell’assemblaggio è per tutti.
È sufficiente prendere gli oggetti e trasformarli così come si faceva da bambini, seguendo le proprie sensazioni. Io, per esprimermi con la mia arte, faccio proprio questo: ritorno bambino”.

Per concludere il nostro incontro chiedo a Mauro Postacchini quali siano gli artisti che maggiormente apprezza.
Mi parla della corrente del Dadaismo un movimento artistico e letterario che nasce a Zurigo nei primi anni del ‘900. Ben presto si espande in Francia e Germania. I suoi principi si basano sul non riconoscimento dei valori istintivi, elementari, infantili, gratuiti e arbitrari dell’individuo.
Tra i vari suoi esponenti Mauro mi cita il francese Marcel Duchamp (1887- 1968). Per il quale l’opera d’arte è puro atto estetico ed ancora l’olandese Piet Mondrian (1872-1944) definito come l`artista delle linee e della semplicità.
Ringrazio Mauro per il nostro bellissimo incontro e concludo con un pensiero di Johann Wolfgang Goethe e che trovo di grande attualità per i tempi che stiamo vivendo:

“Per sfuggire al mondo non c’è niente di più sicuro dell’arte e niente è meglio dell’arte per tenersi in contatto con il mondo.” •

About Stefania Pasquali

Stefania Pasquali nativa di Montefiore dell'Aso, trascorre quasi trent'anni nel Trentino Alto Adige. Ritorna però alla sua terra d'origine fonte e ispirazione di poesia e testi letterari. Inizia a scrivere da giovanissima e molte le pubblicazioni che hanno ottenuto consenso di pubblico e di critica. Docente in pensione, dedica il proprio tempo alla vocazione che da sempre coltiva: la scrittura di testi teatrali, ricerche storiche, poesie.

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