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Arrivederci Ilenia. In memoria di una collega

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Non omnis moriar. – Orazio

È riuscita a rubarti tutto meno che il sorriso. Quando, in punta di piedi, gentile e irriverente come sempre, la Dame sans merci è venuta a bussare alla tua porta l’hai disarmata con un sorriso quale tu sola sapevi sfoderare dopo che il morbo inesorabile ti aveva ghermito con i suoi artigli. Rammento – ti conoscevo poco, e ti ricordavo come collega dal fascino discreto -, quando già il morbo che scavava lentamente ma instancabile aveva trasformato il tuo aspetto, riuscimmmo in udienza a condurre in porto una conciliazione, al termine della quale ti chiesi sommessamente: “come va?” e tu: “bene!”, con un sorriso così radioso che illuminava, sbaragliandole, le miserie della terra. Il primo tempo della partita con l’ irriducibile hospes l’avevi vinta tu: si percepiva in maniera “solare” che la consuetudine con il male ti aveva fatto gustare il senso pieno della vita: che è nell’attimo, nel qui e ora, senza tanti progetti, dentro un orizzonte gremito di sogni. Avevi capito che la vita si deve vivere nel momento in cui si dà: come dicevano i grandi pensatori, il passato è passato, il futuro ha da venire: allora perché preoccuparsi?… anche se forse dentro di te un pensiero fisso ti schiacciava… ma quel sorriso è riuscito a vincere ogni ingratitudine del destino. Non ti ho più vista da quella volta e non so il tuo calvario di quanti croci sia stato costellato; so soltanto che la forza che emanava dal piglio con cui riuscivi ad affrontare indomita e a viso aperto la vita -mentre prima del fatto, pur così graziosa, ti vedevo timida, fluttuante nell’odore stantio delle aule del Palazzo- ti ha fatto issare il vessillo che fa di noi un “unicum”, che nemmeno la morte può cancellare. E così, strappando alla Falce un sorriso “scanzonato”, quasi di controsfida, non hai permesso che la cupezza della disfatta si impadronisse di un corpo e di un’anima. Nell’ accomiatarmi, a suggello di queste brevi commosse righe, adesso che di te resta l’immagine di una donna coraggiosa e “saggia”, voglio dirti: “brava Ilenia!”, hai vinto anche il secondo tempo di questa strampalata imprevedibile impietosa partita.

La città di Fermo si stringe attorno alla famiglia dell’avvocatessa Ilenia Regolo, 44enne scomparsa in seguito ad una grave malattia. •

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