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Dieci pregiudizi o luoghi comuni sui migranti

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LEGGENDA n°1
Ci portano le malattie
Nel corso di oltre dieci anni di attività mediche in Italia, MSF non ha memoria di un solo caso in cui la presenza di immigrati sul territorio sia stata causa di un’emergenza di salute pubblica.

LEGGENDA n°2
Li trattiamo meglio degli italiani
Più del 70% dei richiedenti asilo è attualmente ospitato in strutture temporanee e straordinarie. 10 mila vivono in siti di fortuna al di fuori del sistema. Riguardo ai 35 euro al giorno, vanno agli enti che gestiscono i centri, mentre 2,5 euro vengono corrisposte al richiedente asilo. Questi fondi vengono stanziati in parte rilevante dall’Ue.

LEGGENDA n°3
Aiutiamoli a casa loro
Gli aiuti internazionali da soli non bastano a consentire il rientro a casa in sicurezza di chi fugge da conflitti, persecuzioni e violenza. In alcuni contesti, poi, l’instabilità è tale che non esistono le garanzie minime di sicurezza necessarie per mantenere programmi di assistenza.

LEGGENDA n°4
Ci rubano il lavoro
Le analisi esistenti mettono piuttosto in evidenza la scarsa “concorrenzialità” tra lavoro straniero e lavoro autoctono a parità di competenze. Secondo il Ministero del Lavoro solo l’1,3% dei lavoratori italiani con laurea svolge un lavoro manuale non qualificato, mentre questa percentuale si alza all’8,4% nei lavoratori extra-comunitari. Inoltre, secondo l’Inps, ogni anno gli “immigrati” versano 8 miliardi di contributi e ne ricevono 3 in pensioni e altre prestazioni, con un saldo di circa 5 miliardi.

LEGGENDA n°5
Vengono tutti in Italia
La maggior parte dei migranti non si “imbarca” per l’Europa. Degli oltre 65 milioni di persone nel mondo costrette alla fuga nel 2015, ben l’86% resta nelle regioni più povere del pianeta. Il 39% si trova in Medio Oriente e Nord Africa, il 29% in Africa, il 14% in Asia e Pacifico, il 12% nelle Americhe, solo il 6% in Europa. In Italia si trovano 118.000 rifugiati (ovvero 1,9 ogni 1000 cittadini italiani) e 60.000 richiedenti asilo. Va detto che l’Italia è agli ultimi posti in Europa per incidenza dei rifugiati sulla popolazione totale: i primi in classifica sono la Svezia (17,4 ogni 1000), Malta (16,5), la Norvegia (9,8) e la Svizzera (8,9).

LEGGENDA n°6
Sbarcano i terroristi
La maggior parte degli affiliati ai gruppi terroristici coinvolti negli attentati in Europa era già presente sul territorio, in quanto si trattava di cittadini europei. È pur vero che le cronache hanno anche riportato pochi e isolati episodi di richiedenti asilo coinvolti in attentati, ma nella stragrande maggioranza dei casi a bussare alle nostre porte sono persone vulnerabili che fuggono da guerre e violenza.

LEGGENDA n°7
Sono pericolosi
Sono più vulnerabili che pericolosi. Numerosi studi internazionali hanno evidenziato l’inesistenza di una corrispondenza diretta tra l’aumento della popolazione immigrata e l’incremento del numero di denunce per reati penali.

LEGGENDA n°8
Non scappano dalla guerra
I motivi che spingono le persone a fuggire dai propri Paesi sono diversi e spesso correlati tra loro: guerre (Siria, Iraq, Nigeria, Afghanistan, Sud Sudan, Yemen, Somalia), instabilità politica e militare (Mali), regimi oppressivi (Eritrea, Gambia), violenze (lago Chad), povertà estrema (Senegal, Costa d’Avorio, Tunisia). Il diritto di ogni persona a chiedere protezione internazionale prescinde dalla nazionalità e dal paese di origine. A contare sono le cause della fuga, le persecuzioni subite o le minacce, la vulnerabilità e i bisogni di assistenza e cure mediche.

LEGGENDA n°9
Sono tutti uomini giovani e forti
La maggioranza delle persone che arrivano in Europa è rappresentata da giovani uomini perché hanno una condizione fisica migliore per poter affrontare un viaggio così duro. Spesso sono le stesse famiglie a mandarli per primi, sperando un giorno di potersi ricongiungere. Tuttavia, il numero di famiglie, donne e minori non accompagnati è in aumento.

LEGGENDA n°10
Hanno pure lo smartphone
Per chi fugge da guerra, violenze o povertà ed è costretto a intraprendere un lungo e pericoloso viaggio, i cellulari, in particolare gli smartphone, sono beni di prima necessità: sono il mezzo più economico per stare in contatto con i propri familiari; permettono di capire dove ci si trova, attraverso la geolocalizzazione; servono a condividere informazioni fondamentali su rotte, mappe, pericoli alle frontiere, blocchi.

FONTE: ANTI-SLOGAN DI MSF

Leggi il rapporto sull’immigrazione del 2016, cliccando su questo LINK

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