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Romano Guardini: considerazioni su un pensatore ancora attuale

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L’autonomia della persona umana esiste insieme con la propria interdipendenza. L’uomo e il mondo hanno completa autonomia senza che ciò contraddica al fatto della loro creazione. Romano Guardini (1885- 1968) veronese di nascita, vissuto in Germania, ha promosso una scienza che definisce come visione complessiva del mondo nella totalità dell’essere e dei valori.
Mentre le diverse scienze analizzano ciascuna un aspetto particolare della realtà, mentre la metafisica dei filosofi intende la totalità del reale come un elemento gnoseologico astratto, il Guardini indaga l’essenza del mondo nelle sue manifestazioni tangibili con una interpretazione complessa del cosmo e con una conoscenza un’onnicomprensiva.
La realtà, secondo questo studioso, è conoscibile nella sua totalità e insieme nella sua concretezza unendo i due poli dell’aspetto singolo dell’aspetto totale, poli che non sono in contraddizione. La dialettica idealistica riduceva tutto al soggetto conoscente. Il vivente concreto viene denaturalizzato quando si pensa che il polo del ‘totale’ neghi il polo del ‘particolare’. Essere realtà dipendente non esclude il suo essere realtà autonoma. La realtà è conoscibile non in una alternativa contraddittoria con cui ciascun polo si esclusivizza, ma nella convivenza di aspetti diversi, come la vita stessa è dinamica ed è nello stesso tempo statica.
L’opposizione dei poli non comporta la loro contraddizione. Così la persona singola e la comunità convivono e ogni singolo particolare è inserito in un contesto per cui la vita esperienziale è unita alla speculazione gnoseologica senza cadere nei settorialismi, restando nella dinamica della universalità. Un esempio del convivere degli opposti è il silenzio insieme con la parola.
Il Guardini indaga i campi del sapere rivolgendo la sua attenzione ai numerosi studiosi, protagonisti della cultura contemporanea in cui alcuni usano il razionalismo astratto, altri l’intuizionismo discontinuo, fino ad escludere il Creatore. In Cristo si nota l’autentica visione che unisce la reale umanità all’intera totalità divina. Il filosofo non cede al conformismo, non gioca ad opporsi ai contemporanei per anticonformismo, ma usa l’autenticità della disamina che comporta fortezza e temerarietà spirituale.
Da docente universitario, il Guardini fa notare che il Creatore non è un ostacolo a che metodicamente la natura, il soggetto e la cultura vengano riscontrati nella libertà della loro autonomia, come realtà create. Convivono la creaturalità esistenziale e la totalità dell’essere, come gli afflitti sono beati evangelicamente. Senza snaturalizzare nulla di ciò che è concreto e tangibile, tutto è unificato nel conoscere la totalità dell’essere. •

Carlo Fattoretta

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