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Tutti siamo unici

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Il 20 aprile 2017 alle ore 21.15, presso l’Auditorium San Francesco di Morrovalle si è svolto uno spettacolo incontro con l’artista Simona Atzori dal titolo Cosa ti manca per essere felice?.
L’evento è stato organizzato durante la Festa dei Perdoni dalla Caritas interparrocchiale di Morrovalle e dall’associazione La Mano Tesa onlus.
Simona Atzori è una pittrice e danzatrice affermata nata senza braccia nel 1974. All’età di quattro anni ha iniziato a dipingere e a sei ha frequentare corsi di danza riuscendo nel tempo ad affermarsi professionalmente. Nel 2001 si laurea in “Visual Arts” in Canada e inizia a partecipare a mostre collettive e personali in tutto il mondo. Nel Grande Giubileo del 2000 è stata ambasciatrice per la danza, nel 2006 è stata protagonista della cerimonia di apertura delle Paraolimpiadi di Torino, ha ballato con Roberto Bolle e con altri importanti danzatori internazionali, nel 2014 danza in Sala Nervi in Vaticano per Papa Francesco e gli dona un dipinto che lo raffigura. Attualmente conduce incontri motivazionali presso scuole, aziende e organizzazioni, inoltre, è impegnata nelle rappresentazioni dei suoi spettacoli di danza, scrive libri e partecipa a mostre d’arte.
Lei porta in giro per l’Italia e il mondo la sua esperienza e la sua arte da molti anni dimostrando che è riuscita a realizzare i suoi sogni a dispetto di tutto. Il suo messaggio: tutti siamo unici per ciò che siamo e proprio grazie a questo.
Lo spettacolo è iniziato con lei che ha dipinto su di una tela bianca una donna/albero avente per braccia i rami, poi è proseguito con una coreografia di danza corredata dalla partecipazione di altre due danzatrici e al termine, dopo la proiezione di un video che ha riassunto la vita piena di Simona, lei si è raccontata e ha risposto alle domande che le sono state poste dal pubblico.
La naturalezza con cui ha danzato e dipinto ha fatto dimenticare a tutti gli spettatori il suo essere nata senza braccia. I suoi piedi sono le sue mani (e gesticola proprio come lo si fa con le mani!). Ha trasmesso la fortuna di essere nata in una famiglia che non si è fermata a pensare che la loro bimba è nata senza braccia, ma hanno guardato nella culla quei piedini che facevano movimenti anche da mani, quindi sono andati oltre e hanno creduto insieme di potercela fare nonostante tutte le difficoltà. La parola che più di tutte ha aleggiato nel teatro, oltre ad amore tanto cara a Simona, è stata gratitudine. Gratitudine per essere come si è, invece di pensare a quello che non si ha. Simona ha ripetuto che spesso noi uomini piuttosto di considerare ciò che abbiamo, pensiamo a ciò che ci manca o a ciò che abbiamo di dissimile dagli altri. Dovremmo, al contrario, partire da quello che abbiamo e riuscire a vedere cosa potremmo fare, ossia amarci proprio perché siamo così. Ognuno di noi è speciale e unico.
Cosa ci manca per essere felici? Simona Atzori è stata un ottimo esempio di vita e la sua travolgente forza mi fa affermare che ciascuno possiede le qualità per conseguire i propri sogni, l’importante è vedere (che differisce da guardare!) oltre le diversità che possono divenire la nostra forza. •

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