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È tempo di levare le tende

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L’emergenza non è ancora passata. Le persone vivono tanti disagi

Sulla costa si sta creando un nuovo “esodo” con trasferimenti ancora incerti, grande frammentazione delle comunità, nuovi poli/zone di accoglienza, sfiducia nelle istituzioni, presenza di volontari della Protezione civile , della Caritas e di alcune associazioni locali che hanno mantenuto una presenza stabile (molto ridotta rispetto ai mesi scorsi)
Sempre con riferimento all’accoglienza nella zona costiera si registra l’emergere dei bisogni e delle situazioni di disagio in particolare da parte di quelle persone che già era più vulnerabili (persone disoccupate, donne sole, anziani soli, etc )
Si registra anche una disattenzione anche da parte delle comunità locali (salvo poche eccezioni) rispetto al tema delle persone “colpite dal terremoto” e salvo iniziative di raccolta fondi o donazioni di beni
A Civitanova gli alberghi ospiteranno un piccolo nucleo di persone e famiglie per tutta l’estate (la maggior parte è andata in autonoma sistemazione), a Porto Potenza la nota situazione del Natural Village vede rimanere solo un piccolo nucleo di anziani, una forte presenza si registra a Porto Sant’Elpidio dove con la chiusura delle scuole dal 9 giugno la maggior parte delle famiglie dovrà lasciare i camping. Rimarranno ospiti presso il HOLIDAY e presso LE MIMOSE.
Molte persone sono state accolte e trasferite negli hotel di Lido di Fermo dove gli albergatori hanno dato la disponibilità fino a Dicembre
La Caritas ha continuato la presenza di ascolto, l’attività di compagnia per gli anziani ed è stata presente per offrire informazioni e chiarimenti ed anche momenti di svago: nelle prime settimane di giugno sono stati presenti anche i volontari dalla Caritas di Senigallia.
In queste ultime settimane è stato attivato anche il supporto scolastico (presso l’HOLIDAY ) per alcuni studenti in difficoltà.
Sono numerose le richieste di aiuto per i trasporti (visite mediche, commissioni, etc ) per la ricerca del lavoro ed anche le richieste di piccoli sussidi.
La maggior parte delle persone sfollate dalla Diocesi di Camerino ha scelto di trasferirsi in autonoma sistemazione nelle zone di Macerata, Corridonia, Morrovalle e Montecosaro e in molti hanno dichiarato che non torneranno nelle zone colpite dal terremoto (anche per problemi di paura dei figli e disturbi legati al trama non ancora superato).
A luglio 2017 la Caritas di Fermo inizierà le attività dei gemellaggi e le attività estive nella zona montana (Amandola/Monteforino) ed anche nella costiera, in particolare a Civitanova, Porto Sant’Elpidio e Lido di Fermo.
Da segnalare:
– difficoltà del tessuto economico tradizionale (vedi articolo su difficoltà dei distretti ed artigianato)
– disorientamento e “paralisi” in molti piccoli Comuni della zona montana e pedemontana colpiti dal terremoto. •

Stefano Castagna

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