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Lasciar agire le parole

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Il mutare dei tempi ha cambiato il modo di sentire delle persone, erodendo sempre più profondamente il gruppo dei lettori e sostenitori de La Voce delle Marche.
Negli ultimi anni il giornale ha attraversato fasi esistenziali diverse, con modi e forme mutate nel volgere di breve tempo, passando in fine dalla stampa su carta al formato digitale.
Ho avuto modo di seguire dal di dentro l’evoluzione dalla carta al Web, rendendomi conto dei complessi problemi di impostazione, di gestione, di organizzazione, di risorse finanziarie che permettono la vita di un giornale.
Nel corso dei pochi anni di collaborazione, il giornale mi ha “costretto” alla puntualità, all’attenzione ed alla sintesi.
Il mio operato, nell’ambito della redazione, ha riguardato l’attualità e l’agiografia, con occhio talvolta alla cronaca locale.
Riassumere, ma soprattutto scegliere i fatti di cronaca mi ha impegnato in esercizi talvolta difficili di conciliazione tra il contenuto e l’opportunità di proporlo, l’obiettività e la voglia di far commenti e ammetto che qualche volta non ho potuto fare a meno di inserircene qualcuno.
Sintetizzare la vita dei Santi che si celebrano settimanalmente, dal punto di vista tecnico non è stato difficilissimo, ma mi ha coinvolto nel profondo.
Pensare che uomini e donne, nel corso dei secoli ed in condizioni di vita e di cultura le più varie hanno raggiunto la santità, è un fatto che non mi ha lasciato indifferente ed alcune risposte conseguenti hanno avuto un ruolo importante per le mie scelte di vita.
Nel periodo in cui sono stato “in attività” ogni tanto mi chiedevo quale impatto potevano avere sui lettori le mie note.
Penso ora di poter affermare che gli effetti delle idee e delle parole che le palesano non sono ne’ immediati ne’ esattamente misurabili, ma che l’importante è esprimersi e proporre idee e situazioni lasciando la produzione degli effetti al tempo e alle situazioni particolari che ad ognuno è dato di vivere.
Questi intenti sono tuttora ben vivi nell’ambiente de La Voce delle Marche, alla quale auguro collaboratori sempre più convinti e motivati e lettori sempre più attenti e numerosi. •

About Mario Liberati

MARIO LIBERATI Nato a Montegiorgio (AP) nel 1938 . Maestro. Attualmente è Diacono Permanente della Chiesa di Fermo. E’ stato Consigliere Provinciale della Provincia di Ascoli Piceno dal 1985 al 1995, e per sei anni ha ricoperto l’ incarico di As­sessore Provinciale alla Cultura. Ha fatto parte del Consiglio Nazionale delle Federazioni Regionali degli Ospedali (FIARO). Ha fatto parte del Consiglio Nazionale dell’ Unione Province d’ Italia (UPI) ed ha fatto parte della Commissione Nazionale UPI per la scuola e la cultura. Nel 1985 ha vinto il Premio di Cultura locale “Giovanni Ginobili”. E’ autore di pubblicazioni, tra cui: MONTEGIORGIO insieme con Germano Liberati (1974),MEDICINA POPOLARE. (1985) MONTEGIORGIO NELLA TOPONOMASTICA (1991), VICENDA AMMINISTRATIVA MONTEGIORGESE (1991, 1° vol. e 1992 2°vol.), LE SCELTE ALIMENTARI A MONTEGIORGIO DAL 1770 ALLO STUDIO DEI SETTE PAESI insieme con Flaminio Fidanza. (2009) Ha curato e collaborato tra gli altri alla stesura e pubblicazione dei seguenti libri MONTEGIORGIO nella Storia e nell’Arte (2008), IL TEATRO ALALEONA DI MONTEGIORGIO (2013). Ricopre la carica di Presidente del Comitato di Redazione della collana “I Quaderni Montegiorgesi”.

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