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Si nasce ancora

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I bimbi sono profezia e segno che Dio non si stanca degli uomini

Sabato 29 giugno 2013 era una giornata ventosa a Civitanova Marche. In casa, io e mia moglie, eravamo in ansia. Mia figlia era all’ospedale civile della cittadina adriatica, al reparto maternità.
Mio genero Francesco ci telefona commosso. Alle 7,31 era nato Emanuele. Gioia incontenibile, condivisa con i consuoceri che già avevano un nipote. Per noi era il nostro primo nipotino. Sempre di sabato ma il 18 luglio 2015, all’ospedale Salesi di Ancona, alle 7,40 nasceva Agnese, la seconda nipotina. Avevo accompagnato anch’io mia figlia e mio genero nella cittadina dorica. Emanuele era a casa assieme a mia moglie. Ricordo che passai tutta la notte in ansia, fino al mattino. Salivo e scendevo le scale dell’ospedale. Stava albeggiando. Uscendo, incontro un gruppo di giovani un po’ assonnati e forse anche un tantino alticci. Mi invitano ad assistere al sorgere del sole sul mare, al passetto di Ancona. Era davvero uno spettacolo unico al mondo. Rimarrà per lungo tempo nella mia memoria.
Emanuele, proprio perché è stato il primo nipote, è stato circondato subito da tutte le nostre attenzioni. È un bambino tranquillo. Il 29 giugno di quest’anno compirà quattro anni. A pochi mesi dalla nascita, in vena di scriver poesie, la nonna gli dedicava alcuni versi: “Il bambino piccolino/ fa la nanna con la nonna. / Tutto il giorno lo trastulla/ tra le braccia lei lo culla. /Chiude gli occhi il tesorino/ poi accenna un sorrisino. / Sogna forse di giocare/ con gli angioletti?”. Nei primi due anni è vissuto in una casa che aveva attorno un bel prato. Quando usciva col passeggino, osservava meravigliato le fronde degli alberi. Me le indicava con la manina. La nonna gli raccoglieva i fiori di campo: “Un piccolo fiore/ è spuntato stamattina. /Te l’ho portato. /I tuoi occhietti azzurri/ brillavano di meraviglia. /Hai proteso la manina/ ancora incerta. /L’hai accarezzato. /Miracolo della natura”.

Su Agnese, Letizia e Massimiliano, madrina e padrino di Battesimo, hanno scritto: “Piccola Maria Agnese, hai la fortuna di essere nata in una vera famiglia. I tuoi genitori, tuo fratello e tutti noi nel contorno, saremo sempre li per te. Ricordati sempre che la famiglia gioisce con te, piange con te, lotta con te, vive con te. Puoi andare dove vuoi, puoi partire e percorrere migliaia di chilometri, potrai trasferirti dall’altra parte del mondo, potrai fare ciò che vuoi della tua vita ma devi restare sempre con la tua famiglia e portarla nel cuore. Questo è il grande insegnamento che la tua bisnonna Vittoria ha dato a noi e noi facciamo a te. Chiedi a tua madre di parlarti di lei, della straordinaria donna che era, è anche per questo che hai una mamma così speciale!”.
In un’Italia con sempre più anziani e vecchi è bello vedere che i bambini nascono ancora. Sono il profumo della vita. Rappresentano la speranza e i sogni del domani, quando diventeranno grandi. Sta a noi ora accompagnarli fino a quando Dio vorrà. Ci stanno riempiendo le giornate che non sono mai vuote. Si arriva stanchi alla sera ma contenti. Ancora pochi versi di un grande poeta per cantare e danzare la vita: “…Torniamo a sperare/ come primavera torna/ ogni anno a fiorire. // E i bimbi nascano ancora,/ profezia e segno/ che Dio non s’è pentito…” (David Maria Turoldo). •

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