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Turismo di relazione

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Monte Vidon Corrado, Falerone, Belmonte Piceno, Servigliano

Fa effetto sentire 35 senesi affacciati al balcone di Monte Vidon Corrado esprimersi stupiti: «Mamma mia, che bello!».
È Lunedì di Pasquetta. Il tempo va migliorando nel corso della mattinata. Il gruppo è arrivato a Porto San Giorgio per le feste pasquali. Il titolare dell’albergo ha proposto anche un tour nell’entroterra. Esemplare!
Quel «Mamma mia, che bello!» è all’indirizzo della montagna, che si scopre e si copre con un passaggio rapido di nuvole, è la vista di tanti paesini aggrumati sui colli, è il verde intenso, dopo la pioggia, fatto di grano, ulivi, querce e ciliegi. Ma è anche la presenza di un sindaco. Giuseppe Forti ha accolto i turisti salutandoli uno ad uno.
«Il paesino è grazioso e super-pulito», dicono i turisti, colpiti da quella mano stesa ad ognuno dal primo cittadino. «Non capita da noi…».
Anche al bar c’è gentilezza. Ottimo biglietto da visita.
La successiva visita alla casa di Osvaldo Licini fa il resto. Le foto alle pareti; la storia d’amore con la pittrice svedese Nanny Hellström, conosciuta a Parigi, e condotta nell’isolamento su quel «cocuzzolo, da dove ogni sera vediamo calare il sole», come scriveva il pittore; la vicenda del figlio riconosciuto nel 1943; le immagini del pittore; gli affreschi al soffitto; la sua camera; il suo studio; la scala che porta al terrazzino; la cantina dove Licini s’incontrava con gli amici.
La signora Vania introduce i visitatori alla vita dell’artista, legge quella commovente frase d’amore riprodotta sul muro, li porta al Centro studi, mostra gli schizzi. Spiega le Amallasunte e gli Angeli Ribelli. I Senesi ascoltano, rapiti da quel genio agnostico ma attratto dall’infinito e dai suoi segreti.
A San Paolino di Falerone, il giorno dopo Pasqua si fa festa. C’è gente arrivata nonostante la pioggia. La comitiva dei toscani si ferma presso un’azienda produttrice d’olio. Sono pronte bruschette, erbe amare e olio. Soprattutto la simpatia dei titolari.
Due giorni prima: sabato santo, la visita è stata altrove, ma sempre in Terra di Marca. Il sindaco Ivano Bascioni ha atteso il gruppo nella piazzetta di Belmonte Piceno. Obiettivo: il nuovissimo museo. Anche in questo caso il benvenuto è stato una stretta di mano cordiale.
Il giovane Tommaso ha indicato i torques, gli amuleti, i gioielli, l’ambra, l’elmo dei guerrieri piceni. Un patrimonio che stupisce anche chi è immerso nella bellezza di Siena, Arezzo, Cortona. Ma ogni luogo ha il suo genius loci.
Tra poco arriveranno a Belmonte i tedeschi. Una università potrebbe riprendere gli scavi dell’ampia necropoli.
I turisti toscani si affacciano alla terrazza del museo. Hanno davanti il fiume Tenna e la villa dei Marchesi Passari. Peccato quel «lago di silicio» a due passi dal viale.
Servigliano è città ideale e ospitale. Marco Rotoni, primo cittadino, accoglie il bus con un sorriso. Michela conduce la comitiva a visitare l’ex convento dei Frati Minori Osservanti, la piazza fatta di piazzette, la Casa della memoria e il Parco della Pace.
Si rientra. In pulman passano le storie di Rinaldo da Monteverde e di Giuseppe De La Hoz.
Lo chiamano turismo di relazione. Esige schiettezza. Da noi si trova tra la gente. Meno negli uffici e nei manuali. •

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